Honda Civic Type R, quando i giapponesi fanno sul serio [PROVA SU STRADA]

L’attesa è durata 8 anni per il nuovo riferimento assoluto tra le Hot Hatch a trazione anteriore

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Il potentissimo motore, ora sovralimentato, produce 310 cavalli che sorprendentemente non faticano mai ad essere scaricati a terra. Nasce per la pista, è fruibile nell’uso quotidiano più di ogni sua avversaria

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Honda Civic Type R,  quando i giapponesi fanno sul serio [PROVA SU STRADA]
Honda Civic Type-R

Honda Civic Type R – L’esigenza di alzare l’asticella delle prestazioni e di assecondare i vincoli delle norme attuali, hanno imposto alla Civic Type R di passare alla sovralimentazione, ma i puristi non possono proprio lamentarsi. Certo, il regime massimo e l’allungo del motore non saranno quelli del VTEC atmosferico, ma questa Civic mette sul piatto un pacchetto tecnico di livello assoluto, con sospensioni adattive, freni anteriori da 350 mm della italiana Brembo ed un 2 litri capace di ben 310 cavalli e di 400 Nm di coppia già da 2.500 giri, con la sovralimentazione che fin da poco più di 1.000 giri rende il motore pronto nell’uso stradale. Qualcuno potrà pensare che si tratti di un’auto troppo estrema per essere fruibile nell’uso quotidiano, un oggetto relegato alla guida tra i cordoli di un circuito.

Noi abbiamo avuto modo di scoprire il contrario, dato che è sorprendentemente comoda grazie alle 5 porte e ad un bagagliaio da record di categoria, con l’unico difetto di un assetto decisamente “panchinato” già in modalità standard, che diventa più rigido del 30% usando la “+R”. L’altra limitazione, questa più soggettiva, è l’aspetto molto vistoso, che deve piacere. Non si tratta, come vedremo, di una scelta di stile, ma di un pacchetto aerodinamico funzionale alle prestazioni esagerate di questa vettura, mutuato dall’esperienza nelle competizione, in particolar modo dalla Civic che prende parte al campionato WTCC.

Design e Interni:  ★★★★☆ 

Estrema nell’aerodinamica e molto vistosa, non nasconde la sua aggressività
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Quando siamo di fronte ad auto così, è inutile negarlo, la soggettività entra fortemente in gioco nel giudizio estetico. La Type R non passa certo inosservata e, proprio per questo, può piacere o meno. Sul mini sito dedicato Honda la definisce “Bella, da ogni prospettiva”. Ecco, noi non ci sentiamo di dire che, oggettivamente, sia bella. Ciò che però che è sicuro è che catturi gli sguardi. Perché l’aerodinamica della vettura è molto spinta, lo si vede da lontano per le ali e tutti gli elementi che, da qualsiasi lato la si osservi, la rendono molto aggressiva. Quando poi la si guarda da vicino nei dettagli, ci si accorge che non è solo una operazione di facciata. Tutto è studiato a dovere, con il fondo piatto che termina con l’estrattore posteriore, i flussi intorno alle ruote anteriore puliti da generose feritoie davanti alle portiere, ma non mancano nemmeno grossi sfoghi per l’aria calda che fuoriesce dal cofano.

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Il tutto arricchito dagli aggressivi 4 scarichi posteriori e da cerchi da 19” gommati 235/35, ed in generale con un gioco cromatico che farà felici i tifosi milanisti in questa configurazione, con il rosso della carrozzeria e numerosi dettagli neri. Le forme della Type R, oltre a partire dalla Civic “standard”, sono dovute ad elementi che arrivano direttamente dalla vettura del WTCC ed altri che sono stati affinati nei lunghi test sulla Nordschleife. Al Nurburgring sono state infatti ottimizzati i flussi, inclusi quelli che servono a raffreddare la meccanica, ma soprattutto a creare deportanza, dato che la velocità massima di cui è in grado questa Hot Hatch è decisamente importante. In particolare, a noi i passaruota muscolosi, molto larghi (la vettura è più larga addirittura di 11 centimetri rispetto alla Civic standard) ed al tempo stesso spigolosi e sporgenti rispetto alla sagoma della vettura, ricordano le vetture del WRC di quest’anno, con il regolamento 2017 che ha alzato molto l’asticella anche sul fronte aerodinamico. Nel complesso la Civic Type R è una delle vetture più estreme che si possano acquistare nel suo segmento, se non la più estrema in assoluto, con linee a cui occorre forse far l’abitudine, ma possiamo garantirvi che, dopo pochi istanti dietro al suo volante, il suo aspetto passa decisamente in secondo piano, perché di sostanza è difficile trovarne così tanta in un’auto di serie.

