Opel Insignia GSi MY 2018, l’ammiraglia che ama la pista [TEST DRIVE VIDEO e FOTO]

Motori da 210 e 260 Cv con telaio di ultima generazione

Opel Insignia GSi – Con il termine “ammiraglia” si indica solitamente l’auto più lussuosa e rappresentativa di un marchio. Per Opel la Insignia è innegabilmente la regina assoluta, ma ciò non significa che non sia possibile aggiungerci un bel po’ di “pepe”. Ecco allora che la storica gamma GSi, attiva da oltre 30 anni, ha accolto questa Insignia GSi in grado di mantenere il comfort che si addice ad una vettura di questo segmento, con in più alcune soluzioni tecniche e meccaniche che le consentono di non sfigurare sui cordoli. Noi l’abbiamo provata per la prima volta sulle strade intorno a Marsiglia, nel sud della Francia, e queste sono le nostre prime impressioni a caldo

Ha fatto il suo debutto nell’Alta Società allo scorso Salone di Francoforte ed ora è finalmente giunto il momento di scoprirla in tutte le sue caratteristiche. Stiamo parlando della nuova Opel Insignia GSi, versione pepata e ripensata dell’ammiraglia del fulmine, secondo i dettami di una gamma che ormai da 33 anni emoziona i fan della casa di Rüsselheim (la prima in assoluto fu la Kadett GSi da 115 Cv nel 1984). Ci sono diverse modifiche estetiche, ma il vero cuore del progetto è naturalmente il comparto tecnico. Non sono solo stati aggiunti due motori nuovi, ma è stato fatto anche un lavoro particolarmente accurato su trazione, sospensioni e manovrabilità della vettura in generale. Abbiamo così potuto testare le sue doti sia sulle strade della Provenza che sul circuito prove Michelin a Salon-de-Provence, dato che uno degli assi nella manica di questa vettura è per l’appunto la dotazione in primo equipaggiamento dei super performanti Michelin Pilot Sport 4 S (che abbiamo messo alla prova in California con alcune delle supercar più emozionanti al mondo).

Andiamo però con ordine e parliamo prima di tutto dei motori. Sono, come già detto, due a disposizione della gamma GSi: il primo è il 2.000 biturbo diesel, capace di una potenza massima di 210 Cv e di una coppia da 480 Nm disponibile a partire da un regime di 1.500 giri al minuto. Si tratta della meccanica che vuole puntare sia sulle performance che sull’efficienza. Infatti secondo i dati ufficiali della casa, omologati secondo il nuovo ciclo di guida europeo NEDC, questo 2.000 a gasolio sarebbe in grado di consumare nel ciclo misto fino a 7,3 litri ogni 100 km di percorrenza, a fronte di emissioni da 192 g/km di CO2. Un netto passo avanti rispetto agli 8,6 litri fatti registrare dalla meccanica a benzina, che però ha senza alcun dubbio altre doti ben visibili. Il 2.000 turbo, infatti, è il vero motore per chi si vuole divertire in pista: potenza massima da 260 Cv e coppia da 400 Nm disponibile in un range compreso tra i 2.500 e I 4.000 giri. Grazie a questo cuore, l’Insignia GSi è in grado di passare da 0 a 100 km/h in appena 7,3 secondi, con una velocità di punta di ben 250 km/h.

Abbiamo quindi due meccaniche notevolmente performanti, entrambe disponibili sia sulla carrozzeria berlina (Grand Sport) che su quella station wagon (Sport Tourer). Sarebbe però estremamente limitativo parlare solamente di queste meccaniche, in quanto la GSi ha dalla sua anche molte altre innovazioni che la rendono al tempo stesso divertente che comoda da guidare. Parliamo prima di tutto del telaio meccatronico FlexRide, che porta in dotazione diversi punti per rendere la vettura di primo piano. Grazie alle molle più corte, ad esempio, la base del mezzo è di 10 mm più bassa rispetto alla variante di serie. Inoltre il sistema è stato dotato di speciali ammortizzatori sportivi, che grazie agli aggiustamenti in tempo reale (che avvengono nello spazio di frazioni di secondo) riescono a ridurre al minimo i movimenti della carrozzeria. Questo consente di valutare alla perfezione curve e fondo stradale, così da non venire distratti da alcun comportamento bizzarro della vettura. Questo sistema è stato sviluppato ed evoluto direttamente sulle curve del Nürburgring, senza dubbio uno dei luoghi più probanti per le auto sportive.

