Benzina: aumento record annuale del 20,8%, ma iniziano anche i ribassi

Eni taglia sensibilmente i prezzi di benzina e gasolio

Nonostante il continuo aumento del prezzo della benzina, qualcuno inizia già a tagliare qualche prezzo, sperando che presto anche altre compagnie petrolifere possano seguire l'esempio di Eni
Benzina: aumento record annuale del 20,8%, ma iniziano anche i ribassi

Piove sul bagnato. Frase fatta quanto mai appropriata visto il clima italiano di questa giornata, ma viene poco da scherzare guardando i nuovi dati dell’Istat. Secondo quanto diffuso dall’Istituto Nazionale di Statistica, infatti, il paniere dei beni di prima necessità per gli italiani sta aumentando sempre di più e la benzina, una delle componenti più care, ha toccato vette come non se ne vedevano da più di quindici anni. Si è infatti registrata ad aprile una crescita tendenziale su base annua del 20,8%, che significa che rispetto allo stesso mese dello scorso anno il prezzo della benzina è aumentato di quasi un quarto del suo valore. Se pensiamo che ormai siamo vicinissimi ai due euro, significa che paghiamo un litro di benzina quasi 50 centesimi in più rispetto al passato. Si tratta del rincaro più alto dal gennaio del 1996 e non perché prima ci fosse stato di peggio, ma perché solo da quell’anno sono disponibili le serie storiche.

Molto ironicamente, però, proprio in questa giornata dove tocchiamo questo poco invidiabile traguardo, possiamo anche iniziare a rilevare i primi ribassi da tantissimo tempo. SI tratta di una sola compagnia, purtroppo, non imitata da altre società, ma diciamo che almeno è un inizio. Eni, infatti, è riuscita a tagliare di 1 centesimo il prezzo della benzina verde senza piombo e di 0,5 centesimi il gasolio. Ciò significa che il prezzo medio delle pompe di questo marchio sarà compreso tra i 1,889 e i 1,901 euro.

Possiamo quindi tirare un respiro di sollievo? Purtroppo non ancora. Infatti l’aumento delle tariffe è un dato di fatto e probabilmente potremo vedere ulteriori rincari nelle prossime settimane. Nella speranza che l’iniziativa di Eni non rimanga un caso isolato, ma possa essere imitata anche da altre compagnie.

Foto: Roberto Gimmi via Flickr

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1 commento

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  1. Centrifuga

    25 maggio 2012 at 11:56

    In Italia esistono i cartelli (più o meno taciti accordi tra le compagnie petrolifere).
    Poi magari sarà anche colpa delle accise, della rete di distribuzione troppo capillare e quindi costosa ma dalla fine di marzo ad oggi le compagnie petrolifere, che lavorano nel mercato italiano, hanno sensibilmente incrementato i loro ricavi in Italia.
    Vorrei solo ricordare che le accise non sono cambiate in questi ultimi mesi e allora come si spiega questo incremento dei ricavi visto che il prezzo del greggio è rimasto abbastanza stabile?
    Sara

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