Citroen C4 Cactus: la ricerca dell’essenzialità [#5COSEDASAPERE – EPISODIO 2, INTERNI]

Se fuori è particolare, dentro lo è ancora di più

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In questa seconda puntata del #5CosedaSapere ci concentriamo sull’abitacolo della Citroën C4 Cactus. Se la carrozzeria aveva già attirato l’attenzione, l’interno lo fa ancora di più, con delle scelte coraggiose e azzardate che ne sottolineano ancora di più lo spirito e la filosofia

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Citroen C4 Cactus: la ricerca dell’essenzialità [#5COSEDASAPERE – EPISODIO  2, INTERNI]
Citroen C4 Cactus

La Citroën C4 Cactus ha rotto gli schermi, questo è poco, ma sicuro. Un’auto particolare, che ancora oggi a qualche anno dal suo debutto sulle strade attira l’attenzione di passanti e curiosi. Certamente la carrozzeria ha giocato un ruolo incredibilmente importante in questo impatto, ma anche gli interni non sono certo da meno. In questa seconda puntata del #5CosedaSapere ci concentreremo proprio sull’abitacolo del crossover del Double Chevron, scoprendo alcune soluzioni davvero sorprendenti che potrebbero forse far storcere il naso ai puristi, ma che oggettivamente possono trovare l’approvazione del grande pubblico.

Partiamo prima di tutto dalle forme: lo stile estremamente geometrico, seppur arrotondato, degli elementi esterni trova nuova linfa anche qui e ciò è evidente sin dalla prima occhiata. Il cruscotto, per esempio, presenta una forma molto allungata ed estesa, meno bombata rispetto agli standard a cui siamo abituati nel settore. Diversi elementi vogliono palesemente richiamare agli Airbump e non parliamo solamente dei pannelli delle portiere, che pur li riportano in forma concava. Pensiamo ai bocchettoni dell’aria condizionata e agli stessi comandi. Il tutto replicato immediatamente sotto il sistema di infotainment da un’ulteriore serie di tasti a loro volta con una forma molto rotondeggiante. Il simbolo della Cactus si ripete quindi molto spesso, con forse l’unica eccezione dei due schermi che compongono sistema di infotainment e quadro comandi.

Ci vorremmo soffermare soprattutto su quest’ultimo. Il quadro comandi, infatti, è completamente digitale e presenta uno stile quasi retrò, ma perfettamente in linea con l’aspetto generale della vettura. Ciò che più sorprendere, però, è l’essenzialità dell’insieme, al punto che Citroën ha ritenuto di non aggiungere nemmeno il contagiri alla strumentazione. Un messaggio molto chiaro riguardo gli intenti del progetto: la C4 Cactus è un’auto pensata per essere goduta senza pensieri, affidandosi completamente alla bontà del motore per i consumi e concentrandosi unicamente su ciò che serve nell’immediato, ovvero velocità, benzina e chilometri percorsi. Si tratta di una scelta che magari può non piacere molto ai puristi dell’auto, ma non è direttamente a loro che questo segmento si rivolge, bensì a quella fetta di pubblico che cerca nella sua quattro ruote l’essenzialità senza però rinunciare al comfort. La Cactus è stata e continua ad essere una risposta molto interessante a questo bisogno.
Il sistema di infotainment presenta tutte le caratteristiche classiche del gruppo PSA, con alcune idee stilistiche che sono poi state riprese da modelli successivi come la nuova C3. I pulsanti fisici sono ridotti al minimo e i pochi presenti sono tutti a sfioramento (non proprio “touch”, ma quasi). Il software è quello classico che possiamo trovare sulle vetture del gruppo e dobbiamo dire che dopo un po’ di apprendistato il tutto si dimostra abbastanza semplice e intuitivo.

Per quanto riguarda la fattura di materiali e forme, la Cactus riesce ad essere unica anche in questo segmento. I designer di casa Citroën si sono davvero sbizzarriti e hanno trovato idee molto interessanti come la maniglia di apertura a valigia, il volante semi-sportivo con doppia copertura in pelle (che può eventualmente essere anche bicromatica) e il cassetto portaoggetti con fattura da valigia (anche se il materiale realizzativo è comunque plastica dura) e apertura verso l’alto. Anche qui parliamo di soluzioni che sono state poi ripensate e riadattate nel progetto C3. Lo stile Airbump in qualche modo viene ripreso anche dalle sellerie, soprattutto per quanto riguarda le forme. La seduta è piuttosto comoda e pratica, adattabile a qualsiasi tipo di statura. Solamente i guidatori più bassi potrebbero fare più fatica ad abituarsi alla posizione dei comandi, ma si tratta solo di un primo momento di smarrimento, che passa velocemente. Del resto stiamo parlando di un’auto senza compromessi, con una buona dotazione e un buono spazio. Da segnalare la capienza del bagagliaio, che parte da un minimo di 358 litri. In altre parole in vacanza in 4 persone ci si può andare tranquillamente. L’unica pecca in questo caso è l’assenza dei finestrini elettrici sulle portiere posteriori. Non troviamo nemmeno la leva, ma solamente il compasso per l’apertura parziale. Una scelta molto audace per il mercato attuale, come però del resto è l’intera auto.

Una vettura pensata per il comfort e il piacere del viaggio, che di conseguenza avrà bisogno di buoni motori e di aiuti alla guida all’altezza. Quali? Lo scoprirete nella terza puntata!

SCOPRITE LE 5 COSE DA SAPERE SULLA CITROËN C4 CACTUS

26th settembre, 2017

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