Volvo V90 D4, la regina delle SW guida (in modo semi-autonomo) verso il futuro [VIDEO PROVA SU STRADA]

Una storia di oltre 60 anni e la voglia di restare al top

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La regina delle station cede al richiamo di un design accattivante, perdendo qualche cosa in termini di capacità del bagagliaio, ma con interni di prima classe ed ereditando il ricco pacchetto tecnologico visto sul SUV XC90

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Volvo V90 D4, la regina delle SW guida (in modo semi-autonomo) verso il futuro [VIDEO PROVA SU STRADA]
Volvo V90 D4

Volvo V90 D4 Geartronic Inscription – Dalla Duett, prima station wagon della casa di Goteborg, sono passati oltre 60 anni. Era infatti il 1953, di esperienza da allora Volvo se n’è fatta parecchia. Sei milioni di station wagon vendute in tutto il Mondo, se volete un dato tangibile, passando per modelli che ognuno di voi si ricorderà certamente. Dalla 245, per quelli con qualche primavera in più alle spalle, attraverso gli anni ’70 ed ’80 si arriva alla mitica 960, che prese nel ’96 proprio la denominazione V90. Non possiamo però non citare anche la più piccola 850, che reinterpretò il concetto di station in chiave sportiva grazie alle versioni T5 e T5R, fino ad arrivare a disputare il campionato inglese turismo BTCC.

Eccoci ora all’ultimo capitolo, con un’auto tutta nuova, pietra miliare del nuovo corso Volvo, brand che dopo un periodo non privo di qualche difficoltà, punta a riprendersi lo spazio che aveva in passato. Lo fa con il design, ma anche con la tecnologia, andiamo a scoprirlo con la prova della V90 con propulsore D4, trasmissione automatica Geartronic ed allestimento Inscription.

Design e Interni:  ★★★★½ 

La regina delle station cede al fascino del design

Lo scorso anno, dopo esattamente a 20 di distanza dalla prima, ha debuttato la nuova Volvo V90. Si tratta della declinazione station wagon della S90, con cui condivide la piattaforma SPA (acronimo di Architettura di Prodotto Scalabile), la medesima anche del SUV XC90. Soprattutto però, siamo di fronte ad un prodotto che rompe gli schemi da molti punti di vista, tagliando i ponti con il passato. Scelta chiara fin dall’estetica, perché se le dimensioni sono da Volvo SW, con una lunghezza di 494 centimetri, per 188 di larghezza ed un passo di 294, è evidente che la coda cede alla vanità, con una linea più accattivante, un lunotto non più verticale o quasi come in passato, rinunciando al contempo ad un po’ di capacità del bagagliaio, che di base è comunque molto generoso con i suoi 560 litri, ma può salire fino a 1.526 a sedili abbattuti.

Una linea molto personale e moderna, con gruppi ottici anteriori sottili e larghi che formano internamente un disegno a forma di martello di Tohr. Troviamo poi una grossa bocca anteriore, con la calandra concava con listelli cromati verticali, medesima finitura cromata anche per la cornice. Il cofano è molto lungo e la fiancata è slanciata, con una lunghezza importante, in parte nascosta dal profilo spiovente del tetto, che si raccorda con il lunotto inclinato, come già detto, ed una vetratura che si assottiglia verso la zona posteriore.

Interno: Legno e cuoio di qualità per essere premium, tanta tecnologia per andare verso il futuro

Partiamo dal bagagliaio, proprio perché trattandosi di una station wagon è elemento centrale per la valutazione dell’auto. Abbiamo detto della capacità di 560 litri, che può salire abbattendo gli schienali dei sedili posteriori, che prevedono di serie la configurazione 40:60, ma opzionalmente si può avere anche quella 40:20:40. Sono dotati di comodissimi comandi elettrici, direttamente dal vano bagagliaio. Vano che può essere arricchito, come nel caso di questo esemplare, da un utile accessorio (150 euro il suo costo), per separare una zona del piano di carico con una sponda ed evitare che gli oggetti “vaghino” nelle curve.

Lo spazio è molto ben sfruttabile e la forma del bagagliaio è regolare, non a caso, ma per la scelta di adottare l’Integral Axle, uno schema delle sospensioni posteriori che sostituisce la molle con balestre. Avete sentito bene, una soluzione che sembra provenire dal passato, ma che è realizzata in materiale composito e che, vedremo, consente prestazioni simili a quelle delle molle. La V90 non delude assolutamente le attese quando si sale a bordo, con una straordinaria abitabilità, con 5 comodi posti ed una attenzione per le famiglie, che possono trovare una dotazione premium a bordo.

