BMW 116d, l’ultimo baluardo di una razza in via di estinzione [PROVA SU STRADA]

Fine carriera vicina per la sola segmento C a trazione posteriore

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Il prossimo anno lascerà il posto alla Serie 1 F40, una vettura che sarà basata sulla piattaforma UKL1 per veicoli a trazione anteriore. Per i puristi è quindi l’ultima occasione per mettersi nel box una segmento c premium con il sapore della tradizione

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BMW 116d, l’ultimo baluardo di una razza in via di estinzione [PROVA SU STRADA]
BMW 116d

BMW 116d – Oramai l’auto che sostituirà questa Serie 1 sembra essere quasi pronta al debutto, che dovrebbe avvenire il prossimo anno (qui trovate un articolo che ne anticipa le caratteristiche ed il possibile aspetto). Ciò che rende appetibile per gli appassionati una vettura a fine carriera, è però il fatto che la nuova generazione sarà basata sulla piattaforma UKL1 (codice interno KKL+) per veicoli a trazione anteriore. Con l’uscita di scena della “F20” il segmento C vedrà sparire l’ultima trazione posteriore sul mercato, con la prospettiva che difficilmente ne rivedremo presto un’altra, a meno che Alfa Romeo decida di affidare alla “meccanica delle emozioni” un ruolo importante anche per la sua “medio piccola”, che andrà a sostituire la Giulietta.

Uscendo dal tema “romantico” legato alla tradizione, la Serie 1 sembra reggere bene il peso dei suoi anni, visto che il restyling del 2015 le ha regalato un aspetto più accattivante e moderno. Sul fronte meccanico la 116d coniuga la vecchia scuola con i tempi moderni, abbinando la trazione posteriore con un 3 cilindri a gasolio, nel nostro caso con l’ottimo cambio automatico ZF ad 8 rapporti, mentre di serie è previsto un manuale a 6. Dentro la Serie 1 è inconfondibilmente BMW, con una qualità molto buona ed uno stile unico, elegantemente sportivo e con una ergonomia ed una praticità di riferimento, anche per il sistema di infotainment.

Design e Interni:  ★★★★☆ 

Dopo il restyling del 2015 ha cambiato faccia, con nuovi fari, ma non solo

Qualcuno un paio di anni fa non aveva nascosto troppo il fatto che la casa dell’Elica, con il restyling, era corsa ai ripari, per rimediare scelte stilistiche di dubbio gusto, ma soprattutto di scarso successo, adottate nel 2011 con il lancio della seconda generazione di Serie 1. L’elemento stilistico più discusso erano i gruppi ottici, sia anteriori che posteriori, piuttosto squadrati. Con fari anteriori più sottili e filanti, ma soprattutto con una zona posteriore dal look completamente nuovo, proprio grazie ai fanali totalmente ridisegnati e che sono passati alla tecnologia Led, abbinata ad un disegno ad “L”, più moderno ed elegante.

Con questi ritocchi “sostanziosi” la Serie 1 si è ripresa lo scettro di segmento C più sportiva, almeno tra gli estimatori della casa bavarese. Elegantemente aggressiva e sportiva, ora con linee più equilibrate e gradevoli, la 116d della nostra prova si presenta dei cerchi da 18” a 5 doppie razze, qui abbinati ad una sportiva gommatura Bridgestone S001 con misura 225/40.

Si tratta di coperture contraddistinte da una stellina, dettaglio tutt’altro che secondario, perché evidenzia il fatto che si tratti di una fornitura ad hoc per la casa tedesca, quindi con specifiche leggermente diverse dal prodotto standard.

La 116d sfoggia un gran bel mix di eleganza e cattiveria che, oltre ai citati gruppi ottici, riguarda il doppio rene frontale, reso più aggressivo dalle nuove forme, ma soprattutto una linea della fiancata unica, perché il muso è molto lungo e l’abitacolo è spostato di conseguenza nella porzione posteriore. Questo aspetto è dettato dalla meccanica della vettura, che prevedendo propulsori longitudinali e trazione posteriore, offre ai designer l’opportunità di darle forme diverse rispetto alle concorrenti dello stesso segmento. Anche in questo caso, ma lo scopriremo solo nei prossimi mesi, la sua erede dovrà rinunciare, almeno in parte, al carattere BMW, che rende unica la attuale Serie 1.

