Volkswagen Scirocco R, prova su strada e in pista

265 cavalli, cambio DSG e tanto divertimento

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Volkswagen Scirocco R, prova su strada e in pista

La Volkswagen Scirocco, come da tradizone, è il coupè di Volkswagen, dedicato a chi è alla ricerca di una vettura dal piglio marcatamente sportivo, ma che garantisca un’utilizzabilità quotidiana senza comportare particolari rinunce; ma anche agli “afecionados” della casa di Wolsfburg che desiderano un modello più “giovanile ed emozionale” rispetto alla “classica” Golf.

La Scirocco che abbiamo testano noi, però, è decisamente diversa da tutte le altre.  E’ la “R” che troviamo sulla mascherina anteriore, sul volante, sui battitacchi e in qualche altro punto della vettura a fare la differenza.  La versione marchiata “R” ,infatti, è quella sviluppata dalla divisione “R GmbH”: il reparto sportivo della casa tedesca, l’equivalente, per capirci, di “AMG” per Mercedes ed “M” per Bmw.

Nel caso di questa Scirocco, la “R”, tradotta in termini numerici, vuol dire 265cv, 6 secondi netti per raggiungere i cento orari ed una velocità massima di 250km/h limitata elettronicamente. Quindi numeri degni di una vera “supercar”.

Data la potenza in questione, su strada, sarebbe stato praticamente impossibile, oltre che da incoscienti, sfruttare al meglio la vettura per poterne capire appieno le potenzialità: per questo ci siamo recati all’autodromo di Castelletto di Branduzzo dove, in totale sicurezza, abbiamo potuto mettere alla frusta la vettura, che dal canto suo non ha mancato di regalarci tante emozioni e divertimento giro dopo giro.

Video Volkswagen Scirocco R

Design e Interni:  ★★★★½ 

La Scirocco è una di quelle auto che, a causa della loro linea particolare, o piacciono da impazzire, o vengono del tutto ignorate. A giudicare però dagli sguardi di ammirazione della gente (anche di numerose donne), crediamo che siano molte le persone a cui questa macchina “piace”.

Effettivamente la Scirocco “liscia”, già di suo, è una macchina che di certo non difetta di aggressività. E’ bassa e larga, tanto da dare l’impressione di essere “ben poggiata” sulle ruote, con i suoi “fianchi” sinuosi, con i suoi fari molto affusolati, e con la linea del tetto molto rastremata e spiovente. 

I tecnici della divisione “R” sono poi riusciti a dare un’impronta ancora più “sportiva e cattiva” alle linee d’origine della vettura, grazie al paraurti anteriore con prese d’aria maggiorate, alle esclusive luci diurne a LED, alle minigonne specifiche, al paraurti posteriore con estrattore e doppio scarico ben in vista, ed allo spoiler sul lunotto posteriore di dimensioni maggiorate. Non mancano ovviamente dei cerchi specifici, da ben 19 pollici, che contribuiscono a rendere ancora più “notevole” il colpo d’occhio. Bisogna sottolineare come i designer del reparto “R” siano stati davvero abili nel riuscire ad “incattivire” non poco la vettura, senza però snaturare o appesantire le linee della Scirocco “base”.


Plancia e Interni
La plancia ricalca appieno quella della Scirocco “normale”, che è a sua volta derivata da quella della Golf. Ciò è sinonimo di disposizione dei comandi ideale, di finiture esenti da critiche, ma anche di design come al solito forse troppo “austero”.

Tutti i comandi principali sono raggruppati sulla console centrale, dove troviamo un bello schermo “touch screen”, attraverso cui comandare la radio e l’ottimo sistema di navigazione, che fornisce anche informazioni “live” su traffico, lavori in corso ecc..Il tutto ha un funzionamento davvero intuitivo, tanto che si riescono ad utilizzare tutte le funzioni di infotainment da “subito”, senza la necessità di un lungo apprendistato, come spesso capita su numerose altre vetture.