Il legno e finiture di gran livello regalano una qualità percepita che non teme nulla dalle migliori concorrenti tedesche. Troviamo poi un ottimo livello di comfort, sia acustico (si possono avere anche doppi vetri laterali), che con i sedili molto comodi e dall’ergonomia ben studiata, come da tradizione Volvo.

Non manca lo spazio nemmeno al passeggero posteriore centrale, mentre tutti dietro hanno a disposizione uno spazio quasi da record per le gambe. L’infotainment, denominato Sensus Connect, prevede come elemento centrale uno schermo verticale da 9”, scelta che lo rende simile nell’uso ad uno Smartphone e che abbiamo trovato davvero pratica ed intuitiva.

La strumentazione è di tipo virtuale, anche in questo caso sulla base di un display di generose dimensioni. L’interfaccia ed il sistema nel suo complesso sono molto buoni, veloci ed intuitivi nel loro funzionamento, anche se richiedono un po’ di praticità e di abitudine per essere capiti a fondo, rispetto ai classici tasti fisici, che qui sono ridotti ai minimi termini.

Comportamento su Strada:  ★★★★☆ 

Guida quasi da sola, comfort elevato e sospensioni raffinate e con soluzioni quasi uniche

La V90 vuole rappresentare un importante passo verso il futuro, con Il Pilot Assist in grado di guidare sostanzialmente da solo, seguendo le corsie e mantenendo velocità e distanza dall’auto che precede. Per ora si tratta solo di un aiuto, perché senza intervenire sul volante si disinserisce automaticamente dopo alcune correzioni, ma la capacità di leggere tutto ciò che avviene intorno all’auto ed agire autonomamente di conseguenza è sempre maggiore e sorprendente.

L’IntelliSafe, oltre agli effetti speciali della guida autonoma, è un complesso di dispositivi di sicurezza attiva e passiva in grado di proteggere chi guida dai pericoli che possono circondare la vettura. Frenata automatica, rilevazione degli animali lungo la strada e molto altro, come da tradizione Volvo per essere al top in quanto a sicurezza. Da notare che tutti i sistemi non sono mai invasivi, come potrebbe temere qualcuno, ma forniscono un importante aiuto a chi guida. L’Integral Axle, soluzione che al posteriore sostituisce le molle con una barra in materiale composito, è funzionale alla gestione degli spazi interni, ma è anche abbinata a sospensioni molto sofisticate, con un doppio braccio anteriore ed un multilink posteriore, decisamente sportivo per una vettura come questa. Nel complesso l’assetto si rivela morbido e confortevole, ma in curva il rollio resta contenuto e lo sterzo è abbastanza preciso e con feedback che consentono di alzare l’andatura godendosi la briosità del propulsore, che spinge bene ed in modo costante, fin dai regimi più bassi, a patto di gestire le cambiate manualmente.

Motore e Prestazioni:  ★★★★☆ 

Tanti i motori disponibili, tutti però hanno 4 cilindri e cilindrata di 2 litri

La Volvo V90 si può scegliere con 6 differenti motorizzazioni, dal 4 cilindri 2 litri, al 4 cilindri 2 litri. Non è un errore il nostro, ma si tratta di una scelta strategica della Casa svedese, convinta di poter differenziare il risultato in base ai vari step di potenza disponibili, oltre alla tipologia di alimentazione, che può essere a benzina, diesel o ibrida plug-in. Si tratta della famiglia Drive-E, unità tutte in alluminio e nel nostro caso siamo di fronte alla D4 con lo step intermedio da 190 cavali, erogati a 4.250 giri, mentre la generosa coppia di 400 Nm arriva ad appena 1.750 giri, restando costante fino a quota 2.500. Sotto troviamo la D3 da 150 cavalli, sopra la D5 da 235 cavalli, che introduce la tecnologia PowerPulse. Si tratta di una sorta di serbatoio di aria compressa, che sotto i 2.000 giri annulla il turbo lag e consente di avere la turbina subito in pressione.