La GSi può contare su tre tipi di configurazione di guida. Si parte dal classico Standard per poi passare al Tour e in seguito allo Sport, per garantire più divertimento o più comodità a seconda del viaggio. Infine, in esclusiva sulla gamma, abbiamo la modalità Competition, attivabile con una doppia pressione del tasto di disattivazione dell’ESP. Una volta ottenuta la conferma dal display posto sul quadro comandi, potremo percepire una maggiore imbardata, mentre il controllo di trazione viene completamente escluso. Se a questo aggiungiamo il cambio automatico a otto rapporti controllabile con i classici e sempre apprezzati paddle al volante, ecco che ci troviamo per le mani una vettura pronta per essere portata in pista. Pur non essendo una vera e propria supercar, durante questa nostra veloce prima prova abbiamo apprezzato molto la capacità della Insignia di passare dal comfort autostradale più assoluto al giusto nervosismo e rigidità nel momento in cui abbiamo affrontato una piccola parabolica a 140 km/h. La trazione integrale Twinster è dotata prima di tutto della funzione “Torque Vectoring”, il cui compito è quello di indirizzare la coppia sulla ruota che ne ha effettivamente più bisogno in condizioni di sterzata o anche scarsa aderenza. Grazie alla sua azione il grip della Insignia migliora in maniera esponenziale e in nessun momento abbiamo avuto la sensazione di perdere il controllo, nonostante l’alta velocità e la forza centrifuga notevole applicata dalla curva. Ciliegina sulla torta dell’intero sistema sono i freni Brembo, assolutamente immancabili su una sportiva di questo livello.

Come detto, però, la Insignia GSi non è solamente un’auto molto interessante tecnicamente, ma lo è anche da quello del comfort e del design. Soprattutto il primo aspetto è stato curato in modo molto approfondito, come testimoniano prima di tutto i sedili. A fronte dei “normali” sedili ergonomici, comunque di alta qualità sia per forma che per materiali, i più appassionati potranno aggiungere agli optional anche i nuovi sedili sportivi certificati dagli esperti di AGR specificatamente sviluppati per la gamma, con poggiatesta integrato, ventilati e riscaldati, funzione massaggiante e imbottiture laterali contenitive regolabili. A livello di infotainment e tecnologia di bordo, sono disponibili tutti gli optional già offerti sulla versione, per così dire, “normale”, con in più un volante dal taglio sportivo e copertura in pelle, bello sia alla vista che al tatto. I sedili si sono dimostrati davvero molto comodi, soprattutto quando durante la nostra prova ci siamo malauguratamente imbattuti in una strada molto stretta e trafficata. Questo ci ha comunque permesso di apprezzare il comfort e la praticità dell’abitacolo della vettura.
Esteticamente sulla carrozzeria ci sono state relativamente poche variazioni e questo è sotto certi punti di vista un peccato. Qualcosa, però, c’è: partiamo ad esempio dalle nuove cromature intorno alle grandi prese d’aria che caratterizzano il paraurti esclusivo GSi, che prosegue sul lato con le gonne laterali e si chiude sul retro con un doppio terminale di scarico trapezoidale ai lati della vettura. Sopra al bagagliaio troviamo anche uno spoiler, disponibile sia sulla berlina che sulla station wagon (ovviamente in posizioni diverse). Noi ci siamo molto concentrati sulla Grand Sport nella nostra prova e siamo rimasti positivamente colpiti dall’abitacolo oltre che dalle prestazioni, notevoli e capaci di offrire viaggi divertenti anche con il biturbo diesel. Sono davvero poche le cose che ci piacerebbe correggere, come ad esempio l’apertura del bagagliaio attraverso la pressione del simbolo Opel, davvero poco evidente e intuitiva. Inoltre manca, almeno nel nostro modello in prova, la chiusura elettrica del portellone, che su un’auto di questo livello non dovrebbe essere assente. Il logo GSi è comunque ben distribuito all’interno dell’abitacolo, come ad esempio sul pomello del cambio e sullo schienale dei sedili sportivi. Una colorazione più audace avrebbe aiutato a rendere più esclusiva la vettura, anche se a questo si può comunque porre rimedio grazie al programma Opel Exclusive. Pollice alzato, infine, per I fari anteriori IntelliLux LED a matrice, preziosissimi di notte.