Ci sarebbero anche i controlli vocali: peccato solo che non siano disponibili in lingua italiana. Anche i comandi del “clima”, situati più in basso, sono molto semplici ed intuitivi, e facilmente raggiungibili. Siamo rimasti un po’ delusi, invece, dalla scarsa caratterizzazione sportiva dell’abitacolo, che si limita al volante sportivo con la corona tagliata nella parte bassa, ai battitacchi in alluminio, ed alla lettera “R” cucita nei poggiatesta. Ci saremmo aspettati, ad esempio, dei bei sedili sportivi a guscio, o almeno con poggiatesta integrato, al posto dei semplici sedili “comuni” al resto della gamma, che, a dire il vero, sono in ogni caso molto sagomati e contenitivi, e quindi adatti pure per qualche occasionale track-day.

Il tettuccio in vetro presente sulla vettura provata regalava una buona luminosità all’abitacolo, peccato però che sia soltanto basculante, quindi non vi è possibilità di “aprirlo” del tutto.


Posizione di Guida
La Scirocco è una vettura piuttosto bassa, e ciò si ripercuote anche sulla seduta: volendo si riesce a guidare praticamente “rasoterra”. Le regolazioni del sedile sono molto ampie, come anche quelle dello sterzo, che ha una grande escursione, sia in altezza che in profondità: il risultato è che si riesce sempre a trovare la posizione davvero “ideale”, quella che ti fa sentire veramente “tua” la vettura.

Abitabilità e bagagliaio
Date le dimensioni e le forme sportive, era facile ipotizzare un abitacolo particolarmente “angusto”. Invece, all’interno della Scirocco R, non abbiamo ritrovato particolari carenze di spazio. Persino i due posti posteriori risultano essere sufficientemente “accoglienti” per ospitare, per brevi tragitti, anche due persone adulte. Quello che scarseggia maggiormente è lo spazio in altezza, oltre che, come in tutte le coupé, l’ accessibilità posteriore, che infatti risulta piuttosto “difficoltosa”.

Il bagagliaio ha una capienza di 292 litri, certamente non sbalorditiva, ma più che sufficiente per le esigenze di viaggio di una coppia, dato che difficilmente riteniamo che una famiglia di 4 persone deciderà di partire per le vacanze con una Scirocco R. Per di più è possibile reclinare gli schienali posteriori, aumentando così la capienza fino a 755 litri. Peccato che, con i sedili reclinati, si venga a creare uno scalino. La soglia di carico del vano non è eccessivamente alta, però l’imboccatura è piuttosto “ristretta”, e questo può rendere problematico “stivare” degli oggetti ingombranti.

Comportamento su Strada:  ★★★★★ 

Parlando della Scirocco R con degli “appassionati” abbiamo visto qualcuno “storcere” il naso a causa della mancanza della trazione integrale, presente invece sulla sorella “Golf R”. Effettivamente tutta questa potenza e tutta questa coppia, trasmesse sulle sole ruote anteriori, potrebbero far presumere, a chi non ne ha mai guidato una, la presenza quasi certa di evidenti fenomeni di sottosterzo e di torque steering all’ uscita di ogni curva. Noi, vi possiamo assicurare che, grazie all’assetto specifico ed al buon funzionamento del differenziale elettronico XDS, che interviene limitando il pattinamento della ruota interna, tali fenomeni sono molto limitati, tanto che non si sente per nulla la mancanza della trazione anche sulle ruote posteriori. Anzi, con tutta probabilità, qualche pattinamento e qualche “sgommata” in più rendono la guida più “sanguigna” rispetto a quella della Golf R, che con la sua trazione integrale sembra viaggiare davvero su dei binari.
Ma al di là di queste discussioni da “fanatici di trackday e di passi alpini da percorrere come fossero delle prove speciali”, la Scirocco R ha mostrato un comportamento globale molto equilibrato, che permette senza dubbio di poterne immaginare anche un utilizzo quotidiano senza alcun problema di sorta.


Nella guida in città i vari dossi, buche, pavè ecc.. non vanno certo d’ accordo con l’assetto sportivo e ribassato, ma la risposta delle sospensioni è meno secca e rigida di quanto potessimo immaginare. Le asperità quindi si avvertono tutte, ma quelle che vengono trasmesse ai passeggeri non sono così forti da “spaccare la schiena”. La visibilità in marcia è buona, mentre è davvero problematica in manovra, in particolar modo nella tre quarti posteriore: per fortuna però sono di serie i sensori di parcheggio con funzione “radar”, che indica, nello schermo sulla plancia, la presenza e la distanza da ciò che circonda la vettura. 

