Pirelli Winter Sottozero, il test di Motorionline [EPISODIO 1]

Un intenso test, attraverso 6 passi alpini

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Pirelli Winter Sottozero - Centinaia di chilometri e diversi scenari possibili lungo una prova davvero speciale e affascinante, dedicata alle gomme invernali del costruttore milanese e a bordo di una spumeggiante Porsche Cayman GTS

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Pirelli Winter Sottozero, il test di Motorionline [EPISODIO 1]
Il nostro test delle Pirelli Winter Sottozero

Partiamo da una domanda semplice: “Chi di voi, quando conosce una persona, inizia a guardarla dalle scarpe?” Probabilmente pochi o quasi nessuno. Quando si vede un’auto accade solitamente la stessa cosa. Perché le “scarpe”, o meglio le gomme, risultano quasi marginali se ci si trova di fronte alla linea di una splendida Porsche Cayman GTS come questa, da ben 340 cavalli. L’ultima dotate del flatsix aspirato, con una voce decisamente accattivante ed in grado di far venire la pelle d’oca con la cattiveria del suo sound. Eppure tanta potenza può essere espressa a pieno ed in sicurezza solo con la scarpa giusta, senza la quale un’auto andrebbe in crisi. Soprattutto quando l’asfalto è poco asciutto e impegnativo.

Tema importante quindi, che il team di Motorionline questa volta ha voluto rendere ancora più interessante, scegliendo per voi un itinerario a dir poco spettacolare. Un particolare tragitto per testare e raccontare le Pirelli Winter Sottozero, protagoniste di una tre giorni davvero molto affascinante. Lasciata Milano alle spalle, distante parecchi chilometri, attraverseremo ben sei passi, tra i più suggestivi al confine tra Italia e Svizzera. Arrivando fino allo Stelvio. Fate attenzione, la cosa non è così banale perché, per arrivare alla destinazione finale, abbiamo pensato alle strade meno semplici e più ricche di curve, oltre ai duri tratti in salita. Per poi riscendere.

L’unica incognita, e si vedrà se abbiamo ragione o meno, è solo la possibile chiusura dei sei Passi alpini. Ma non temiamo nemmeno quello, perché pur allungando il percorso, la nostra missione è andare avanti, disposti anche a superare i circa 700 chilometri totali in programma, per gustare ancora più a lungo le qualità stradali di questi pneumatici Pirelli e della Cayman GTS. Un binomio coinvolgente per qualsiasi “appassionato” di auto.

Il percorso impostato prevede un breve tratto su strade a percorrenza veloce, che ci porta verso la Valtellina, dove giunti a Chiavenna si svolta verso il Passo dello Spluga, andando oltre il confine della Svizzera. Oltre confine è prevista la parte più importante della nostra avventura. A noi non piacciono le autostrade, quindi seguiamo la più coreografica statale che costeggia il Reno, fino a Thusis.

Poi in direzione est, verso la splendida Engadina. L’altopiano più alto e lungo d’Europa, con i suoi circa 1.850 metri e con una estensione di addirittura 60 chilometri. Quindi si supera il Passo dello Julier, quasi a quota 2.300. Qui la neve la si trova spesso, anche nel mese di agosto. Il posto ideale per capire i vantaggi di uno pneumatico studiato per dare il meglio alle basse temperature.

Dopo una notte di meritato riposo, tra le speciali atmosfere di una delle capitali del jet set come St. Moritz e il contrasto offerto dai laghi e le vicine vette, ben oltre i 3.000 metri, si riparte il secondo giorno attraversando l’insidioso Passo dell’Albula. Così impervio da restare chiuso a lungo durante la stagione invernale, diventando persino una gigantesca pista per slittini. Da qui si torna quasi sul percorso del giorno precedente, chiudendo una specie di anello, ma stavolta si prosegue per Davos e il suo bel lago. La strada inizia di nuovo a salire, fino ai 2.383 metri del FluelaPass, per poi tornare in Engadina, una trentina di chilometri più in là, verso la cosiddetta bassa Engadina, regione che è dominata dal fiabesco Castello di Tarasp.

Resta solo una notte prima del tratto finale dell’itinerario, lungo il Passo di Resia, meno impegnativo dei precedenti, dato che si trova solo a 1.504 metri di altitudine, ma reso magnifico dal panorama e dal famoso campanile che si erge dal lago artificiale, unico superstite del vecchio villaggio sommerso. Costeggiando l’ampio bacino d’acqua si giunge fino a Prato Allo Stelvio, punto nel quale la mitica SS38 sale verso una delle vette più alte che si possano raggiungere in auto. Si tratta di 48 tornanti che portano sino alla cima posta a 2.758 metri, per poi scendere verso Bormio.

Foto: Alessio Sanavio

Foto: Alessio Sanavio

9th ottobre, 2017

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