Jaguar XF 20d AWD, berlina premium integrale inglese = Jaguar [PROVA SU STRADA]

Sfida totale alle tedesche con versioni AWD per XE ed XF

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Sfruttando anche l’importante know how di Land Rover, la blasonata Casa inglese chiude il cerchio con la possibilità di abbinare la trazione integrale a tutti i suoi modelli a listino. Per la XF è prevista per i più potenti V6 benzina e per il 2 litri della famiglia Ingenium da 180 cavalli, che abbiamo provato a fondo

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Jaguar XF 20d AWD, berlina premium integrale inglese = Jaguar [PROVA SU STRADA]
La Jaguar XF si completa con le versioni AWD

Jaguar XF 20d AWD – La parentela con Land Rover non si è mai fatta sentire così forte. Dopo l’esordio del SUV F-Pace infatti la gamma delle berline di casa Jaguar si è arricchita di varianti a trazione integrale, sempre più fondamentali per giocarsela alla pari con le principali concorrenti, in primis con i modelli delle tre Case tedesche. Dopo la F-Type e la XJ, ora sia XE che XF sono disponibili con all wheel drive (ovviamente anche il SUV F-Pace lo è).

Sulla XF l’arrivo della trazione integrale è particolarmente importante, dato che in questo segmento circa un cliente su tre sceglie proprio vetture 4WD. Si può abbinare sia con il prestigioso 3 litri V6 benzina, da 340 o 380 cavalli, ma anche al motore che rappresenta forse il miglior equilibrio tra prestazioni e prezzo, il recentemente lanciato 2 litri della famiglia Ingenium, capace qui di 180 cavalli, oltre che della generosa coppia di ben 430 Nm, erogati a soli 1.750 giri. La prima Jaguar 4WD con propulsore diesel a 4 cilindri promette di essere al top anche per efficienza e consumi, con un consumo dichiarato di oltre 20 chilometri litro. L’abbiamo provata a fondo, vediamo come è andata.

Design e Interni:  ★★★★½ 

Una regina di eleganza e non solo
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La XF della seconda generazione non ci è nuova, l’abbiamo infatti provata lo scorso anno, con il potente V6 a gasolio da 300 cavalli (qui il link alla prova su strada completa). In questa configurazione AWD si conferma quindi quanto avevamo avuto modo di scoprire in precedenza, con il designer Ian Callum capace di rinnovare la XF, mantenendone l’apprezzato stile e l’innata eleganza della prima generazione. Oltre ad una questione di modernità delle linee, i grossi passi in avanti della nuova XF sono legati all’abitabilità interna ed all’aerodinamica. Sul primo fronte la vettura resta sostanzialmente inalterata nella sua lunghezza (496 cm), ma sale fino a 296 centimetri di passo (+5), grazie a sbalzi più contenuti. Per quanto riguarda il coefficiente di penetrazione, si è raggiunta quota 0.26, un CX davvero molto contenuto, fondamentale per ottenere gli ottimi risultati in quanto ad efficienza e prestazioni. Le novità non si fermano qui, con un bel mix di eleganza e sportività, con quest’ultima cresciuta, grazie alle linee più tese ed affilate, con nervature che corrono lungo la carrozzeria, oppure i sottili fari anteriori, disegnati sul lato interno da quelle che sono una sorta di palpebre, fissate sull’elemento centrale della parte anteriore della carrozzeria.

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Un particolare che è diventato un marchio di fabbrica e che ritroviamo in molti modelli di Jaguar. Sottopelle si cela quella che possiamo definire la rivoluzione in alluminio. Tutto il Gruppo Jaguar Land Rover è tra i più attivi ed all’avanguardia su questo fronte, con “diete corpose” di centinaia di chilogrammi imposte a parecchi modelli. La nuova XE condivide in parte la piattaforma con la seconda generazione della XF che però sfrutta materiali più nobili e soluzioni ancora più estreme per contenerne il peso. Con il 75% complessivo di alluminio e utilizzando anche parti in magnesio è di soli 282 Kg il peso del telaio, peraltro più rigido del 30% rispetto al precedente modello.

Interno: Conferma anche un abitacolo che è un accogliente e lussuoso salotto
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La XF, ovviamente anche nella versione AWD, si conferma come una delle migliori berline del suo segmento. Con la dieta a base di alluminio dell’ultima generazione e con i nuovi propulsori sviluppati interamente da Jaguar ha alzato l’asticella in quanto ad efficienza, ma la crescita del passo e le migliorie della seconda generazione rendono migliore l’esperienza a bordo per quanto riguarda abitabilità e comfort. Troviamo tanta tecnologia, a partire dal display da 10.2” dell’Incontrol Touch Pro (8” quello “base” Incontrol Touch), che include i comandi vocali, 10 GB di memoria dedicati ai file multimediali ed un nuovo sistema di navigazione, con mappe bi o tridimensionali e una funzione di navigazione predittiva.