Sempre in città, quando si è fermi al semaforo, è davvero difficile resistere al desiderio di mettere il cambio DSG nella modalità sportiva, inserire il launch control e aspettare che scatti il verde, giusto per sentirci anche noi, nel nostro piccolo, un po’ come “Vettel” alla partenza dei GP. Vi confessiamo che, se ci siamo trattenuti dal farlo in città (per ovvi motivi), giunti al primo casello autostradale non abbiamo resistito e abbiamo voluto provare “che effetto fa”. Beh, vi diciamo solo che le macchine che ci affiancavano ed il casello del pedaggio, dopo pochi istanti, erano soltanto dei puntini lontani nel retrovisore. Naturalmente è tutta una questione di pochissimi secondi, perché ci vuole veramente poco a raggiungere velocità inaudite senza neanche rendersene conto. Per di più in accelerazione il 2.0 TSI ha una sonorità davvero niente male, con delle tonalità rauche e graffianti, accompagnate ad ogni cambio di marcia, come avviene sulle vettura da competizione, da degli “scoppi” provenienti dallo scarico, che rendono ancora più coinvolgente l’esperienza di guida.

Come in città, anche in autostrada la Scirocco R si è dimostrata più comoda del previsto: non è mai eccessivamente rigida, e neanche troppo rumorosa a velocità costante. Ma è tra le curve che questa Volkswagen ci ha stampato in faccia dei sorrisi a trentadue denti: lo sterzo è sempre diretto e preciso nella sua azione, con una bella progressività e precisione, e l’assetto piatto, insieme alle gomme extra-large, garantiscono una tenuta di strada che sembra non avere limiti, ed una reattività ai comandi davvero fuori dal comune. Anche l’impianto frenante maggiorato fa un ottimo lavoro, garantendo un buon mordente e delle frenate sempre pronte e vigorose.

Il cambio DSG di cui era equipaggiata la Scirocco che abbiamo testato è sicuramente uno dei migliori doppia frizione oggi sul mercato. Con la leva in “D” sa essere “docile e soft” nelle cambiate, come un normale automatico con convertitore di coppia. Ma selezionando la modalità “S”, o cambiando manualmente con i paddle dietro al volante, le cambiate diventano incredibilmente rapide (intorno agli 0,2 millesimi di secondo), tanto che in accelerazione la spinta è praticamente continua, dato che non subisce le interruzioni dovute ai cambi di marcia che si avrebbero con una trasmissione manuale tradizionale. Anche in scalata è davvero rapidissimo, e per di più in modalità sportiva o in manuale simula la “doppietta”. L’unico difetto, peraltro minimo, che abbiamo trovato in questo DSG, è lo stacco della frizione un po’ brusco nelle continue ripartenze in città, quando si procede incolonnati a passo d’uomo.

In Pista
Come già accennato in precedenza, per la prova di questa Scirocco R, ci siamo recati all’autodromo di Castelletto di Branduzzo, al fine di poterla portare al limite senza prendere nessun rischio su strada. La giornata purtroppo era fredda, e a causa di una folta coltre di nebbia la visibilità era di circa 50 metri se non di meno. Ciò però non ci ha impedito di poter spingere come si deve, e di capire che anche in pista, oltre che su strada, la “R” è capace di prestazioni davvero notevoli.

Il 2.0 TSI da 265 cv, che su strada sembra veramente “esagerato” rispetto a quelli che sono il traffico ed i limiti di velocità, ma anche il buon senso, in pista, a briglie sciolte, ci ha dato modo di apprezzare ancora di più quelle che sono le sue doti di allungo e la grandissima cattiveria con cui prende i giri, fin su al limitatore. La spinta è veramente notevole sin dai giri più bassi, ma rimane costante e corposa fino ai 7000 giri/min.

In inserimento la Scirocco risponde sempre con prontezza, tanto che, specialmente nelle curve veloci che si fanno “in appoggio” conviene anticipare un po’ l’ ingresso curva, entrando magari un po’ più forte del dovuto, per “buttarla dentro” e poi farla scorrere, sfruttando quel po’ di “scivolamento” sulle quattro ruote che ti porta verso l’ esterno per chiudere la curva. 

In uscita invece, specialmente nelle curve più lente, il sottosterzo è ben annullato dal lavoro del differenziale elettronico. Senza dubbio, data la trazione anteriore, c’è un po’ di cronica difficoltà nello scaricare la coppia a terra, ma questa si manifesta solamente sullo sterzo, che si alleggerisce, perdendo un po’ di direzionalità. La stabilità del retrotreno è invece davvero esemplare, con la coda che segue sempre fedelmente le traiettorie impostate.

