Citroën Grand C4 Picasso MY 2013, primo contatto

Grande, comoda e piacevole da guidare

di

Citroën Grand C4 Picasso - La nuova incarnazione della sette posti della double chevron si arricchisce di tecnologia e diventa anche più raffinata dal punto di vista del design

Citroën Grand C4 Picasso MY 2013, primo contatto

Sempre di più, pare voler dire Citroen. Dopo la presentazione prima dell’estate della nuova C4 Picasso, infatti, è ora arrivato il momento della ancor più grande Grand C4 Picasso, che come nelle migliori tradizioni della double chevron si presenta con un’omologazione da ben 7 posti, dimensioni tutto sommato contenute (la lunghezza arriva a 4,59 m) e un design sia esterno che interno che riprende quanto di buono già visto sulla sorellina a cinque posti. Il risultato è una vettura senza alcun dubbio ideale per i lunghi viaggi in famiglia, capace di un carico di buon livello (a patto che si tenga abbassata la terza fila extra) e persino con un look moderno e piacevole alla vista, un particolare non certo così scontato su una vettura di questo segmento.

Siamo stati chiamati a provare su strada la nuova Grand C4 Picasso in una delle prime giornate davvero autunnali della Baviera, ma questo non è certo stato un male. Abbiamo infatti potuto sperimentare la sua efficacia anche in condizioni climatiche non proprio ottimali, una situazione che quando si è a pieno carico è sempre bene verificare e controllare. Cominciamo però a parlare dello stile di questa vettura, che sarà la prima cosa che noterete quando il 20 ottobre sarà disponibile nei concessionari del marchio. La stretta parentela con la C4 Picasso è molto evidente e non poteva essere certo altrimenti. In fondo si tratta di una delle gamme su cui la casa sta puntando maggiormente, essendo una risposta ad una precisa richiesta del mercato di vetture il più possibile capienti senza per questo rinunciare ad un minimo di stile esterno. Ci è piaciuta soprattutto la zona frontale dell’auto, molto moderna e aggressiva, caratterizzata dai gruppi ottici con luci a Led che continuano il proprio “movimento” sulla double chevron della griglia. Un ulteriore grande senso di continuità lo dà la barra che a partire dal primo montante continua tracciando il profilo del tetto e arriva sino all’ultimo sostegno della vettura, chiudendo idealmente il movimento cinetico dell’auto. Senza dubbio questa idea ha aiutato ad alleggerire la forma del bagagliaio posteriore, che in un’auto votata al carico deve essere per forza di una particolare forma squadrata difficile da gestire. Sulla Grand C4 Picasso, però, questo problema viene risolto in maniera molto piacevole, grazie ad alcune scelte piuttosto moderne come la doppia fanaleria.

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Se gli esterni ci hanno colpito positivamente, gli interni forse riescono a farlo anche di più. La sensazione di spazio che già la C4 Picasso ci aveva comunicato viene ulteriormente allargata, senza per questo dare la sensazione di aver a che fare con un’auto complicata da condurre. Grazie al tetto in vetro e al parabrezza panoramico, la superficie vetrata della vettura arriva fino a 5,7 metri quadrati. Questo consente di aumentare esponenzialmente la luminosità, che grazie anche alla presenza delle luci a LED contribuisce a creare quell’atmosfera “loft” alla quale puntava la casa francese. Abbiamo lasciato volutamente per ultimo il sistema di infotainment, vero fiore all’occhiello della Grand C4. Come nella “sorellina”, ancora una volta, è stato installato il super display da 12 pollici sul quale vengono veicolate, in maniera discretamente personalizzabile da parte del guidatore, le informazioni principali sulla guida (giri del motore, velocità…) e altre informazioni importanti, dal controllo del sistema multimediale alle indicazioni del navigatore GPS. Lo schermo è diviso in tre sezioni, di cui quella centrale e quella destra sono modificabili attraverso i pulsanti presenti sul volante (quest’ultimo ha forse un’aspetto ancora un po’ tozzo, ma è ben progettato e presenta una discreta risposta ai movimenti). Sotto di esso si trova ancora il display da 7 pollici attraverso il quale passa tutto il sistema software dell’auto, comprese le applicazioni installabili come su un vero e proprio tablet integrato nell’auto. Per chi non è abituato, potrà forse essere un po’ difficile abituarsi alla mancanza del quadro comandi di fronte al volante, ma lo schermo alternativo è così grande che ci si potrà abituare nel giro di poco tempo. Ottime le coperture e in generale i materiali di gomma e plastica di cui è composto il grande abitacolo. Incredibilmente semplice è l’apertura dei sedili posteriori per accedere alla terza fila (si parla di un’escursione di 15 cm) è molto facile e agevole e consente di passare anche da una capienza di 645 litri ad una di oltre 700. Il movimento si può completare anche con l’ausilio di una sola mano. Naturalmente i posti della terza fila non possono essere ampi e comodi come gli altri, ma si assestano comunque su livelli alti per la categoria. Appunto positivo per i poggiatesta, che grazie alla loro forma contenitiva permettono di viaggiare anche in posizioni estremamente rilassate.

