Volkswagen Golf 2.0 TDI, generazione sette e mezzo [PROVA SU STRADA]

La Golf VII si rifà il trucco e migliora soprattutto nella tecnologia

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Volkswagen Golf 2.0 TDI - Pochi ritocchi estetici, ma tante novità legate al sistema di infotainment high-end ed a funzioni più avanzate per la guida automatizzata

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Volkswagen Golf 2.0 TDI,  generazione sette e mezzo [PROVA SU STRADA]
Volkswagen Golf 2.0 TDI

Restyling, così si definisce l’arrivo di un pacchetto di novità che più o meno dopo 3-4 anni toccano un modello, che solitamente resterà a listino per un analogo periodo. Una parola che fa pensare soprattutto ad aggiornamenti estetici, ma nel caso della Golf VII sembra non essere così. Guardandola da fuori infatti, anche con attenzione, cambia davvero molto poco.

La parte corposa del pacchetto di novità è più evidente quando ci si mette dietro al volante ed è legata alla tecnologia, in due direzioni. La prima ed evidente miglioria è il sistema di infotainment che porta al debutto il Composition Media, abbinato ai comandi gestuali, disponibili per la prima volta su una vettura compatta. La strumentazione può ora essere di tipo virtuale, l’Active Info Display, mentre il pacchetto ADAS è più esteso e sempre più vicino alla guida autonoma.

Design e Interni:  ★★★★½ 

Fedele a se stessa, ma più moderna e scolpita nelle linee

Osservandola da fuori, la Golf VII restyling sfoggia piccoli ritocchi, che hanno coinvolto i paraurti, la calandra ed i gruppi ottici, ora più sottili ed incisivi, con la possibilità di scegliere quelli di tipologia full LED, che sostituiscono gli Xeno.

Sono presenti sugli allestimenti più ricchi, mentre per quelli più economici troviamo dei classici fari alogeni, sempre con luci diurne a LED. Questa è la novità più corposa perché, anche ad una analisi molto attenta, possiamo scovare solo dei piccoli e marginali nuovi dettagli, come il sistema frontale di rilevazione della distanza tramite radar, che ora è meglio celato ed integrato nel logo VW, oppure cerchi con nuovi disegni.

In ultimo, al posteriore lo studio e l’affinamento dell’aerodinamica hanno portato all’arrivo di finti terminali di scarico, dato che quelli veri scompaiono nella parte inferiore della vettura, mentre i nuovi fanali a LED sono dotati di coreografici indicatori di direzione dinamici. Sembrerà strana, ma questo dettaglio è forse quello che più attira gli sguardi di apprezzamento degli esperti della casa tedesca, magari in possesso della settimana generazione della fortunata hatchback, ma pre restyling.

Interno: sobria, accogliente e di qualità, ora più moderna e ricca di tecnologia

Le novità più importanti della Golf VII MY2017 sono più evidenti quando si sale a bordo. Se il suo aspetto sobrio e di qualità viene confermato al 100%, anche con alcune piccole migliorie, a cambiare è la tecnologia e l’interfaccia con cui si gestisce il tutto. Un nuovo schermo, che può essere anche da ben 9.2”, contraddistingue il sistema multimediale Discover Pro con comandi gestuali, disponibili per la prima volta su una vettura compatta.

Si abbina perfettamente ad un’altra novità tecnologica, mutuata dai modelli del brand premium del Gruppo. Da Audi arriva infatti la strumentazione virtuale, grazie ad un display da 12.3”. Non si chiama Virtual Cockpit come battezzato da Audi, ma Active Info Display. Sostanzialmente è analogo, ma un po’ più semplificato nelle sue funzionalità e leggermente meno reattivo nell’eseguire i comandi. Resta la coreografica visualizzazione con la grande mappa del navigatore al centro dell’attenzione e gli strumenti che si riducono nel diametro, pur mantenendo, se impostati, i dati aggiuntivi presenti al loro interno.

Dall’alto di 33 milioni di esemplari venduti nella sua storia ultra quarantennale, la Golf è una conferma di tutto quanto ha saputo raggiungere in termini di abitabilità (perfetta in 4, ma il quinto non è così sacrificato, bagagliaio da 380 a 1.270 litri), comfort, ma anche di qualità percepita e sobrietà. Dote quest’ultima che ne conserva attuale l’immagine anche dopo parecchi anni, ve lo dice il proprietario di una Golf V che ha passato i 10 anni di anzianità, ma che resta valida e pienamente all’altezza del confronto con le numerose auto attuali che provo in veste da tester.

Comportamento su Strada:  ★★★★½ 

Handling quasi perfetto e fino a 60 Km/h potrebbe guidare da sola

Un’altra conferma arriva dalla dinamica di guida, la piattaforma MQB è una certezza e la Golf VII è una vettura che, anche negli allestimenti non marcatamente sportivi, si guida con grande piacere. Uno sterzo preciso, un assetto che rappresenta un compromesso quasi perfetto, nulla stona in un quadro davvero positivo. Fino a qui nulla di nuovo però, ma come accennato, la parte più corposa delle novità è legata alla tecnologia. In primo luogo al sistema di infotainment high-end, che può essere dotato di questo Composition Media, con un look che richiama quello di un tablet e permette la visualizzazione simultanea, ad esempio, della mappa del navigatore, della radio che stiamo ascoltando e delle funzionalità legate al cellulare connesso.

