Seat Cupra, Leon X-Perience e Ateca: alla scoperta del sistema 4Drive sulla neve di Innsbruck [FOTO TEST DRIVE]

Il sistema si conferma una delle maggiori innovazioni in termini di trazione integrale e guida "off-road"

Seat Leon Cupra, Leon X-Perience e Ateca 4Drive - Nella splendida cornice di Innsbruck, Austria, Seat ha scelto di mettere alla prova il sistema 4Drive, punto di forza della Casa spagnola per quanto riguarda la guida fuori strada. Abbiamo provato i modelli messi a disposizione per l'evento in tre contesti differenti (ghiaccio, neve e off-road.ndr) e queste sono le nostre impressioni

La guida su un fondo stradale a bassa aderenza può rappresentare una sfida, soprattutto se affrontata senza i mezzi tecnici necessari. Negli ultimi anni, proprio in tal senso, molte case automobilistiche hanno lanciato diversi sistemi adatti alla guida fuoristrada, ampliando l’offerta delle proprie gamme e lanciando i famosi “crossover”, vetture più basse dei SUV ma con capacità di adattamento ai fondi scivolosi incredibilmente notevoli.

Dal 1990 ad oggi, infatti, la crescita delle vettura 4WD è passata dal 2,7% al 14,6%, segno che la guida “off-road” sta assumendo un ruolo sempre più importante nella vendita delle auto. Rispetto ai primissimi modelli usciti sul mercato, la guida su fondo scivoloso ha subito diversi miglioramenti, soprattutto sul fronte elettronico e meccanico. Oggi infatti, ogni vettura può contare su sistemi specifici che permettono al guidatore di affrontare fondi estremamente complessi in tutta sicurezza. Il sistema 4Drive di Seat rientra nei parametri precedentemente espressi, confermandosi una delle maggiori innovazioni in termini di trazione integrale e guida “off-road”.

In una serie di test svolti in Austria, precisamente nella splendida cornice del Tirolo, la Casa spagnola ha permesso a un numero ristretto di giornalisti di testare alcuni propri modelli dotati del sistema 4Drive, organizzando tre prove su fondo scivoloso (ghiaccio, neve fresca e percorso fuori strada.ndr). Noi di Motorionline eravamo presenti all’evento e abbiamo potuto tastare con mano i vantaggi di tale sistema, muovendoci attraverso i percorsi presentati dalla Casa spagnola senza alcun tipo di problema. Andiamo avanti però per gradi, analizzando inizialmente cos’è il sistema 4Drive e quali novità presenta rispetto agli altri programmi di guida assistita.

COS’E’ 4DRIVE? Esso è uno dei sistemi di trazione integrale più sicuri, efficienti e avanzati al mondo. Il suo principale elemento è la frizione multidisco del sistema di trazione di 5ª generazione ad azionamento idraulico e controllo elettronico, entrambi migliorati nell’attuale versione. La frizione è posizionata all’estremità dell’albero motore e di fronte al differenziale dell’asse posteriore. Questa posizione ha un duplice vantaggio: da una parte si ottiene una migliore distribuzione del peso, dall’altro si riducono l’inerzia e il tempo di reazione del sistema grazie al costante collegamento dell’albero cardanico al motore. La frizione multidisco in bagno d’olio presenta alcune caratteristiche di assoluto rilievo. I dischi metallici della frizione sono disposti in posizione accoppiata, uno di fronte all’altro; un disco di ciascuna coppia è costantemente collegato all’albero che ruota insieme al cambio.

L’altro disco ruota insieme all’albero di trasmissione collegato al differenziale dell’asse posteriore, un collegamento che è stato perfezionato nella 5^ generazione. Un pistone ad azionamento idraulico comprime il pacchetto multidisco per raggiungere la necessaria pressione dell’olio, a seconda dei parametri indicati dal sistema elettronico. Un vantaggio del sistema di trazione di 5^ generazione, parte integrante del 4Drive della SEAT, è il suo peso, inferiore di 1,5 kg rispetto alle versioni precedenti. Un altro motivo è dovuto all’eliminazione dell’accumulatore di pressione, ora non più necessario, che ha permesso di contenere il peso e di migliorare il tempo di risposta. Questo si traduce in notevoli vantaggi in termini di sicurezza attiva e dinamismo.

