BMW punta ad essere il miglior costruttore di auto di lusso in Cina

Fino a Novembre ha immatricolato ben 542.362 unità

Fino allo scorso mese di Novembre, BMW con 542.362 immatricolazioni è la casa costruttrice premium che ha venduto di più sul mercato cinese. Il podio è completato da Mercedes che nello stesso periodo ha venduto 539.728 vetture e Audi che si è fermata a 528.706 esemplari.
BMW punta ad essere il miglior costruttore di auto di lusso in Cina

Negli ultimi anni il mercato automobilistico cinese ha subìto una forte accelerazione in tema di immatricolazione di nuove vetture diventando uno dei mercati più ambiti da parte di svariati costruttori automobilistici. In tal contesto, soprattutto le case costruttrici premium non hanno mancato di osservare da vicino il mercato cinese per ambire a numeri da capogiro e registrare immatricolazioni sempre più elevate dei loro modelli.

Non solo: le varie case costruttrici premium hanno anche guardato al mercato cinese come un indicatore di stili e tendenze per dar vita a modelli dalle caratteristiche particolari (ad esempio le sempre più richieste berline di rappresentanza a passo lungo) e dagli optional, dai colori e dalle versioni inedite. Ovviamente le tre “sorelle” tedesche, Audi, BMW e Mercedes non hanno fatto certamente a meno di “scontrarsi” anche sul mercato cinese.

In tal contesto, e avvicinandosi la fine del 2017, le tre case costruttrici di cui sopra stanno tirando le somme dell’anno che sta per finire. Nei primi undici mesi del 2017, BMW è la casa costruttrice premium che ha venduto di più in Cina, seguita da Mercedes e Audi. Stando ai dati ufficiali BMW ha immatricolato ben 542.362 unità, Mercedes si è fermata a 539.728 mentre Audi ha chiuso con 528.706.

Il trend positivo di BMW è confermato anche rispetto all’anno precedente visto che la crescita della richiesta delle vetture bavaresi in Cina si è attestata al 15%. Buon passo in avanti anche per Mercedes che nello specifico ha superato nelle vendite la diretta rivale Audi che nel 2017 ha subìto una perdita pari al 2,1%.

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