AirPod, vantaggi e dubbi sull’auto ad aria compressa

Sul mercato nel 2013, ma potrà davvero rivoluzionare il mercato?

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L'auto ad aria compressa sembra pura fantascienza, eppure l'AirPod arriverà sul mercato nel 2013 e promette di percorrere fino a 100 km con un misero euro di "pieno di energia", ma i dubbi sulla sua efficacia non sono pochi

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AirPod, vantaggi e dubbi sull’auto ad aria compressa

Presentata al Salone di Ginevra nel 2009, il prossimo anno arriverà teoricamente sulle strade la prima auto ad aria compressa, la AirPod, prodotta dalla Motor Development International, società con sede nel Lussemburgo, in collaborazione con la Tata Motors. Rivoluzione? Nuova era della mobilità a impatto zero? Teoricamente sì, ma nei fatti c’è qualche problema in più da risolvere.

Iniziamo a vedere le caratteristiche ufficiali di questo modello, che da concept car sarebbe pronto a fare il grande salto verso il mercato di massa. È dotato di un motore da 7 kW, pari a circa 10 Cv, e una coppia di 45 Nm. Secondo le specifiche ufficiali del produttore, sarebbe in grado di percorrere fino a 100 km di strada con solamente un euro di “carburante” e potrebbe raggiungere una velocità massima di 80 km/h (che, però, abbasserebbe notevolmente l’autonomia generale). Passerà attraverso varie fasi di omologazione, che la porteranno ad essere guidabile persino dai ragazzi di 14 anni e poi sarà declinata in varie versioni più potenti, ovvero la AirOne da 20 Cv e la AirCity da 34 Cv. Ciliegina sulla torta è il prezzo: appena 7.000 €, quindi meno di una citycar.

Tutti pronti per la rivoluzione, quindi? Noi avremmo qualche dubbio. Partiamo dal design: come molte concept car futuristiche, la carrozzeria dell’AirPod segue alcuni dettami stilistici che difficilmente crediamo possano attecchire in Europa o in America. Dettato dalla necessità di alleggerire al massimo la struttura complessiva, in quanto il motore ad aria compressa ancora non è in grado di spostare la massa di un veicolo “normale”, ci porta a domandarci quale adolescente si presenterebbe a scuola alla guida di un simile veicolo, piuttosto che di un motorino. Inoltre sarebbero tutte da verificare le infrastrutture di supporto, l’effettiva autonomia su strada e i sistemi di sicurezza. Certo la AirPod potrà contare su altri vantaggi, come ad esempio la vendita diretta dalla fabbrica senza passare per il concessionario (e la relativa commissione), ma basteranno questi vantaggi, uniti al risparmio estremo di carburante, per avere successo sul mercato?

9th giugno, 2012

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