Interno: Qualità e dotazione elevate, dentro è leggermente meno aggressiva, spettacolari i sedili
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Cromaticamente il carattere della Type R esce anche negli interni, con il contrasto nero / rosso che continua anche nei rivestimenti, in particolar modo per i sedili, abbinati poi a cinture di un aggressivo rosso. Anche la strumentazione accende gli spiriti, soprattutto in modalità +R, dove il colore prevalente diventa (ovviamente) sempre il rosso. Ottima la dotazione di serie, anche perché tutto quello che troviamo sull’esemplare in prova è incluso nel prezzo “base”. Compresi il navigatore, che è sviluppato da Garmin, oppure il climatizzatore bizona. Il cockpit della plancia resta fedele alla nona generazione di Civic, quindi un po’ futuristica e coreografica, ma che non finisce di convincerci. I dati sono divisi tra il quadro strumenti classico con tre elementi circolari analogici e, nella parte superiore, una palpebra con due display. Quello che sembra strano è che in un contesto che potrebbe sembrare molto ricco, è complicato il passaggio da un dato all’altro, almeno per quelli più semplici (come consumo medio, trip etc), mentre la Type R snocciola in modo semplice e d’impatto le indicazioni relative alla pressione sul pedale del freno e dell’acceleratore, oppure ai G di accelerazione laterale e longitudinale.

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Resta invariata anche la visibilità posteriore di questa generazione di Civic, limitata dalla forma particolare della vettura, mentre la grossa ala è invisibile nello specchietto (sulla Subaru STI invece sembra di essere inseguiti da qualcuno). La Type R non stupisce per la modernità dell’interfaccia dell’infotainment (migliorabile) o aspetti legati alla sua ottima dotazione, ma piuttosto per i sedili contenitivi in cui, nel vero senso della parola, si entra quando si sale in auto. Sono letteralmente spettacolari, perché garantiscono una stabilità e una sicurezza anche con le sollecitazioni più estreme che può provare questa piccola belvetta, ma riescono anche ad essere molto comodi, quando si viaggia e si resta a bordo a lungo. Bicolore è anche il volante, con un dettaglio molto racing come la tacca rossa nella parte alta, mentre davanti al bel pomello in alluminio, che ci ricorda quello della iconica S2000 (anche se in questo caso è di forma sferica e non allungato), è posta la targhetta numerata, che ci ricorda quanto sia speciale questa Civic Type R.

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La cosa sorprendente, che a qualcuno potrà sembrare poco importante, ma che secondo noi non lo è affatto, è che la Civic Type R è assolutamente perfetta anche per una famiglia, grazie alle 5 comode porte (stranamente è però omologata per 4, forse per la scelta di avere una seduta contenitiva anche dietro), ma soprattutto grazie ed un bagagliaio da record di categoria, con quasi 500 litri di capacità, addirittura una ventina in più della Civic standard. Diventano addirittura 1.427 abbattendo i sedili, ma non serve farlo per poter caricare praticamente di tutto.

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Il pianale nasconde infatti uno spazio interessante nella parte inferiore e può essere posizionato sul fondo, per gestire al meglio la capacità di carico. Facendo un parallelo con una delle sue avversarie dirette, la Ford Focus RS, complice la presenza di elementi meccanici per adottare la trazione integrale, proprio su questo fronte la RS trova la sua limitazione più importante, con una capacità di circa 360 litri.

Comportamento su Strada:  ★★★★★ 

Trazione pazzesca per una anteriore, per noi è un riferimento assoluto
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Ci sono voluti 8 anni, con notizie che periodicamente facevano sembrare imminente il debutto della nuova Type R, ma bisogna ammettere che Honda ha saputo sorprenderci per il risultato. La Civic “cattiva” è chirurgica, ma soprattutto scarica a terra la potenza in un modo sorprendente per una trazione anteriore. Lungo il passo del Maloja, che sale rapido verso l’Engadina con una successione di stretti tornanti, abbiamo aperto sempre prima ed in modo deciso, senza mai mettere in crisi le ruote anteriori: semplicemente pazzesco. Occorre ricordare che la nostra prova è avvenuta a cavallo dei mesi di dicembre e gennaio, quindi con un grip certamente non ottimale, anche se le Michelin Pilot Alpin 4 svolgono egregiamente il loro lavoro.

