Fiat 131 Abarth Raid (1977), il primo diesel a vincere nelle competizioni

Un esemplare alla recente manifestazione Milano AutoClassica

Fiat 131 Abarth Raid Diesel - Il lancio sul mercato della versione diesel della 131 fu accompagnato da 3 esemplari allestiti da Abarth ed equipaggiati proprio con un motore diesel di serie. Non era veloce, ma parca nei consumi e molto affidabile rispetto ai benzina, potendo così arrivare al successo

Durante la recente manifestazione Milano AutoClassica mi sono felicemente imbattuto in questa bellissima e rarissima Fiat 131 AbarthDiesel“, pensate.
Forse non tutti sanno che le iconiche 131 Abarth non sono state solo le famose benzina che hanno vinto tutto nei rally e che tutti siamo abituati comunemente ad immaginare in livrea “Alitalia” o nel giallo e blu della livrea “OlioFiat“.

Esiste anche lei e possiamo dire che trattasi del primo progetto di questo tipo al quale abbiamo assistito nella storia dell’auto e delle competizioni automobilistiche, più precisamente. Mai nessuno prima di allora aveva utilizzato un diesel in una corsa del genere.
Nel 1977, epoca in cui i diesel erano motori usati prevalentemente su mezzi commerciali e agricoli, la Fiat si preparava a lanciare sul mercato la versione diesel della berlina.
Proprio quell’anno si correva la seconda edizione della London – Sydney ( la prima si era corsa nel 1968), l’estenuante maratona automobilistica lunga oltre 30 mila km quasi tutti sterrati, e Fiat decise di sfruttare la gara iscrivendo tre vetture per pubblicizzare il lancio del nuovo propulsore sulle sua vettura di serie, programmato per il salone di Torino del 1978, infatti.

La Fiat affidò lo sviluppo dei 3 esemplari più una test car, che andò distrutta, alla Abarth e la gestione delle auto in corsa al Team Esso aseptogyl, il propulsore impiegato venne realizzato negli stabilimenti della foggiana Sofim con numero di progetto 8140.61. Era un diesel di serie da 2.445 cc per 72 cv a 4.200 giri/m e 147  Nm di coppia.

Valori che non rendevano molto veloci le vetture (145 km/h la punta massima), ma che consentivano consumi bassissimi e una affidabilità superiore ai benzina, esattamente le caratteristiche necessarie per avere successo in questo tipo di competizioni.

Le tre vetture furono condotte dagli equipaggi Robert Neyret / Marianne Hoepfner, Giancarlo Baghetti/Tommaso Carletti e l’ultimo, tutto al femminile, formato dalla coppia Christin Dacremont/Evelyne Vanoni (che raggiunsero l’Australia, ma non il traguardo a causa di un incidente con la Citroen CX 2400 guidata dall’equipaggio Stuckelberger/Cheneviere ).

Si presentarono ai nastri di partenza a Londra il 14 Agosto e dopo 45 giorni di raid ininterrotto e oltre 30 mila km percorsi, due 131 raggiunsero il traguardo a Sidney il 27 Settembre e la vettura di Neyret/Hoepfner vinse la categoria, garantendo alla Fiat un’ottima pubblicità, che si riflesse molto positivamente sulle vendite della berlina presentata di lì a pochi mesi.

Pensate che una cooperativa di tassisti australiani, subito dopo la gara ordinò uno stock di 131 diesel a 4 porte, ancora prima che ne iniziasse la produzione! Quanto eravamo avanti.

Motore:  4 cilindri in linea
Cilindrata: 2.445 cc
Potenza massima: 72 cv a 4.200 giri/minuto per 147 Nm di coppia
Velocità massima: 145 km/h

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