Bollo auto: quali auto non lo pagano?

I casi di esenzione dal pagamento della tassa automobilistica

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Il bollo auto è un tributo regionale che la maggior parte dei possessori di auto e moto deve pagare. Ma esistono anche le esenzioni

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Bollo auto: quali auto non lo pagano?

Il bollo auto (o tassa automobilistica) è un tributo che grava sugli autoveicoli e i motoveicoli immatricolati in Italia. Non è una tassa nazionale bensì regionale, pertanto la legislazione in materia è di competenza delle singole Regioni o Province Autonome.

Quasi tutti i possessori di un autoveicolo o un motoveicolo devono pagare il bollo auto. Diciamo “quasi” perché esistono casi particolari di esenzione dal bollo. Vediamo quali sono.

 

Esenzione bollo auto disabili: cosa dice la legge 104

In base alla legge n. 104 del 5 febbraio 1992 (la cosiddetta “legge 104”) sono esentati dal pagamento del bollo auto i soggetti disabili che possiedono veicoli a benzina con cilindrata non superiore a 2000 cm3 e veicoli diesel con cilindrata non superiore a 2800 cm3. Le categorie di persone a cui spetta l’esenzione dal bollo sono:

  • persone non vedenti e sorde;
  • disabili con handicap psichico o mentale titolari dell’indennità di accompagnamento;
  • disabili con grave limitazione della capacità di deambulazione o affetti da pluriamputazioni;
  • disabili con ridotte o impedite capacità motorie (per quest’ultima categoria, l’esenzione è condizionata all’adattamento del veicolo).

Il soggetto disabile di una delle suddette categorie gode dell’esenzione sia quando è egli stesso l’intestatario, sia quando il veicolo è intestato a un familiare. Se il disabile possiede più veicoli l’esenzione spetta solo per uno di essi. Una volta riconosciuta, l’esenzione è valida anche per gli anni successivi.

Tuttavia le Regioni possono estendere l’esenzione anche ad altre categorie di disabili rispetto a quelle sopra elencate. Dunque, se avete disabili a carico informativi presso gli uffici competenti.

 

Bollo auto storiche: a chi spetta l’esenzione

Fino a qualche anno fa il possesso di un’auto storica significava l’esenzione dal pagamento del bollo auto.

Le cose sono cambiate con la Legge di stabilità 2015, che ha eliminato l’agevolazione per i veicoli ultraventennali. Pertanto, a decorrere dal 2015 tutte le auto costruite da oltre vent’anni e da non più di trenta sono nuovamente assoggettate al pagamento del bollo auto (sia che esse circolino su strada oppure no).

Continuano invece a godere dell’esenzione le auto ultratrentennali. In questo caso i proprietari pagano solamente un’imposta provinciale di trascrizione (IPT) ridotta a 51,65 euro, a cui si può aggiungere una tassa di circolazione forfettaria se l’auto viene messa in circolazione su strade e aree pubbliche.

 

I veicoli ecologici

Ad essere esentate dal bollo sono anche le auto ecologiche, ma non tutte. Le norme infatti variano a seconda della Regione di appartenenza.

In generale gli autoveicoli, i motocicli e i ciclomotori (a due, a tre o a quattro ruote) azionati con motore elettrico godono dell’esenzione dal pagamento del bollo auto per 5 anni a decorrere dalla data di prima immatricolazione.

Per quanto riguarda le auto ibride, a gpl e metano, in alcune Regioni l’esenzione esiste (per 3 anni o per 5) mentre in altre il bollo si paga. In questi casi molto dipende dal periodo in cui è stata immatricolata l’auto.

 

Altri casi di esenzione

Nel caso l’auto cessi di esistere come bene giuridico il proprietario non deve più pagare il bollo auto. E’ questo il caso della radiazione, quando cioè il veicolo in questione viene cancellato dagli archivi del PRA. In questo caso il bollo auto non va pagato a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui si verifica la radiazione.

L’esenzione scatta anche in caso di furto dell’auto. E’ però necessario far annotare al PRA la cosiddetta “perdita di possesso”, denunciando il furto alle autorità competenti e depositando presso il PRA una copia della denuncia.

Infine, quando si verifica una vendita chi cede l’auto non deve più pagare il bollo su di essa, con la tassa che scade dopo la trascrizione dell’atto di vendita del veicolo.

21st novembre, 2017

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