Nuova Subaru Impreza MY 2017: la discola è diventata adulta [VIDEO TEST DRIVE]

Meno sport, più comfort

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Dopo che la quarta generazione non è stata importata nel nostro Paese, la mitica Subaru Impreza è finalmente nei concessionari italiani. Si tratta però di un’auto ben diversa rispetto al passato, non tanto dal punto di vista estetico, quanto da quello filosofico e di guida. Se vi ricordate l’Impreza che faceva il bello e il cattivo tempo nei rally, questa è decisamente differente. Più matura e tranquilla, pensata principalmente per essere comoda da guidare e capiente. Il tutto ad un prezzo decisamente interessante

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Nuova Subaru Impreza MY 2017: la discola è diventata adulta [VIDEO TEST DRIVE]
Nuova Subaru Impreza MY 2017

L’inizio di una nuova filosofia costruttiva per Subaru. Queste sono state le parole usate da Takashi Yamada, presidente e amministratore delegato di Subaru Italia, per descrivere la quinta generazione della Impreza, che finalmente ritorna anche nel nostro Paese. Per ragioni puramente commerciali, infatti, la quarta, prodotta dal 2011, non era stata portata dalle nostre parti. Anche questa ci ha messo il suo tempo a sbarcare in Italia, essendo stata presentata in America e Giappone già lo scorso anno, ma finalmente abbiamo potuto metterci le mani anche noi. Si tratta di uno dei modelli più importanti della produzione delle Pleiadi, insieme alla WRX che comunque è nata proprio come variante di questa gamma. Se, però, il nome Impreza vi evoca immagini di prove speciali, derapate e rally mozzafiato, sappiate che questa nuova generazione è ben diversa.
Certo, le versioni stradali sono sempre state ovviamente più tranquille di quelle da gara, ma in questo particolare caso abbiamo a che fare proprio con un’auto diversa. Le parole d’ordine sono “safe, tough e rough”, ovvero “sicura, forte e dura”. Soprattutto dal punto di vista della sicurezza sono stati fatti dei passi in avanti particolarmente significativi, grazie anche al sistema di telecamere EyeSight che si occupa di diversi sistemi di aiuto alla guida come la frenata di emergenza, il mantenimento della corsia e il cruise control adattivo.

Andiamo però con ordine. La nuova Impreza si basa sulla rinnovata piattaforma modulare globale di Subaru, che in futuro sarà la base anche per altri modelli della casa. Il telaio stato ripensato per garantire una maggiore rigidità, che può variare da un minimo del 70% fino addirittura ad un aumento del 100% a seconda delle forze applicate sulla struttura. Il risultato di tutto questo è una sensibile diminuzione delle vibrazioni e della rumorosità. La carrozzeria si caratterizza per la sua silhouette definita Dynamic Blade, che propone delle nervature particolarmente sinuose ed evidenti soprattutto sulla fiancata, andando a creare un look da hatchback di segmento C piuttosto evidente, senza per questo tradire l’aspetto precedente (casomai i più nostalgici sentiranno la mancanza della versione berlina a tre volumi, che però è stata abbandonata sin dalla terza generazione). Sul cofano viene ancora a mancare la presa d’aria centrale, anche questa legata ai bei tempi andati. Tutto è stato concepito per rispondere ai concetti chiave dell’auto, ovvero “dinamicità e solidità”. Sul fronte troviamo un paraurti a cono e la nuova griglia frontale, insieme ai gruppi ottici a boomerang. Passando al lato notiamo ancora qualche concessione alla sportività, come le minigonne e i nuovi cerchioni. Il tutto in una lunghezza massima di 4.460 mm, quindi mantenendo un ottimo livello di compattezza.

Gli interni, pur non essendo esagerati a livello di materiali e struttura, sono particolarmente ricchi. Come andremo a vedere, infatti, Subaru ha puntato ad offrire l’allestimento più ricco possibile partendo sin dal prezzo di accesso, andando a definirsi come “best in class” sotto questo aspetto. Uno dei più importanti è senza dubbio il già citato EyeSight, un sistema di tre videocamere posizionate a livello del tetto, ben nascoste all’interno ma piuttosto visibili da fuori. La tecnologia alla base di queste videocamere è stata sviluppata a partire dal 1989, anche se naturalmente con nomi e approcci diversi nel corso del tempo. Grazie alle informazioni rilevate da queste videocamere è stato possibile inserire diversi optional molto interessanti come il cruise control adattivo, il mantenimento automatico della corsia con correzione del volante e la frenata di emergenza. Il cruscotto è stato disegnato in modo da garantire una buona visibilità e questo obiettivo è stato senza dubbio centrato. I materiali sono di qualità in media con il segmento, con plastiche dure in grande maggioranza, ma anche qualche materiale soft-touch ben distribuito nei punti dove più era necessario. Al centro della plancia fa bella mostra di sé il display del sistema di infotainment, che presenta una diagonale da 8 pollici e il software Subaru Starlink. Questo è abbastanza nella media come software, ma fortunatamente il sistema è compatibile con Apple CarPlay e Android Auto. Sopra al display principale, più indietro verso il parabrezza e coperto da un labbro per proteggerlo dalla luce diretta, troviamo un secondo display rettangolare dove poter trovare informazioni sulla modalità di guida e, nel caso si utilizzi il navigatore dell’auto, anche indicazioni piuttosto chiare come i cartelli stradali. Anche il quadro comandi è arricchito da un display centrale con le informazioni più importanti dell’auto, compresi i sistemi di aiuto alla guida di cui sopra. Lo spazio è di buon livello, soprattutto per guidatore e navigatore, mentre il bagagliaio parte da un minimo di 380 litri e arriva fino ad un massimo di 1.565 litri, circa 82 litri in più rispetto alla precedente generazione.

Dal punto di vista meccanico, Subaru punta ancora alla semplicità. È infatti disponibile un solo motore, un 1.600 aspirato da 114 Cv di potenza e con 150 Nm di coppia. Naturalmente non si tratta di un’unità pensata per essere scattante o molto veloce, ma piuttosto tranquilla, ben gestibile e il più parca possibile nei consumi. Basti pensare che secondo i dati ufficiali, questo 1.600 consuma in media 5,3 litri ogni 100 km di strada contro gli 8 della versione precedente. Il volante è ben calibrato e leggero, quindi la guida è piuttosto piacevole e rilassata anche nel traffico. La struttura assorbe bene le asperità del terreno, grazie soprattutto alle sospensioni: sull’anteriore troviamo una MacPherson modificata, mentre sul posteriore ne troviamo una a doppio braccio oscillante, con la barra stabilizzatrice agganciata alla vettura e non all’assale stesso. Questo ha ridotto in maniera considerevole il rollio e consente una maggiore velocità di ingresso in curva e quindi una maggiore stabilità. Qualche dubbio in più lo ha lasciato il cambio automatico Lineartronic a sette rapporti, anche questo fornito di serie come la trazione integrale. Le cambiate ci sono apparse un po’ lunghe e questo ad un guidatore più raffinato potrebbe non piacere molto. L’insieme di caratteristiche, però, può decisamente conquistare una grande fetta di pubblico.

Una conquista che si basa anche su un prezzo piuttosto aggressivo. La versione di base, infatti, parte da 19.990 € e comprende i cerchi in lega da 16 pollici, l’infotainment (da 6,5 pollici, ma con le stesse funzioni di quello da 8) e, naturalmente, l’EyeSight, il cambio automatico e la trazione integrale. Bisogna riconoscere che per meno di 20.000 € è davvero un allestimento molto interessante.

18th novembre, 2017

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