Certo un posteriore così “bloccato” infonde una sensazione di sicurezza impareggiabile, ma dal punto di vista delle pure emozioni un retrotreno un po’ più “birichino” non ci sarebbe dispiaciuto. Tra l’altro l’ESP della vettura è sempre presente: oltre una certa soglia interviene ugualmente, anche se è stato disinserito premendo il tasto apposito. Se ciò può essere utile su strada, è fastidioso in pista. Ma in Volkswagen hanno già risolto il problema: sulle Scirocco R prodotte da maggio 2011 in poi il controllo di stabilità è del tutto disinseribile. 

Prezzo e costi:  ★★★☆☆ 

I consumi? Sicuramente per chi acquista una vettura del genere non saranno certo un problema, ma con i prezzi attuali della benzina il rischio di ridursi sul lastrico per colpa del benzinaio non è certo remoto. Tuttavia, se andiamo a vedere il rapporto prestazioni/consumi, alla fine salta fuori che la Scirocco R consuma il giusto, con delle percorrenze sugli 8km/l in città,  ma che possono arrivare fino ai 10km/l e forse qualcosina di più in autostrada o sulle statali.

Il vero problema è semmai riuscire a non farsi prendere la mano, e resistere alla tentazione di tirare fino alla zona rossa ogni marcia, per sentire gli “scoppi” ad ogni cambiata, e per sentirsi schiacciare sul sedile ad ogni affondo sul pedale del gas.

Il prezzo di listino è sicuramente impegnativo: 38.900 Euro, ma vi possiamo assicurare che i contenuti ci sono tutti, e che quindi sono cifre “giustificate”.

Con questi 38.900 Euro si è ripagati, oltre che da delle prestazioni paragonabili a quelle di una Porsche Boxster 2.7 della precedente generazione, da una dotazione di serie tutto sommato completa, che comprende anche il sistema di navigazione, i sensori di parcheggio ed i proiettori bi-xenon. Si pagano a parte i cerchi da 19” (consigliatissimi), la vernice metallizzata, e il tetto in vetro. Tra gli optional disponibili c’è anche l’assetto adattivo, che permette di regolare la taratura delle sospensioni in base alle proprie “esigenze”. 

Conclusioni
Senza dubbio questa Scirocco R è davvero un’ottima macchina, molto appagante e divertente grazie alle eccellenti doti stradali. Inoltre il motore ed il cambio sono quanto di meglio si possa desiderare in questa fascia di mercato. In particolare il 2.0 TSI ci ha colpito davvero molto: non a caso è stato premiato per più anni consecutivi con il riconoscimento di “engine of the year”.

Il vero problema della vettura è riuscire a giustificare/giustificarsi razionalmente l’esborso di quasi 40.000€ per una Scirocco R, quando ne bastano 30.000 Euro per una Scirocco 2.0 TDI da 170cv, che non sarà certo una scheggia come la “R”, ma che non è certo “piantata”, e, cosa da non sottovalutare, ha dei consumi notevolmente più bassi.

Ma se ragionerete con il cuore e non con la testa, e farete prevalere la passione alla razionalità, vi assicuriamo che ad ogni accelerazione e ad ogni cambio di marcia, quel meno 38.900 Euro nel conto corrente diventerà un motivo di gioia piuttosto che un dispiacere. 

Pro e Contro

Ci PiaceNon Ci Piace
Meccanica eccellente: motore e cambio sono veramente il top, Guida divertentissima ed estetica personale ed accattivanteVisibilità difficoltosa, tetto in vetro soltanto basculante, prezzo impegnativo

Volkswagen Scirocco R: La Pagella di Motorionline

Motore:★★★★★ 
Ripresa:★★★★★ 
Cambio:★★★★★ 
Frenata:★★★★½ 
Sterzo:★★★★½ 
Tenuta di Strada:★★★★★ 
Comfort:★★★½☆ 
Posizione di guida:★★★★½ 
Dotazione:★★★★☆ 
Qualità/Prezzo:★★★★☆ 
Design:★★★★½ 
Consumi:★★★☆☆ 

10th febbraio, 2012

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