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Passiamo ora alla guida e, quindi, al motore. Alle nostre cure è stato affidato il top di gamma della Grand C4 Picasso, vale a dire il 2.000 BlueHDI da 150 CV con lo speciale filtro anti-particolato di Citroën. Si tratta di un motore già in regola con lo standard Euro 6 e che permetterebbe secondo i dati ufficiali di emettere solo 110 g/km di CO2. Il motore più parco, comunque, sarà l’e-HDi da 90 CV ETG6, che sarà in grado di percorrere 100 km con 3,8 litri di gasolio e di emettere appena 98 g/km di CO2. Parliamo, però, della meccanica di cui abbiamo esperienza diretta, ovvero il 2.000 BlueHDi. Si tratta senza alcun dubbio di un motore pensato per essere facile da gestire e manovrabile al massimo. Nel breve periodo in cui l’abbiamo avuto tra le mani, in abbinamento con il cambio automatico, la potenza ci ha dato l’impressione di essere gestita in maniera molto omogenea, senza particolari picchi. Grazie all’alleggerimento complessivo della carrozzeria e al coefficiente aerodinamico di 0,70, ci ritroviamo per le mani un’auto che potremo definire quasi “rilassante”. La guida, sia in percorsi pieni di curve che in autostrada, è molto tranquilla, grazie ad una manovrabilità ottimale e alla sopra citata gestione della potenza. Difficile bruciare qualcuno al semaforo, ma del resto questa non è un’auto che punti ad essere scattante al massimo. Si tratta di un veicolo pensato ad esempio alla famiglia numerosa in vacanza, un target che ad una prima occhiata sembra centrato in pieno. Grazie anche allo Stop&Start, ai vari aiuti alla guida come l’adaptive cruise control con visualizzazione del tempo intraveicoli, la frenata di emergenza e le cinture adattive (già viste sulla C4 Picasso e in grado di tendersi in autonomia in caso di incidente o di invasione involontaria della corsia accanto), al quale dobbiamo aggiungere l’interessantissimo pack multimediale che trasforma l’auto quasi in un cinema/sala giochi su quattro ruote, la Grand C4 Picasso si conferma una vettura adatta soprattutto ai lunghi viaggi. Le sue dimensioni tutto sommato contenute di 4,59 metri di lunghezza, però, non le fanno disdegnare nemmeno la città (in questo caso l’assistente automatico al parcheggio rischia di diventare il vostro migliore amico).

Il lancio della nuova Citroën Grand C4 Picasso nei concessionari è previsto per il prossimo 20 ottobre. Il listino parte da una base minima di 22.800 €, ma è già disponibile una speciale offerta finanziaria di lancio con rate da 279 € al mese con manutenzione programmata inclusa e possibilità di restituzione dopo due anni (garanzia furto/incendio).

2nd ottobre, 2013

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