Incidente a New York: quando il pericolo si chiama droga o alcool

Divisi tra una psicosi da “terrore” e certi mali del mondo moderno

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Incidente a New York e il problema della guida sotto droghe o alcool – Il caso di cronaca nella Grande Mela dimostra che dalla paura spesso nascano subito valutazioni differenti della realtà. Un simile episodio in Italia, dopo le modifiche apportate al codice penale in tema di omicidio stradale, prevede una pena detentiva di alcuni anni, aumentabile se sussistono delle aggravanti

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Incidente a New York: quando il pericolo si chiama droga o alcool
L'incidente a New York

Auto, veicoli, urla e poi sangue. Piazze, strade, luoghi e cittadini sconvolti dall’improvviso fragore di lamiere e disperazione, accentuati da una paura che molto spesso si trasforma in accusa contro il diverso e chi è lontano, senza sapere che, forse, il colpevole può essere un vicino di casa. Un uomo, una donna, un giovane o una giovane, traditi tutti da altra disperazione o da un malessere che li trascina verso un rifugio apparente, come lo sono alcool e droghe, per fuggire dal mondo reale senza poterlo di regola abbandonare. Impigliati pericolosamente tra le trame del surreale e pericolosamente inconsapevoli di ciò che stanno facendo. Un’auto, allora, può trasformarsi in un missile incontrollato. L’ultimo caso a Manhattan testimonia ancora che una certa psicosi esiste, ma anche che nelle realtà di ogni giorno certe problematiche possono essere costantemente risolte solo tramite l’educazione, il rispetto delle regole e politiche di sensibilizzazione che sottolineino il rispetto civile, come un dogma sempre presente.

Una giovanissima vittima di soli 18 anni e 23 feriti è il bilancio dell’incidente avvenuto nella metropoli americana in pieno giorno, pomeriggio avanzato in Italia, quando un individuo alla guida di una vettura dal colore amaranto, dopo aver travolto dei passanti, termina la sua corsa su un fianco. Le fiamme divampate dopo il terribile scontro, non fanno che accrescere ulteriormente la tensione. Il boato genera caos e serpeggia quasi immediata la voce di un possibile attacco terroristico, simile a quelli inscenati da “lupi solitari” nel Vecchio Continente. Una voce smentita nell’arco di pochi minuti, quando le forze di Polizia accertano che in realtà l’autore è un giovane uomo, già fermato in passato sempre per guida sotto l’effetto di alcool.

L’errore di un uomo è costata stavolta la vita di una giovanissima donna e il ferimento di tante altre persone, ma sono numerosi i casi nel mondo così come le vittime che possono anche non comparire sotto i riflettori della stampa. Disagio che genera dolore, entrambi collegati dalla sofferenza. Da quando il Parlamento italiano ha il dato il via libera alla legge 23 marzo 2016 n. 41, in vigore dal 25 marzo del 2016, che inserisce nel codice penale i delitti di omicidio stradale e di lesioni personali stradali, esiste una normativa specifica per questo tipo di casi, un tempo fermi in una specie di camino vulcanico, poco a poco smosso dalla pressione della coscienza civile, sino alla definitiva eruzione.
Il delitto di omicidio stradale, ovvero articolo 589-bis, prevede una pena “a titolo di colpa con la reclusione (di diversa entità in ragione del grado della colpa stessa) il conducente di veicoli a motore la cui condotta imprudente costituisca causa dell’evento mortale.”

Nella fattispecie, riprendendo quanto segnalato dal testo legislativo:

è confermata la fattispecie generica di omicidio colposo commesso con violazione delle norme sulla circolazione stradale (la pena rimane la reclusione da 2 a 7 anni);

è punito con la reclusione da 8 a 12 anni l’omicidio stradale colposo commesso da conducenti un veicolo a motore in stato di ebbrezza alcolica grave (tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro) o di alterazione psico-fisica conseguente all’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope; se si tratta di conducenti professionali, per l’applicazione della stessa pena è sufficiente essere in stato di ebbrezza alcolica media (tasso alcolemico compreso tra 0,8 e 1,5 grammi per litro);

è invece punito con la pena della reclusione da 5 a 10 anni l’omicidio stradale colposo commesso da conducenti di un veicolo a motore in stato di ebbrezza alcolica media, autori di specifici comportamenti connotati da imprudenza: superamento di limiti di velocità, attraversamento di incroci con semaforo rosso; circolazione contromano; inversione di marcia in prossimità o in corrispondenza di intersezioni, curve o dossi; sorpassi azzardati.

Ci può essere una diminuzione della pena, sino alla metà, quando il fatto “pur cagionato dalle suddette condotte imprudenti, non sia esclusiva conseguenza dell’azione (o omissione) del colpevole.”
Al contrario, può essere aumentata se causa la morte “di più persone ovvero la morte di una o più persone e le lesioni di una o più persone. Anche qui si applica la pena che dovrebbe infliggersi per la più grave delle violazioni commesse aumentata fino al triplo; il limite massimo di pena viene però stabilito in 18 anni (il limite massimo attuale è di 15 anni).
E’ stabilita, infine, una specifica circostanza aggravante nel caso in cui il conducente, responsabile di un omicidio stradale colposo, si sia dato alla fuga. In tale ipotesi, la pena è aumentata da 1/3 a 2/3 e non può, comunque, essere inferiore a 5 anni.”

Così come nel caso in cui chi ha commesso il fatto: non abbia la patente; oppure il documento risulti revocato, sospeso o il mezzo non sia assicurato.

19th maggio, 2017

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