Massimali Rc Auto: come tutelarsi ed evitare fregature

Cosa succede se si supera il tetto massimo del massimale

Cosa sono e a quanto ammontano i massimali RC auto. Chi paga in caso di sforamento e com'è possibile tutelarsi
Massimali Rc Auto: come tutelarsi ed evitare fregature

Quando si stipula un’assicurazione auto, nel contratto sono riportati anche i tetti massimi per il rimborso degli incidenti con danni a cose e/o persone. Questi tetti massimi (detti massimali) sono previsti per tutte le compagnie assicurative e hanno lo scopo di tutelare sia le compagnie stesse che i loro clienti.

Ma a volte non mancano i problemi. Ad esempio può succedere che i danni causati dall’incidente (che noi abbiamo provocato) siano superiori ai massimali Rc auto. Che fare in quel caso? Ecco una breve guida per tutelarsi ed evitare fregature con i massimali Rc auto.

 

Cosa sono i massimali RCA

Se provochiamo un incidente stradale con colpa e il conducente dell’altra macchina coinvolta nel sinistro riporta danni fisici o danni materiali al mezzo, il massimale RCA è la somma massima che l’assicurazione sarà tenuta a pagargli.

Si tratta di una cifra il cui valore minimo è stabilito dalla legge e sotto il quale non è possibile scendere, nemmeno in sede di contrattazione. Ovviamente, le cifre dei massimali cambiano in base a chi ha subìto i danni, se si tratta quindi di cose oppure di persone. Nello specifico, il Codice delle Assicurazioni Private (decreto legislativo n. 209 del 7 settembre 2005) fissa il limite minimo del massimale RCA in 5.000.000 euro per i danni alle persone indipendentemente dal numero delle vittime e 1.000.000 euro per i danni alle cose indipendentemente dal numero dei beni danneggiati.

Nel caso ci sia scritto sulla polizza “massimale unico”, si tratta della somma totale con cui viene stipulato il contratto. Per intenderci, in una polizza standard con un massimale di 5.000.000 euro per i danni alle persone e 1.000.000 euro per i danni alle cose, il massimale unico ammonterà a 6.000.000 euro. Queste cifre non possono essere modificate nella loro incidenza percentuale sul totale e nemmeno nei valori assoluti al ribasso. L’unica modifica possibile, in accordo con la compagnia assicurativa, è una variazione che aumenti il valore assoluto di ogni singola voce.

 

Il valore temporale dei massimali

Il limite minimo dei massimali RCA (fissato dall’art. 128 comma 1 del Codice delle Assicurazioni Private) non rimane fisso per sempre, ma viene aggiornato periodicamente in base all’inflazione, al costo della vita, all’aumento dei costi che le compagnie devono sostenere e così via.

Lo prevede il Codice delle Assicurazioni Private (art. 128 comma 3) secondo cui, a partire dall’11 giugno 2012, gli importi dei massimali vanno indicizzati automaticamente ogni cinque anni in base alle variazioni percentuali indicate dall’indice europeo dei prezzi al consumo (IPCE), previsto dal regolamento CE n. 2494/95 del Consiglio del 23 ottobre 1995.

L’aumento, che va poi arrotondato a un multiplo di 10.000 euro, è stabilito da un provvedimento del Ministro dello Sviluppo Economico e deve essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Allo stato attuale, l’ultimo decreto del Ministro dello Sviluppo Economico (pubblicato in data 9 giugno 2017) ha elevato i massimali minimi a 6.070.000 euro per sinistri con danni alle persone e a 1.220.000 euro per sinistri con danni alle cose.

 

Massimali Rc Auto: come tutelarsi in caso di problemi

Il problema principale si verifica quando i danni causati dal sinistro superano la cifra prevista dal massimale. Ciò non avviene spesso, ma può accadere se (malauguratamente) un incidente stradale provoca la morte di più persone.

In quel caso l’assicurazione pagherà di tasca propria fino al limite del massimale, ma la differenza dovrà sborsarla colui che ha causato il sinistro. Ad esempio, se per danni alle persone si è coperti fino a 5.000.000 euro ma i danni arrivano a quota 5.100.000 euro, la compagnia rimborserà agli aventi diritto 5.000.000 euro e la restante parte, cioè 100.000 euro, verrà pagata dal responsabile del sinistro. Analogamente, se un incidente che causa la distruzione dell’altra vettura tocca quota 1.100.000 euro e si è coperti fino a 1.000.000 euro, chi l’ha provocato dovrà pagare di tasca propria 100.000 euro. Non dimentichiamo poi che a partire dall’annualità successiva scatterà il rincaro assicurativo e si salirà di due classi di merito, pagando quindi un premio più alto.

Com’è possibile tutelarsi? Il cliente ha la facoltà di chiedere alla propria compagnia un aumento del massimale. Quest’ultima non è obbligata ad accettare, ma in caso di risposta affermativa il premio da pagare sarà più elevato. Attenzione però. L’aumento del massimale va richiesto prima del sinistro e non dopo. Infatti, se il cliente ottiene l’aumento del massimale dopo che ha causato l’incidente, a operare sarà il massimale di prima, cioè quello più basso.

Attenzione infine a una situazione particolare. Se dopo un sinistro stradale l’assicurazione ritarda colpevolmente nel pagare il risarcimento alla controparte, l’eventuale aggravio del danno (per via degli interessi maturati nel frattempo) deve essere coperto dall’assicurazione stessa, anche se il massimale RCA è stato sforato. Questo perché, in caso di colpa della compagnia, il massimale non opera per quanto riguarda gli interessi moratori e la rivalutazione monetaria.

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