Interno: Bella fuori e da guidare, ma tutto ha un prezzo da pagare

Partiamo dalle note positive, dentro la Serie 1 è una BMW “vera”. La piccola della casa dell’Elica non rinuncia infatti a nulla in termini di qualità, materiali utilizzati e design. Con il solo aspetto negativo legato al fatto che molto di quello che vediamo su questo esemplare si paga come optional, dentro la 116d della nostra prova è davvero al top per il livello di qualità percepita. Spesso si pone Audi in vetta da questo punto di vista, ma per noi è una questione di gusti, perché BMW non è da meno e, proprio in funzione delle preferenze soggettive, per alcuni potrebbe anche essere più gradevole. Parliamo, ad esempio, dell’interfaccia con cui gestire infotainment e tutti i sistemi a disposizione, che resta forse la più intuitiva sul mercato.

Troviamo poi dettagli dal gusto sportivo che solo BMW riesce ad offrire, parliamo del bellissimo volante “M” a tre razze, dell’aspetto pulito, tradizionale e sportivo del quadro strumenti, oppure della leva del cambio automatico, con la grossa comodità dell’inserimento automatico in modalità Parking allo spegnimento dell’auto.

Il navigatore ci ha saputo convincere, mentre sono i comandi vocali a richiedere un po’ di attenzione in più prima di poterli utilizzare al meglio. Insomma, quando si guida o ci si siede davanti, la 116d è promossa a pieni voti. Le note negative arrivano invece in termini di abitabilità posteriore, oltre che di capacità del bagagliaio. Le scelte meccaniche si pagano infatti con una cospicua riduzione dello spazio a disposizione per chi siede dietro, oltre che con forme e dimensioni del bagagliaio.

Quest’ultimo si salva in parte, con i suoi 360 litri di capacità che lo piazzano sostanzialmente poco sotto il livello delle concorrenti. Questo risultato però è ottenuto con la rinuncia a ruota o ruotino di scorta, sostituiti dal kit riparazione che troviamo sotto al pianale, nelle vicinanze della grossa batteria (è lo Start & Stop che è affamato di energia, ovviamente).

Il divanetto posteriore è la nota in assoluto più dolente. Iniziamo con il dire che anche solo accedervi non è l’operazione più comoda che si possa immaginare, dato che le due porte posteriori non sono molto ampie. Il posto centrale poi è assolutamente “di fortuna”, idoneo solo per un bambino o per un tragitto molto breve, ma anche gli altri due posti non sono certo il massimo dal punto di vista delle dimensioni. Già oltre una statura di 175, massimo 180 cm si iniziano ad avere il tetto molto vicino alla testa e le ginocchia che toccano gli schienali dei sedili anteriori, che sono scavati per cercare di limitare il disagio, ma la cosa non risolve certo alla radice il problema. Una sola nota positiva, sempre per chi siede dietro, arriva dalla presenza di bocchette della climatizzazione dedicate, non sempre presenti in vetture appartenenti a questo segmento.

Comportamento su Strada:  ★★★★½ 

La trazione dalla “parte giusta” per un handling appagante, con l’elettronica sempre attenta