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A questo poi va aggiunto anche il quadro strumenti virtuale, un enorme display da 12.3”, che prende il posto dei classici elementi circolari e rende l’aspetto del cruscotto decisamente più tecnologico, oltre che piacevole. Non solo possono essere personalizzati i vari layout della strumentazione, ma si può anche avere la mappa del navigatore a tutto schermo dietro al volante, con le indicazioni indispensabili, come la velocità, nella parte bassa dello stesso. Sempre tra gli optional troviamo un interessante Head-Up Display con tecnologia laser, che proietta i dati direttamente sul parabrezza. Come ormai da tradizione, il pomello del cambio è a scomparsa, così come le due bocchette dell’aria laterali, che si chiudono a vettura o impianto di aereazione spenti. Piacevole il profilo ad arco che dalle porte attraversa tutta la plancia, in nobile legno. Grande abitabilità e tanto spazio per chi siede dietro, con un passo di quasi 3 metri, 296 cm per la precisione, come detto cresciuto di ben 51 mm rispetto alla precedente XF, mentre è di ben 540 litri la capacità del bagagliaio.

Comportamento su Strada:  ★★★★½ 

All’ottima dinamica di guida si aggiunge il grosso plus della trazione integrale intelligente
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La tradizione vuole che la dinamica ed il piacere di guida siano strettamente correlati con la trazione. La tecnologia ha reso apprezzabili anche vetture in cui le ruote motrici sono quelle anteriori, ma chi ama davvero guidare trova ancora sensibili differenze rispetto alle migliori “posteriori”. Il passaggio alle 4WD può modificare il feeling di guida in funzione della soluzione adottata, oltre che rendere più sicura la marcia. Il sistema di trazione integrale di Jaguar è molto raffinato, sfrutta tutta l’esperienza della “cugina” Land Rover e mutua il concetto noto di Terrain Response, che diviene Adaptive Surface Response (AdSR). Tutto è basato sull’IDD, Intelligent Driveline Dynamics, che in azione congiunta con il Dynamic Stability Control (DSC), ripartisce la coppia sui due assali in base alle condizioni di aderenza.

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La XF resta una vettura sportiva, in condizioni standard con trazione quasi esclusivamente posteriore (la ripartizione base della coppia motrice è al 95% dietro), ma se serve viene convogliata coppia anche alle ruote anteriori, fino al 50%. “Torque on demand”, a significare che solo in caso di necessità la XF sia in grado, praticamente istantaneamente, di diventare una 4WD e di mettere al sicuro da qualsiasi problema, anche in condizioni al limite, ma nell’uso standard mantiene inalterato il piacere della guida di una trazione posteriore, peraltro limitando molto l’impatto in termini di efficienza. A rendere ancora migliore l’esperienza di guida ci pensa il Configurable Dynamics (optional da 1.673 euro), con cui si possono regolare la risposta dello sterzo, delle sospensioni, della trasmissione automatica e l’erogazione del propulsore, ottenendo una risposta più aggressiva o più smussata ed attenta ai consumi. L’aggravio di peso non modifica molto nemmeno la dinamica di guida, mentre resta tutto ciò di positivo che avevamo già apprezzato sulla 2WD, inclusi gli ammortizzatori regolabili, con le sospensioni anteriori con un angolo di attacco orientato all’indietro ed in grado quindi di assecondare al meglio le imperfezioni del fondo stradale, praticamente senza trasmetterle in abitacolo. Discorso analogo anche per il posteriore della vettura, con il sistema denominato da Jaguar Integral Link.

Motore e Prestazioni:  ★★★★½ 

Quando “fiscalmente corretto” vuol dire anche sportivo e piacevole
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Se è innegabile che un propulsore a sei cilindri, oltre a potenza e prestazioni, regala una fluidità di guida impagabile, dobbiamo ammettere che l’egregio lavoro fatto da Jaguar con il suo 2 litri a quattro cilindri della famiglia Ingenium, non ci ha fatto sentire molto l’assenza dei due cilindri in più. Oltre ad un cospicuo risparmio economico, dato che la 20d, a parità di allestimento, costa quasi 14 mila euro in meno della 30d, restare sotto quota 2 litri ha innegabili vantaggi anche dal punto di vista fiscale. Vuoi per il superbollo, che oltre a costare salato impone un pagamento separato tramite F24, ma soprattutto perché il tre litri, purtroppo, espone alla potenziale seccatura di controlli ed attenzioni da parte, appunto, del fisco italiano. Oltretutto al momento l’unico propulsore a gasolio abbinabile con la trazione AWD è questo, dato che il 163 cavalli ed il 3 litri V6 sono a listino unicamente con trazione posteriore. Anche sul fronte trasmissione la scelta non c’è, perché è disponibile solo l’ottimo ZF ad 8 rapporti. Poco male, dato che si tratta di uno dei migliori cambi automatici sul mercato, in grado di essere molto rapido quando si guida in modo sportivo, ma anche estremamente fluido e dolce nelle tratte in cui è il comfort di marcia che conta. L’unica scelta, se volete la XF AWD, è quindi tra i potenti benzina V6 da 340 o 380 cavalli e questo Turbo Diesel da 180 cavalli, che rappresenta un ottimo equilibrio tra prestazioni e costi.