COME FUNZIONA? Un sistema di trazione integrale aumenta il peso di una vettura, per non parlare della maggiore resistenza e questo può influire negativamente su consumi ed emissioni. Per questo, la principale caratteristica del sistema di trazione integrale è il suo “approccio diretto”, ossia si collega automaticamente; in altre parole non è permanente. In condizioni di marcia normali, una SEAT con tecnologia 4Drive funziona esattamente come qualsiasi altra vettura a trazione anteriore, consentendo all’albero di trasmissione che trasmette il moto all’asse posteriore di ruotare liberamente per ridurre la resistenza. L’asse posteriore si innesta soltanto quando necessario, ossia quando il sistema rileva lo slittamento delle ruote anteriori. Nel preciso momento in cui i sensori rilevano questa condizione, il sistema reagisce trasferendo istantaneamente il moto alle ruote posteriori.

Questa soluzione ha perciò il vantaggio di assicurare la trasmissione ottimale del moto, al momento opportuno, ma contenendo al minimo l’aumento di consumi ed emissioni. È possibile inoltre approfondire ulteriormente i vantaggi della trazione integrale. Ad esempio, la capacità di adattare la coppia motrice trasmessa a ciascun asse.

Il sistema 4Drive ne consente la ripartizione uniforme tra gli assi anteriore e posteriore (50% e 50%) ed è in grado, inoltre, di trasferire istantaneamente tutta la potenza all’asse posteriore. Il sistema 4Drive consente poi di variare la distribuzione della coppia tra le due ruote dello stesso asse. Nonostante l’assenza di un differenziale autobloccante meccanico sui due assi (presente su alcuni modelli fuoristrada, che finirebbe tuttavia per aumentare il peso della vettura), i tradizionali differenziali anteriore e posteriore si avvalgono di un ausilio elettronico, l’EDS, che compensa l’assenza del bloccaggio del differenziale, offrendo una soluzione più semplice e leggera ma altrettanto efficiente e sicura. Questo consente di scongiurare la perdita di coppia trasversale, grazie all’EDS che blocca la ruota che slitta trasferendo la forza a quella sul lato opposto. Il passaggio successivo consiste nel verificare il tipo di fondo sul quale si guida la vettura e le modalità di guida selezionate.

La tecnologia 4Drive è in grado di analizzare in tempo reale, livello di aderenza, carico della vettura, velocità, posizione del volante e stile di guida, tra gli altri, così da trasferire il necessario grip in modo rapido e progressivo alla ruota o alle ruote interessate. Il sistema 4Drive è ottimizzato per operare in tutte le modalità di guida esistenti nell’attuale gamma SEAT (Normal, Sport, Eco, Individual Snow, Off-Road, Cupra). Il 4Drive viene scollegato soltanto in caso di frenata o di intervento del sistema di controllo della stabilità ESC, la stabilità ha infatti la priorità sulla trazione e logicamente non ha senso dare priorità alla trasmissione del moto in fase di frenata. Inoltre, il sistema 4Drive prevede anche una protezione automatica dal surriscaldamento, in questo caso, indipendentemente dalla causa, il sistema si scollega parzialmente per garantire la massima affidabilità.

TEST 1 – GUIDA SU GHIACCIO Per la prima verifica del sistema 4Drive abbiamo utilizzato una Seat Leon ST Cupra. La vettura in questione può contare sull’allestimento sportivo della Casa spagnola e in un motore 2.0 TSI da 300 cavalli. Il cambio, inoltre, era del tipo DSG (Direct-Shift GearBox.ndr). All’interno di un “ice track” abbiamo testato la precisione di guida su fondo scivoloso del sistema 4Drive, rimuovendo tutti gli aiuti alla guida. Il test consisteva in una partenza, seguita da uno slalom veloce e da un curvone a lungo raggio dov’era possibile effettuare dei drift. Il responso è stato certamente positivo dato che, nonostante il fondo scivoloso, la macchina è risultata precisa, soprattutto in inserimento. Grazie all’aiuto di Jordi Genè (pilota Seat Sport.ndr), inoltre, è stato possibile sfruttare al massimo il potenziale dell’auto, migliorando lo stile e la tecnica di guida.

