Carshooting: TomTom Bandit, stabilità e fluidità al top [FOTO e VIDEO RECENSIONE]

Bilanciamento luce e framerate eccezionali, ma pesa un po'

La nuova action cam TomTom Bandit segna il debutto della casa olandese nel mondo delle videocamere sportive e dobbiamo dire che come esordio è molto promettente: la Bandit è bella, comoda e restituisce filmati di una qualità che oseremmo definire inaspettata. Il bilanciamento della luce e la fluidità delle riprese sono ai vertici della categoria. Pesa un pochino di più rispetto alle medie di segmento e usa un aggancio proprietario, ma è comunque da promuovere a pieni voti

Come sappiamo, nel mondo della grande industria è fondamentale avere una produzione varia. Più questa è ampia, maggiori sono le possibilità di successo. In un momento in cui il mondo dei navigatori GPS standalone sta attraversando un periodo di appannamento, TomTom ha compiuto due mosse importanti: la prima è di iniziare a collaborare con le case auto per la realizzazione dei navigatori pre-installati sui sistemi di infotainment delle loro vetture; la seconda è lanciare dei prodotti nuovi e di qualità. In quest’ultima categoria rientra l’interessantissima action cam TomTom Bandit.

Lo affermiamo senza timor di smentita: la Bandit si è rivelata durante la nostra prova di carshooting una compagna davvero preziosa. Si presenta con un aspetto decisamente originale, ma anche gradevole e sportivo. Soprattutto è capace di una resa qualitativa superiore a quella di molti competitor. Davvero poche action cam riescono ad offrire una resa superiore, ma a questo punto subentra anche un altro elemento, ovvero la convenienza. Andiamo però con ordine e iniziamo a parlare delle caratteristiche tecniche di questa action cam.

Prima di tutto il sensore: abbiamo a che fare con un dispositivo capace di una qualità da 16 Megapixel, ma è il risultato a livello di video che più ci intriga. È infatti capace di registrare filmati in 4K con un framerate di 15 fps, oppure da 1080p Full HD arrivando persino a 60 fps. La Bandit, però, è dotata anche di funzione time-lapse e slow motion, quest’ultima capace di arrivare fino a 120 fps, seppur rinunciando all’alta qualità della definizione (un rallentamento di 6x, ad esempio, ci costringe ad accontentarci di un WVGA). Il tutto è alimentato da una batteria da 1.900 mAh montata direttamente in un cilindro con presa USB. Questo si avvita letteralmente all’interno del corpo macchina e contiene un segnalatore a luci LED per il livello di carica della batteria e lo slot per le schede microSD. La presa USB può essere usata per trasformare il cilindro in un lettore di microSD, ma la memoria può comunque essere estratta e letta come qualsiasi altra scheda del medesimo tipo.

Noi abbiamo avuto l’occasione di provare la Bandit durante diverse prove su strada, tra cui quella della Renault Megane Sporter a cui fanno riferimento le foto e il video che vi riportiamo (se vi interessa la prova completa, la trovate a questo link). La qualità visiva della Bandit ci ha davvero impressionato. Grazie al suo framerate molto alto, registrando già a 1080p con 60 fps si ha in cambio un video incredibilmente fluido e piacevole da vedere, che per registrare le vetture ha consentito un salto di qualità notevole. Eccezionale il bilanciamento della luce: raramente avevamo effettuato riprese nell’abitacolo riuscendo ad avere una chiara visione sia dell’interno che dell’esterno dell’auto. Vedere per credere. Il grandangolo è piuttosto efficace e, soprattutto, non crea in alcun modo il fastidioso effetto barile che invece si trovano su altri prodotti anche più celebrati di questa Bandit. Il controllo delle funzionalità viene effettuato prima di tutto tramite un piccolo display da 22×25 mm monocromatico, le cui funzioni e menù, comunque, sono molto chiare e precise. Il pulsante quadrato sul dorso permette di accedere alle varie funzioni. Non è presente uno schermo per l’anteprima video, che però in compenso può essere fatto tramite l’app Bandit disponibile gratuitamente per iOS e Android e collegabile via Wi-Fi al telefono. Questa consente anche di controllare opzioni e registrazione dell’action cam tramite smartphone.

La batteria, viste le sue dimensioni, è davvero capiente e riesce a durare diverso tempo. Secondo le previsioni della casa, registrando a 1080p con framerate da 30 fps la batteria può durare fino a 3 ore, obiettivo che secondo noi è davvero raggiungibile. In redazione l’abbiamo provata fino a tre test drive consecutivi senza ricaricarla. Vorremmo però concentrarci ora sull’aggancio, che come vedranno i più attenti è proprietario. Una scelta particolare in un’epoca in cui quasi tutte le aziende corrono dietro alla compatibilità con i sistemi GoPro (comunque l’adattatore per la Bandit è incluso nella confezione di base), TomTom ha preferito affidarsi ad un aggancio prodotto in casa. Una scelta che forse crea una difficoltà, dato che è obbligatorio avere dietro l’adattatore, ma che in compenso permette di adottare un sistema di aggancio grazie al quale la Bandit ruota su se stessa fino a 180° senza sganciarla dal supporto.

A livello software, la TomTom Bandit presenta diverse chicche. Naturalmente è presente un sensore GPS (sarebbe stato quasi un affronto, altrimenti) e soprattutto un oscillometro che è in grado, a seconda delle sollecitazioni e dei cambi di posizione, di registrare delle “scene fondamentali” durante l’utilizzo. Queste, insieme a quelle scelte dall’utente tramite apposito pulsante, sono poi visualizzate sull’app Bandit, che è in grado di fare un primo montaggio rapido dei filmati senza scaricarli sul computer, per poi caricarli direttamente sui social network.

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Parliamo dei difetti, che sono pochi, ma ci sono. Uno su tutti è la qualità audio, che onestamente non ci ha fatto impazzire, soprattutto durante le sessioni di carshooting. Va detto, però, che lo stick della batteria è dotato di un altro attacco proprietario che, oltre a poter ricaricare la stessa, consente di attaccare un microfono esterno (accessorio venduto a parte). Inoltre la Bandit, per la media delle action cam, presenta un peso considerevole (190 grammi), che in alcune situazioni rischia di minarne la stabilità complessiva, specie se utilizziamo braccetti troppo lunghi.

Detto questo, la TomTom Bandit comunque si merita di essere promossa a pieni voti. Si tratta di un’action cam bella da vedere, comoda da usare e la cui resa la inserisce di diritto tra le prime cinque del mercato, insieme ad avversari dal nome molto più altisonante. Il prezzo ufficiale della TomTom Bandit è di 299 € con l’Adventure Pack e di 349 € con il Bike Pack, che contiene diversi accessori per l’uso su bici e moto. Cercandola in giro, tra offerte speciali e promozioni, siamo riusciti a trovarla in un grande negozio di elettronica ad appena 170 €. Questo rende la Bandit non solo eccellente dal punto di vista qualitativo, ma anche molto buona da quello del rapporto qualità/prezzo.

Pro e Contro

Ci PiaceNon Ci Piace
- Qualità di registrazione e framerate ai vertici
- Batteria molto capiente
- Bilanciamento luminoso tra i migliori del segmento
- Un po’ più pesante della media
- Qualità del microfono bassa
- Aggancio proprietario

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