Fa sorridere il fatto che, da appassionati di auto, noi pensiamo alla Serie 1 soprattutto per tutto ciò che è legato e che deriva dall’avere la trazione sulle ruote posteriori, ma gran parte dei suoi acquirenti e la stragrande maggioranza del suo mercato di riferimento, sono costituiti da guidatori che nemmeno sanno se la potenza del motore della loro auto venga scaricata a terra dalle ruote anteriori o da quelle posteriori. Partiamo dalla considerazione del fatto che, in epoche recenti, i moderni sistemi di controllo della trazione e della stabilità (l’ESP, che poi ogni casa rinomina a piacimento, ad esempio BMW lo chiama DSC – Dynamic Stability Control), rendono meno evidenti le differenze tra una trazione anteriore ed una posteriore, dato che un chip è in grado di rimediare ad un sotto o sovrasterzo rimettendo l’auto “sui binari”, agendo sulla singola ruota meglio di quanto un pilota esperto possa fare. Quindi solo in condizioni molto rare si possono notare le differenze, oppure spegnendo i controlli e cercando di scomporre volontariamente l’assetto della vettura. Certo, quando le potenze in gioco si fanno più importanti è tutto diverso, ma i 116 cavalli della “nostra” 116d sono briosi, ma non tanto da mettere in crisi una traiettoria nella guida di tutti i giorni, anche senza l’aiuto dell’elettronica.

All’atto pratico allora perché scegliere una 116d, che come detto offre una abitabilità posteriore limitata, preferendola alle tante alternative migliori da questo punto di vista? In primo luogo le forme dell’auto sono dettate anche dalla meccanica, rendendo unica la Serie 1, in secondo luogo, almeno a nostro avviso, il feeling di guida è ben più appagante, anche perché siamo al volante di una BMW e la conferma ci arriva da un ottimo sterzo, che è estremamente preciso e reattivo quando si guida in modo sportivo, ma non solo. Ricordiamo che la distribuzione dei pesi è 50:50 e poi, pur essendo quasi una entry level come motorizzazione (esiste anche la 114d da 95 CV) , la 116d è qui equipaggiata con uno dei migliori cambi automatici che si possano avere, lo ZF 8 marce, ma tutto è all’altezza della fama della casa dell’Elica, dalle sospensioni ai freni, oltre che la dotazione tecnologica per garantire un ottimo livello di sicurezza attiva e passiva.

Motore e Prestazioni:  ★★★½☆ 

Posizionato longitudinalmente, il tre cilindri a gasolio fa bene il suo lavoro

La 116d è un insieme di elementi decisamente poco diffusi nel suo segmento, lo abbiamo già sottolineato, ma la cosa è evidente davvero in tanti aspetti. Il passaggio alle motorizzazioni a tre cilindri, che hanno debuttato con il restyling sulla Serie 1, è una cosa piuttosto diffusa, visto che il downsizing la fa da padrone. Infilare nel cofano il propulsore girato di 90°, rispetto alla tradizionale posizione trasversale, invece è un dettaglio non da poco, che rende ulteriormente unica quest’auto. Longitudinale vuol dire anche rischiare di esporre chi è a bordo a continui scossoni, quando si utilizza lo Start & Stop. Nella nostra prova abbiamo constato che si è fatto un ottimo lavoro per limitare il fenomeno, ma che comunque è avvertibile alle riaccensioni. Passando ad uno dei dettagli più intriganti della Serie 1, la trazione posteriore provoca qualche movimento “interessante” del retrotreno solo in situazioni al limite, con asfalto bagnato o comunque condizioni di bassa aderenza, qualsiasi sia la modalità di guida impostata. Per godersi davvero i vantaggi della coppia scaricata dalle ruote alle spalle, occorre passare a motorizzazioni più sportive, rispetto al se pur buon tre cilindri a gasolio. Per i puristi, “l’arma definitiva”, nonché il sogno, resta la M 140i con i suoi 340 cavalli, per certi versi ancora più sportiva ed estrema di una M2. Tornando alle motorizzazioni più “umane”, abbiamo detto che con il MY2015 la Serie 1 ha portato al debutto i 3 cilindri, sia a benzina che a gasolio. Sorpassando le remore dei puristi, dobbiamo ammettere che l’erogazione del 1.500, condiviso con l’ultima Mini, è tutt’altro che malvagia. Anche vibrazione e rumorosità non danno fastidio, anche se quando si usa l’ultima porzione di contagiri il “frullare” tipico di questo frazionamento è avvertibile. Considerato che a 130 Km/h il regime è di appena 2.000 giri, il problema è piuttosto limitato, anzi la silenziosità del motore è così elevata che in autostrada basta un attimo di distrazione e ci si trova anche a 20 – 30 Km/h in più del limite, convinti di essere a velocità da codice. Quanto a prestazioni, la potenza massima di 116 cavalli arriva a 4.000 giri, con un allungo ulteriore fino a quota 5.000, mentre lo 0-100 Km/h si percorre in circa 10 secondi (10,3 per la precisione), grazie anche all’ottimo valore di coppia, che si attesta a 270 Nm, erogati costantemente da 1.750 a 2.250 giri.