TEST 2 – GUIDA SU NEVE Successivamente siamo passati sulla seconda macchina disponibile per questo test, ovvero la Seat Leon X-Perience. Rispetto alla versione ST precedentemente analizzata, questa è più alta di 15 millimetri e può contare su un volante dal diametro maggiore. Questo fattore permette una maggiore maneggevolezza in curva, aiutando il guidatore a controllare la vettura in condizioni di fondo scivoloso.

La versione da noi testata era equipaggiata da un motore 2.0 TDI da 184 CV con trasmissione DSG, ma sul mercato è disponibile anche una tipologia 2.0 TDI da 150 CV. Da sottolineare che entrambe le versioni possono contare sul sistema 4Drive. La prova consisteva nel testare la trazione della X-Perience in salita, sfruttando le potenzialità del sistema “snow” su un fondo estremamente scivoloso come la neve fresca.

Il test è stato svolto sia effettuando una salita diretta, quindi prendendo una breve rincorsa, e sia fermandosi a metà pendenza, “giocando” quindi col TC e con le dosi di potenza per evitare lo slittamento eccessivo dell’asse posteriore. La prova è stata superata con successo dato che la X-Perience, nonostante la trazione anteriore, ha effettuato la scalata senza grossi problemi. Conclusa questa parte abbiamo provato con mano un’altra importante caratteristica del sistema 4Drive, ovvero dell’erogazione della potenza in presenza di pochissimo grip (quasi prossimo allo zero.ndr). Insieme ai tester Seat, la X-Perience è stata portata sopra delle cunette, creando uno scenario tale che le ruote posteriori trovavano grip da un alto e giravano a vuoto dall’altra.

Come spiegato dai tecnici presenti in Austria, il sistema 4Drive è capace di riconoscere una situazione di questo tipo, azzerando l’erogazione sulla ruota “libera” e concentrando tutta la potenza sulla ruota attaccata a terra. Questo semplifica le manovre in caso di pendenza e/o dossi che offrono pochissima aderenza.

TEST 3 – GUIDA FUORI STRADA L’ultima prova prendeva l’utilizzo della Ateca, prodotto con cui la Casa spagnola punta a conquistare il mercato riservato agli Sport Utility Vehicle. La vettura sul mercato è disponile sia con propulsori Diesel (2.0 TDI 4Drive 150 CV con allestimenti Advance, Xcellence, FR e Business e 2.0 TDI 4Drive 190 CV DSG con allestimenti XCellence ed FR) e sia benzina TSI (1.4 EcoTSI ACT 4Drive DSG 150 CV e 2.0 TSI ACT 4Drive 190 CV DSG). La versione testata da noi prevedeva un propulsore benzina 1.4 TSI da 140 cv con trasmissione DSG. L’obiettivo di questo test era toccare con mano le qualità del programma “off-road”, affrontando un percorso di montagna fino a un’altitudine di 1500 metri. La modalità in questione, rispetto a quella “snow”, non permette il disinserimento manuale del TC, massimizzando gli effetti del sistema integrale, non prevede l’utilizzo dell’HDC (Hild Descent Control.ndr), modifica la risposta delle cambiate (la rende più simile alla modalità stradale.ndr) e cambia il feedback proveniente dall’ABS. La risposta è stata sorprendente dato che in salita l’Ateca ha messo in mostra tutte le proprie qualità, effettuando il percorso senza il minimo tentennamento. Un test importante per una vettura che nasce per la guida fuori strada, magari appunto in montagna.

PREZZO La gamma Cupra parte da 37.500 euro per quello che riguarda la versione 2.0 TSI con cambio DSG fino a uN massimo di 39.650 euro per la 4Drive. Per quanto riguarda la Leon X-Perience, invece, partiamo da una cifra di 27.550 euro (versione 1.6 TDI.ndr) fino a un massimo di 33.550 euro per quello che riguarda la versione 2.0 TDI 4Drive con cambio DMG. La versione “base” con sistema 4Drive la troviamo invece a metà strada per un totale di 31.050 euro. Concludiamo con la Ateca che può variare dai 23.000 euro per la versione 1.0 TSI Ecomotive fino ai 36.000 per quello che riguarda la versione 2.0 TDI 4Drive con cambio DSG.

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