Passando ai motori alimentati a benzina, sono tutti piuttosto sportivi, dato che l’entry level (si fa per dire) T5 ha già 254 cavalli, la T6 sale a quota 320 cavalli e l’ibrida T8 (sarà disponibile a breve), aggiunge alla “base” della T6 un motore elettrico da 87 cavalli, per complessivi 407, con ben 640 Nm di coppia. Volvo ha rilanciato recentemente verso la crescita ulteriore della potenza, anticipando che nel 2018 dovrebbe arrivare una versione Polestar (qui il nostro articolo), che partiranno proprio dalla T8, incrementandone le prestazioni. Tornando alla prova della D4, si può scegliere con la trasmissione manuale a 6 rapporti, oppure con un 8 marce automatico. Il Geartronic, da noi testato, si è rivelato molto fluido nel suo funzionamento, meno votato alla sportività di altri che sanno essere più rapidi, ma non se ne sente troppo la necessità, in tutta sincerità.

Se proprio volete spingere al limite la V90 in una strada tortuosa, il suggerimento è quello di spostare il comando sulla sinistra per poter gestire le cambiate manualmente. Mancano i paddle al volante infatti, ma ribadiamo il fatto che la V90 non nasce per questo, mentre è una gran macinatrice di chilometri, con cui accompagnarsi in lunghi e comodi viaggi. Le prestazioni sono brillanti, con 230 Km/h di velocità massima ed uno 0-100 coperto in 8,5 secondi. Va elogiato anche il carattere del 4 cilindri di Volvo, che abbiamo trovato pieno ed appagante nella sua erogazione, dove non fa sentire per nulla l’assenza di 1 o 2 cilindri in più, anzi. L’ormai anziano 5 cilindri può andare in pensione sereno, sapendo che avrà degni eredi con i propulsori della famiglia Drive-E.

Consumi e Costi:  ★★★★☆ 

Prezzi da circa 45 mila fino ad oltre 80 mila, consumi discreti per la D4

La Volvo V90 è disponibile da poco meno di 45 mila euro, si parte infatti dalla D3 Kinetic da 150 cavalli, per salire di poco più di 2.000 euro per la D4 da 190 cavalli, che si può scegliere con trazione anteriore o AWD, con 2.500 euro di aggravio sul costo di acquisto. Al top delle tre le motorizzazioni a gasolio troviamo la D5 AWD, con 235 cavalli e prezzi compresi tra circa 61.500 euro e 67.100. L’esemplare in prova, in configurazione D4 Geartronic Inscription parte invece da un prezzo di listino di 61.330 euro, più optional. Passando ai benzina, la T5 da 254 cavalli è proposta a poco più di 55.000 euro, si sale alla T6, con listino compreso da circa 65 mila a 70 mila euro a seconda dell’allestimento, capace di 320 cavalli e disponibile con la sola trazione integrale.

Arriverà a breve la ibrida T8, con prezzi tra circa 76 ed 81 mila euro, che al potente 2 litri della T6 abbinerà una unità elettrica. La tecnologia ibrida consentirà anche di percorrere circa 45 km in modalità solo elettrica. Oltre all’entry level Kinetic, troviamo altri 4 allestimenti disponibili: Momentum, Business Plus, R-Design ed Inscription. Sono quattro le modalità di guida a disposizione, dalla Individual alla Dynamic, passando per Comfort ed Eco. Quest’ultima prevede il “veleggio” in rilascio, accorgimento che contribuisce all’ottenimento dei migliori dati sul fronte consumi. Nella nostra prova abbiamo rilevato un valore medio di circa 12 Km/l, molto buono per una vettura di queste dimensioni e di un peso vicino ai 18 quintali. Si possono arrivare a sfiorare i 15 con un litro, con una guida molto attenta, ma il dato dichiarato, di 4.5 l/100 Km resta piuttosto lontano nell’uso reale.

Pro e Contro

Ci PiaceNon Ci Piace
Linee accattivanti, grande qualità ed abitabilità, tecnologia al top.Bagagliaio e consumi buoni ma non da lode.

Volvo V90 D4 Geartronic Inscription: la Pagella di Motorionline

Motore:★★★★☆ 
Accelerazione:★★★★☆ 
Ripresa:★★★★½ 
Cambio:★★★★☆ 
Frenata:★★★★½ 
Sterzo:★★★★☆ 
Tenuta di Strada:★★★★☆ 
Comfort:★★★★★ 
Infotainment:★★★★½ 
Abitabilità:★★★★★ 
Bagagliaio:★★★★½ 
Posizione di guida:★★★★½ 
Dotazione:★★★★½ 
Prezzo:★★★★½ 
Design:★★★★½ 
Finitura★★★★½ 
Piacere di guida:★★★★☆ 
Consumi:★★★★☆ 

1st marzo, 2017

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