Di serie è previsto un cambio a 6 marce, manuale e con la doppietta automatica in scalata, ma il vero gioiellino è lo Steptronic ZF automatico ad 8 rapporti montato su questo esemplare. Certo, su una vettura che parte da poco più di 25 mila euro è un optional che incide percentualmente in modo importante con i suoi circa 2.300 euro, però è in grado di cambiare drasticamente il livello dell’esperienza di guida. Pensate che offre anche la chicca di poter interagire con il GPS, per ottimizzare le cambiate in base alla strada che si sta percorrendo.

Consumi e Costi:  ★★★★☆ 

Piuttosto parca nei consumi, prezzi molto influenzati dalla configurazione

Partiamo dai consumi, perché la scelta di un tre cilindri, soprattutto se collocato nel cofano di una blasonata BMW, non può prescindere da un livello di efficienza molto elevato. La 116d non delude le attese, con un dato medio da noi rilevato intorno alla soglia dei 20 Km/l, che si abbassano a 15-17 nella guida urbana. Il valore dichiarato nel ciclo combinato (in abbinamento però al cambio manuale), resta abbastanza lontano. Quei 3.7 l/100 Km (oltre 27 Km/l) sono infatti raggiungibili solo con uno stile di guida difficilmente utilizzabile nella vita reale. Per quanto riguarda i prezzi di acquisto, entry level per la Serie 1 è la 116i, con 109 cavalli e 24.300 euro. Con 1.400 euro in più si passa al primo propulsore diesel, con 95 cavalli e “siglato” 114d. Servono 800 euro, arrivando a 26.500 in totale, per una 116d come quella da noi provata, a cui però vanno poi aggiunti gli eventuali optional ed allestimenti più ricchi, che possono far lievitare il prezzo finale non di poco. Considerate che l’esemplare che vedere in questa prova monta un lungo elenco di accessori, perché molto di quello che vedete e che vi abbiamo raccontato si paga a parte. A seconda delle motorizzazioni, troviamo un totale di ben sei allestimenti in cui la Serie 1 è disponibile, con la “standard” affiancata da Advantage, Business, Sport, Urban e MSport. Quest’ultimo è il più ricco e si paga con un prezzo incrementato di circa 4 mila euro. Ricordiamo poi che, oltre alla versione 5 porte, a listino trova posto anche la più sportiveggiante 3, con un risparmio sul prezzo di acquisto di 800 euro. Il listino è piuttosto ricco di alternative perché, allestimenti a parte, sono disponibili versioni dotate della trazione integrale xDrive, ma anche sportive, fino ad arrivare alla M 140i da 340 cavalli e 47.200 euro, 2 mila in più se con trazione sulle 4 ruote.

Pro e Contro

Ci PiaceNon Ci Piace
”OttimaVicina alla fine della carriere, abitabilità e capacità del bagagliaio non da record.

BMW 116d: la Pagella di Motorionline

Motore:★★★½☆ 
Accelerazione:★★★☆☆ 
Ripresa:★★★★☆ 
Cambio:★★★★★ 
Frenata:★★★★½ 
Sterzo:★★★★½ 
Tenuta di Strada:★★★★½ 
Comfort:★★★★½ 
Infotainment:★★★★½ 
Abitabilità:★★★½☆ 
Bagagliaio:★★★½☆ 
Posizione di guida:★★★★½ 
Dotazione:★★★★½ 
Prezzo:★★★★☆ 
Design:★★★★½ 
Finitura★★★★½ 
Piacere di guida:★★★★½ 
Consumi:★★★★½ 

7th aprile, 2017

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