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I meriti vanno certamente al differenziale autobloccante meccanico, di tipo a slittamento ridotto (LSD), ma anche alle raffinatissime sospensioni anteriori, con doppio asse che promette di dimezzare l’effetto della coppia sullo sterzo rispetto ad una Civic standard. Al posteriore invece la sospensione ha una barra di torsione “ad H”, con tubi piatti, che garantiscono una rigidità posteriore incrementata del 180%. L’adozione di una gommatura decisamente sportiva, con delle 235/35 R19, ha imposto di rinunciare a parte dell’angolo di sterzata, dettaglio che però si ripercuote solo sulle manovre da fermo, dove la Type R gira poco, anche con il volante a fine corsa. Sterzo che invece è sensazionale e chirurgico nella guida sportiva, a patto di tenerlo piuttosto saldamente tra le mani, date le forze in gioco.

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Premendo il tasto +R diventa più leggera la servoassistenza (elettrica) ed il feeling ancor più estremo. La Type R + è quindi una trazione anteriore decisamente divertente (forse la più divertente che ci sia mai capitato di guidare). L’assetto, come detto, è “panchinato” ed il posteriore è bello ballerino e non rinuncia ad un gusto d’altri tempi, cosa che rende la guida estrema molto emozionante, anche se mai troppo impegnativa. I freni sono concepiti per la pista e si sente, su strada non vanno mai in crisi e la modulabilità resta sempre ottimale. Il peso è di 1.382 Kg, non troppi, ma non è nemmeno un fuscello. Godibile su strada, sia nella guida più rilassata che sportiva, la Civic Type R promette di essere perfetta in pista, dato che ha girato al Nurburgring nel tempo, record per una trazione anteriore, di 7 minuti 50 secondi e 63 centesimi.

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Non si è poi fermata qui, dato che ha stabilito nuovi tempi record per le auto di serie a trazione anteriore su cinque leggendari circuiti (qui il nostro articolo con i dettagli). Non manca la sicurezza attiva e passiva, con la frenata automatica in città, il pacchetto di sicurezza ADAS, che include la lettura delle corsie con avviso di cambio corsia involontario e molto altro, ma la chicca resta il tasto +R, quello destinato principalmente alluso in circuito, che va a rendere l’assetto più rigido del 30%, con risposte più estreme anche da sterzo e propulsore.

Motore e Prestazioni:  ★★★★★ 

Arriva il turbo, ma resta unico nell’erogazione, con prestazioni pazzesche
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La rivoluzione è il passaggio alla sovralimentazione, ma le modalità sono tutt’altro che banali. Il 2 litri Honda mantiene infatti sia il sistema che varia l’alzata delle valvole, il “mitico” VTEC (VariableTiming and Lift Electronic Control), che soprattutto un carattere unico, che lo rende diverso da qualsiasi altro propulsore. Dual-VTC (Variable Timing Control), iniezione diretta ed un turbo “Single Scroll” regalano prestazioni di livello, senza però rinunciare ad una erogazione molto lineare, priva di picchi importanti, tipica degli aspirati Honda che conosciamo bene. Il range di utilizzo migliore è quello tra i 3.000 ed i 7.000 giri, ma è sfruttabile tranquillamente da poco oltre i 1.000 giri. Sale la spinta, con il picco di coppia che arriva ad appena 2.500 giri, dove però i 430 Nm sono corposi senza diventare esasperati.

