PEUGEOT 308 TCT: il nostro racconto in gara, al Mugello [SECONDA PARTE – VIDEO e FOTO]

Racconto dietro al volante, in gara, nel campionato italiano TCR

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Un'emozione più unica che rara. Il sogno di una vita che si realizza. Svestire, per una volta, i panni da giornalista, e prendere in prestito quelli da pilota (o almeno, si prova ad esser tali). Il tutto, alla guida di una vettura fantastica: la 308 TCT, nuova arma di casa Peugeot per il campionato turismo, impegnata in pista anche come vettura "ufficiale" di Peugeot Italia, al volante della quale si alternano Massimo Arduini e l'attore Stefano Accorsi. Una piccolina, dato che è "solo" un 1.6, capace di fare la voce grossa con le più grandi 2.0 TCR.

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PEUGEOT 308 TCT: il nostro racconto in gara, al Mugello [SECONDA PARTE – VIDEO e FOTO]
Peugeot 308 TCT (Campionato Italiano TCR)

Il nemico numero uno resta sempre lui, il tempo. Da una parte, il distacco dai primi, espresso in decimi, pesa come un macigno, facendoti sentire un “fermone”. Dall’altra, la mezz’ora di prove libere ed il quarto d’ora di qualifiche sono letteralmente volati. Giusto il tempo di capire chi sei, dove ti trovi, cosa stai guidando, che è già tutto finito. Per fortuna, come già detto nella prima parte del nostro racconto in gara, al Mugello, la Peugeot 308 TCT è una vettura che regala confidenza, che non mette mai in apprensione. Bisogna però capire come sfruttarla a dovere.

COLAZIONI, FETTE BISCOTTATE E TRAIETTORIE.

Tra le qualifiche e la gara ci sono praticamente 24h di stacco, dove poter “studiare” cosa si sbaglia e come si può migliorare. Fossimo in gara con un team qualunque, ci sarebbe ben poco da fare, ma grazie al trattamento praticamente da “pilota ufficiale”, gli uomini della Arduini Corse ti mettono assolutamente nella condizione di avere un miglioramento costante, sessione dopo sessione, giro dopo giro. Lo “studio” parte di buona lena già alle sette e mezza del mattino, perché nei week end di gara il “mattino ha il crono in bocca”. E così, succede che una bottiglietta dell’acqua diventi il punto di corda, mentre la fetta biscottata, per un attimo, monta un motore da 308 cv, un autobloccante, e partecipa al campionato italiano turismo. E’la magia del nostro Ds Andrea Sellani, che avendoci visto dagli spalti ha qualcosa da qualcosa da ridire sul modo di affrontare il Correantaio, mio e del mio compagno di vettura, il collega Andrea Farina.

ARRABBIATE POCO ARRABBIATE

Una volta in pista, ad aspettarci, troviamo poi Lorenzo Giannotti, ingegnere di Magneti Marelli, che grazie alla telemetria scaricata dalla 308 saprà vita morte e miracoli dei nostri giri in pista. Riesce addirittura a coordinare camera car e telemetria, così che ogni errore, ogni sbaglio, emerga in modo inequivocabile. Il quadro che ne viene fuori è abbastanza confortante. Sia io che il mio compagno Andrea non guidiamo “male”, ma ci sono dei punti dove perdiamo una vita. Ad esempio, sei decimi, tutti in un colpo, tra Arrabbiata 1 ed Arrabbiata 2. Lì, c’è poco da fare, ci vuole pelo. La pista che all’improvviso sale e tu che di quinta piena, tra 160 e 170 km/h, ti ritrovi a dover buttare la vettura dentro una curva che non vedi. Esatto, perché la teoria – e lo si può fare davvero – vuole che si entri pieni, di quinta, in una curva totalmente cieca. Il problema è che, una volta in auto, l’istinto, l’occhio, ti fanno sempre sollevare il piede dal gas, perdendo chilometri orari (e dunque tempo) preziosi. Tolto l’errore “grossolano” delle Arrabbiate, il resto del distacco, è dovuto al classico errore che commette chi, al volante di una vettura da gara, ci finisce, se va bene, un paio di volte l’anno. Entro troppo forte nelle curve, innesco del sottosterzo, che mi impedisce di tornare in anticipo sul gas. Questo mi costa 3/4 km/h in meno in ogni riaccelerazione.

TARGET 2’05.

Shot with DXO ONE Camera


Sia Lorenzo Giannotti che il DS Andrea Sellani, mio coach dal muretto box, sono abbastanza fiduciosi: limando questi errori – facili da correggere – si può continuare a migliorare. E così scendo in pista per la mia gara 2 (in gara 1 ha corso il mio collega Andrea Farina) con l’obiettivo non tanto di guardare posizioni e classifica, ma piuttosto di guardare il cronometro, migliorando il mio 2’06 fatto registrare in qualifica. Nella testa cerco di ripassare tutto quello che era emerso dalla telemetria, ma in realtà, quando sono pronto per schierarmi in griglia, l’adrenalina, la tensione, cancellano tutto e la mente diventa un foglio bianco. C’è spazio solo per l’emozione, indescrivibile, degli attimi che precedono in via. Ti schieri lentamente sulla piazzola di partenza, e poi sei lì, da solo, con il mondo tutt’attorno che sembra fermarsi. Il rumore delle altre auto, della tua, per un attimo, svanisce. Cala un silenzio assoluto. E poi quelle luci rosse del semaforo, che si accendono l’una dopo l’altra, come uno schiaffo ti riportano sulla terra. Tasto per attivare il launch control, acceleratore a fondo, e via, si va. Faccio pattinare un po’ più del dovuto la mia 308, ma il resto del gruppo resta lì. Passata indenne la San Donato, come anche la Luco – Poggio Secco, in ingresso alla Materassi vedo solo un gran polverone, ed almeno un paio di Civic e Leon TCR finire in sabbia. Riesco a schivare i pericoli, ma subito dopo espongono i cartelli SC. Qualche giro dietro la vettura “di sicurezza”, e si riparte. Per via dell’incidente mi ritrovo a centro gruppo, con qualche più potente TCR alle mie spalle (la nostra 308 è una TCT, con un 1.6 da 308 Cv che deve rivaleggiare con i più grossi 2.0 da almeno 350 cv). Rassicurante, arriva Andrea dalla cuffia, che mi dice di non preoccuparmi delle altre vetture e di fare la mia gara. Così faccio, e ripassando quando dettomi da Lorenzo, inizio ad entrare “piano” nelle curve. A sensazione, mi sembra davvero di “passeggiare”, di andare lentissimo. Ed invece, una volta sul traguardo, il cronometro segna addirittura 2’05’2, un tempo del quale, manco a dirlo, sono davvero contentissimo. É proprio vero, in pista, quando si pensa di andar piano, in realtà si va forte, e quando si pensa di andar forte, in realtà si va piano. Sul traguardo arriva anche la soddisfazione del podio, con tanto di inno nazionale e champagne. Secondo di classe TCT. Che emozione.

6th agosto, 2017

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