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Realizzato interamente in alluminio è frutto di un progetto che ha previsto la realizzazione di un nuovo sito produttivo, costato l’ingente cifra di 700 milioni di euro. L’incremento di peso della trazione AWD è di 125 Kg e si traduce in una piccola riduzione delle prestazioni rispetto alla XF a trazione solamente posteriore in pari configurazione, con uno 0-100 in 8,4 secondi (+0,4) ed una velocità massima di 222 Km/h, contro 230. Non si può dire che scegliere la XF con un 4 cilindri diesel, rinunciando all’esuberanza dei propulsori a benzina o dei 6 cilindri 3 litri, sia un grosso sacrificio in termini di sportività o di piacere di guida. Il due litri è infatti tondo e fluido nell’erogazione, molto silenzioso e con pochissime vibrazioni, ma è anche capace di prestazioni brillanti. I 180 cavalli di per se sono già un dato interessante, ma è la coppia ad essere tra le più elevate di categoria, con ben 430 Nm. La curva è poi particolarmente favorevole, con il dato di picco costante da 1.750 a 2.500 giri e la potenza massima erogata a 4.000.

Consumi e Costi:  ★★★★½ 

Una piccola differenza di prezzo per il grosso plus della trazione AWD
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La Jaguar XF parte dai 44.220 euro della E-Performance Pure, dotata del 2.0 Turbo Diesel 163 CV (manuale 6 marce), si sale di 1.650 euro per la XF 20 d Pure da 180 cavalli, a cui ne vanno aggiunti per la trasmissione automatica altri 2.560, arrivando a quota 48.430. La trazione integrale si paga quindi 2.670 euro, dato che sono 51.100 quelli richiesti per la XF 20d AWD (non disponibile con cambio manuale). È presente a listino in quattro allestimenti: Pure, Prestige, R-Sport e Portfolio, fino ai 57.760 euro di quest’ultimo e più ricco. Se invece non vi accontentate dei 4 cilindri, ma volete l’esuberanza del 3 litri benzina, la XF 35t AWD (340 CV) parte da 66.610 euro ed è declinata sempre nei 4 allestimenti, mentre la S AWD da 380 cavalli è al vertice della gamma XF con i suoi 74.670 euro. C’è da dire che il prezzo della XF può poi salire di molto in base agli accessori scelti. Anche partendo dalla ricca Portfolio, la XF 20d AWD non include, ad esempio, i fari Full Led (1.622 euro), il sistema di infotainment con schermo da 10.2” e strumentazione virtuale da 12.3 (a partire da 2.724 euro), oppure il Parking Pack con sensori e telecamera posteriore (a partire da 1.163 euro). Anche il Cruise Control attivo (ACC) è da pagare a parte, con il risultato che il saldo finale può salire facilmente di oltre 10 mila euro, se non si vuole rinunciare a tanti degli accessori presenti sull’esemplare da noi provato. La trazione integrale AWD, come detto, è un sistema intelligente, che limita l’aggravio in termini di consumi ed efficienza, gestendo la coppia inviata alle ruote anteriori solo “on demand”. La cosa consente di mantenere contenuti i consumi, con la 2 litri diesel, da noi provata, in grado di poter dichiarare un valore superiore ai 20 con un litro (4.9 litri ogni 100 Km, con un piccolo incremento di circa mezzo litro rispetto alla trazione posteriore), ma di garantire una trazione perfetta anche in condizioni impegnative, magari durante una nevicata in un week end di sci. Sul fronte consumi, a fine prova abbiamo rilevato dei valori medi di circa 15 – 16 Km con un litro, un dato davvero interessante per una vettura di queste dimensioni e con la trazione integrale. Quando si percorre un’autostrada ci si avvicina molto al dato dichiarato in ciclo combinato, con un ottimo 5.5 litri per 100 Km guidando ai classici 130 Km/h.

Pro e Contro

Ci PiaceNon Ci Piace
Elegante e piacevole da guidare, oltre che sportiva e confortevole, si completa con l’ottimo sistema AWD.Molta della dotazione di questo esemplare si paga (e molto) tra gli optional.

Jaguar XF 20d AWD: la Pagella di Motorionline

Motore:★★★★½ 
Accelerazione:★★★★☆ 
Ripresa:★★★★½ 
Cambio:★★★★★ 
Frenata:★★★★½ 
Sterzo:★★★★½ 
Tenuta di Strada:★★★★½ 
Comfort:★★★★½ 
Infotainment:★★★★½ 
Abitabilità:★★★★★ 
Bagagliaio:★★★★½ 
Posizione di guida:★★★★½ 
Dotazione:★★★★☆ 
Prezzo:★★★★☆ 
Design:★★★★½ 
Finitura★★★★½ 
Piacere di guida:★★★★½ 
Consumi:★★★★½ 

9th gennaio, 2017

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