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Il crescendo continua fino al regime di potenza massima, quando arrivano i 310 cavalli, che restano costanti da 6.500 a 7.000 giri. Questi 500 giri sono quelli che possono evitare, in pista, di evitare una doppia cambiata a salire e scendere prima di una curva. Due file di spie sulla parte alta del cruscotto si accendono a chiamare la cambiata, in perfetto stile da auto da competizione. La spinta del nuovo VTEC Turbo è quindi del tutto particolare, senza il picco tipico dei turbo molto spinti, per intenderci molto diverso dalla Focus RS che abbiamo provato poche settimane fa, che ci vien naturale tornare a porre come avversaria più diretta. In quel caso il propulsore ha un range molto ristretto dove incolla letteralmente al sedile, che impone uno stile di guida diverso. La trasmissione, anche qui è di tipo manuale, con la corta leva del cambio che comanda uno spettacolare 6 marce, che a qualcuno potrà sembrare fuori dai tempi, ma che, avendo posseduto una S2000, vi garantisco far riaffiorare immediatamente ricordi molto positivi. La corsa della leva è estremamente contenuta e gli innesti sono da auto supersportiva, di cui però ormai in poche sono rimaste con cambi manuali. Le prestazioni della Civic Type R sono pazzesche, con uno 0-100 in 5.7 secondi ed un sorprendente 270 km/h di velocità, ma è il piacere di guida, più di tutto il resto, ad essere sublime, per chi apprezzi il genere, ovviamente. Una nota alla sonorità della vettura, coinvolgente in parte, con il turbo che soffia in modo decisamente accattivante in alcuni frangenti, come quando “sbuffa” in rilascio (fa molto Fast & Furious), ma non è eccelso il sound dello scarico, almeno non quanto i grintosi 4 terminali potrebbero far pensare. Niente scoppiettii in rilascio, ma manca anche una sonorità marcata in accelerazione.

Consumi e Costi:  ★★★★½ 

Sa essere persino parca, prezzo certamente giustificato dai contenuti
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La Civic Type R ha un prezzo nemmeno troppo elevato, soprattutto se rapportato a quanto offre, sia tecnicamente che in quanto a dotazione di serie. Il tutto costa infatti 38.700 euro ed è praticamente tutto incluso nel prezzo, con eccezione davvero di poco. Solo la vernice metallizzata potrebbe essere un incremento del prezzo di quelli irrinunciabili, mentre opzionalmente si possono aggiungere il pacchetto di dettagli in carbonio (sia fuori che dentro la vettura), per chi volesse rendere la Type R ancora più aggressiva ed esclusiva, o personalizzarla con alcuni elementi, come i supporti dell’ala posteriore a contrasto con la carrozzeria (per esempio rossi su vettura bianca).

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Stessa cosa è fattibile con le calotte degli specchietti, mentre il coperchio del serbatoio della benzina è disponibile in versione più sportiva, sempre di colore differente da quello della carrozzeria. L’aggressività della Civic Type R è evidente in tutti i colori disponibili, che sono 5: Crystal Black Pearl, Brilliant Blue Metallic, Milano Red, Championship White e Polished Metal Metallic. Solo quest’ultimo riesce ad essere un po’ più sobrio e, a nostro avviso, è la scelta migliore. Ottime notizie sul fronte consumi, dove i dati che abbiamo rilevato sono del tutto accettabili, ovviamente quando non si guida troppo sportivi. Quello dichiarato parla di 7.3 litri nel ciclo combinato, noi abbiamo registrato a fine prova un 8 litri per 100 Km (o 12,5 Km/l se preferite). Anche guidando allegri, mediamente non si supera mai la soglia psicologica dei 10 Km/l.

Pro e Contro

Ci PiaceNon Ci Piace
Prestazioni pazzesche da ogni punto di vista, erogazione unica anche con il passaggio al turbo, fruibilità (inattesa), consumi nella guida tranquilla.Estetica impegnativa, interfaccia infotainment migliorabile, visibilità posteriore.

Honda Civic Type R: la Pagella di Motorionline

Motore:★★★★★ 
Accelerazione:★★★★★ 
Ripresa:★★★★★ 
Cambio:★★★★★ 
Frenata:★★★★★ 
Sterzo:★★★★★ 
Tenuta di Strada:★★★★★ 
Comfort:★★★★☆ 
Infotainment:★★★★☆ 
Abitabilità:★★★★★ 
Bagagliaio:★★★★★ 
Posizione di guida:★★★★½ 
Dotazione:★★★★★ 
Prezzo:★★★★½ 
Design:★★★★☆ 
Finitura★★★★☆ 
Piacere di guida:★★★★★ 
Consumi:★★★★½ 

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16th gennaio, 2017

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