Oltre a questo troviamo ora funzioni più avanzate per la guida automatizzata, con sistemi di assistenza più intelligenti, grazie ai quali la nuova Golf è in grado di viaggiare in modo parzialmente automatizzato nel traffico, fino ad una velocità di 60 km/h. Fanno parte di questo pacchetto il riconoscimento dei pedoni, con funzione di frenata di emergenza City, il Lane Assist, il Blind Spot, assistenza all’uscita dal parcheggio, ma anche il sistema di rilevazione della stanchezza, il riconoscimento della segnaletica stradale, che viene riproposta sulla strumentazione e molto altro.

Motore e Prestazioni:  ★★★★½ 

Il 2.0 TDI da 150 cavalli è un bel compromesso, spinto verso la sportività

Sotto al cofano, ma non è il caso dell’esemplare provato, ci sono un’altra parte interessante delle novità della “Golf 7 e mezzo”, con le potenti GTI e GTI Performance che salgono a 230 e 245 cavalli, ma soprattutto con il debutto di un inedito 1.5 TSI da 130 (non disponibile al momento in Italia) e 150 cavalli, in grado di spegnere 2 dei 4 cilindri per consumare meno carburante. Si rinnova anche il cambio DSG a sette rapporti, che consente una riduzione dei consumi fino a 0,3 l/100 km. Le frizioni sono ora a bagno d’olio, anziché a secco, come in precedenza, dettaglio che promette di migliorarne anche l’affidabilità a lungo termine.

Venendo alla nostra prova, la Golf che abbiamo guidato è dotata del noto 2 litri a gasolio, capace di 150 cavalli e di 340 Nm di coppia massima, che sono erogati a partire da 1.750 giri in modo costante fino a 3.000 giri. Qui è abbinato con l’ottimo manuale a 6 rapporti, sempre preciso e gradevole negli innesti marcia e con una frizione leggera al pedale. Si tratta di una delle motorizzazioni più interessanti perché è sportivo, ma comunque parco, con consumi medi che abbiamo rilevato nell’intorno dei 17-18 Km/l, rispetto ad un valore dichiarato di 4.3 l/100 Km nel ciclo combinato. Con una guida attenta si possono sfiorare i 20 con un litro, ma è piacevole godersi la sua buona dose di sportività (216 Km/h ed 8,9 secondi per passare da 0 a 100 km/h), che ne fa appunto una ottima scelta, che non obbliga nemmeno i più esigenti a dover salire alla GTD da 184 cavalli, per restare nell’ambito delle motorizzazioni a gasolio.

Consumi e Costi:  ★★★★½ 

Il “mondo Golf” parte da poco più di 20 mila euro, un esemplare come questo da circa 30 mila

Quanto al prezzo, la Golf parte dai 20.150 euro della tre cilindri benzina, dotata del TFI da 1 litro e 85 cavalli, si sale a quota 26.150 per la TSI 1.5 litri da 150 cavalli, mentre passando ai propulsori a gasolio si parte dai 23.050 euro della TDI 1.6 da 90 cavalli, che diventano 25.500 per la più accattivante 115. Il più prestigioso e prestante 2 litri da noi provato, con i suoi 150 cavalli, si attesta a 29 mila euro. Escludendo la sportivissima R da 310 cavalli, che è solo a trazione integrale, si tratta dell’unica motorizzazione disponibile anche con trazione 4Motion, con poco meno di 2 mila euro aggiuntivi.
Ampia la gamma di propulsori disponibili, che includono anche per la ibrida GTE, la e-Golf completamente elettrica, oltre alla interessante TGI a metano. A seconda della motorizzazione, la nuova Golf può essere scelta tra Trendline, Business, Sport, Highline ed Executive, per un totale di 5 possibili allestimenti. Oltre alla 5 porte da noi provata, la Golf è disponibile poi in versione 3 porte e Variant, per chi desiderasse un look più sportivo nel primo caso, maggior spazio per la station wagon.

Abbiamo già accennato ai consumi, con circa 17-18 Km/l percorsi nella nostra prova su strada, in cui non abbiamo affatto limitato l’uso dell’acceleratore, anzi. Sono ipotizzabili quindi valori prossimi ai 20 Km/l con un utilizzo normale, vicino a quei 4.3 l/100 Km del valore dichiarato nel ciclo combinato.

Pro e Contro

Ci PiaceNon Ci Piace
Sobria, comoda e versatile come una Golf garantisce di essere, ora con la tecnologia di una piccola ammiraglia.Il prezzo sale scegliendo tutti gli accessori quasi indispensabili.

Volkswagen Golf 2.0 TDI: la Pagella di Motorionline

Motore:★★★★½ 
Accelerazione:★★★★☆ 
Ripresa:★★★★½ 
Cambio:★★★★½ 
Frenata:★★★★½ 
Sterzo:★★★★½ 
Tenuta di Strada:★★★★½ 
Comfort:★★★★½ 
Infotainment:★★★★½ 
Abitabilità:★★★★½ 
Bagagliaio:★★★★½ 
Posizione di guida:★★★★½ 
Dotazione:★★★★½ 
Prezzo:★★★★☆ 
Design:★★★★½ 
Finitura★★★★½ 
Piacere di guida:★★★★½ 
Consumi:★★★★½ 

4th ottobre, 2017

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