La Opel Insignia GSi presenta dei prezzi in linea con il segmento di mercato. Si parte con la Sport Tourer che, chiavi in mano, parte da 43.550 €. La Grand Sport station wagon, invece, parte da 44.550 €. Parliamo in entrambi I casi dei modelli dotati del biturbo diesel da 210 Cv. Il benzina, invece, sulla Grand Sport parte da 44.850 €.

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Motori da 210 e 260 Cv con telaio di ultima generazione

di 20 febbraio, 2018
Opel Insignia GSi – Con il termine “ammiraglia” si indica solitamente l’auto più lussuosa e rappresentativa di un marchio. Per Opel la Insignia è innegabilmente la regina assoluta, ma ciò non significa che non sia possibile aggiungerci un bel po’ di “pepe”. Ecco allora che la storica gamma GSi, attiva da oltre 30 anni, ha accolto questa Insignia GSi in grado di mantenere il comfort che si addice ad una vettura di questo segmento, con in più alcune soluzioni tecniche e meccaniche che le consentono di non sfigurare sui cordoli. Noi l’abbiamo provata per la prima volta sulle strade intorno a Marsiglia, nel sud della Francia, e queste sono le nostre prime impressioni a caldo

Ha fatto il suo debutto nell’Alta Società allo scorso Salone di Francoforte ed ora è finalmente giunto il momento di scoprirla in tutte le sue caratteristiche. Stiamo parlando della nuova Opel Insignia GSi, versione pepata e ripensata dell’ammiraglia del fulmine, secondo i dettami di una gamma che ormai da 33 anni emoziona i fan della casa di Rüsselheim (la prima in assoluto fu la Kadett GSi da 115 Cv nel 1984). Ci sono diverse modifiche estetiche, ma il vero cuore del progetto è naturalmente il comparto tecnico. Non sono solo stati aggiunti due motori nuovi, ma è stato fatto anche un lavoro particolarmente accurato su trazione, sospensioni e manovrabilità della vettura in generale. Abbiamo così potuto testare le sue doti sia sulle strade della Provenza che sul circuito prove Michelin a Salon-de-Provence, dato che uno degli assi nella manica di questa vettura è per l’appunto la dotazione in primo equipaggiamento dei super performanti Michelin Pilot Sport 4 S (che abbiamo messo alla prova in California con alcune delle supercar più emozionanti al mondo).

Andiamo però con ordine e parliamo prima di tutto dei motori. Sono, come già detto, due a disposizione della gamma GSi: il primo è il 2.000 biturbo diesel, capace di una potenza massima di 210 Cv e di una coppia da 480 Nm disponibile a partire da un regime di 1.500 giri al minuto. Si tratta della meccanica che vuole puntare sia sulle performance che sull’efficienza. Infatti secondo i dati ufficiali della casa, omologati secondo il nuovo ciclo di guida europeo NEDC, questo 2.000 a gasolio sarebbe in grado di consumare nel ciclo misto fino a 7,3 litri ogni 100 km di percorrenza, a fronte di emissioni da 192 g/km di CO2. Un netto passo avanti rispetto agli 8,6 litri fatti registrare dalla meccanica a benzina, che però ha senza alcun dubbio altre doti ben visibili. Il 2.000 turbo, infatti, è il vero motore per chi si vuole divertire in pista: potenza massima da 260 Cv e coppia da 400 Nm disponibile in un range compreso tra i 2.500 e I 4.000 giri. Grazie a questo cuore, l’Insignia GSi è in grado di passare da 0 a 100 km/h in appena 7,3 secondi, con una velocità di punta di ben 250 km/h.

Abbiamo quindi due meccaniche notevolmente performanti, entrambe disponibili sia sulla carrozzeria berlina (Grand Sport) che su quella station wagon (Sport Tourer). Sarebbe però estremamente limitativo parlare solamente di queste meccaniche, in quanto la GSi ha dalla sua anche molte altre innovazioni che la rendono al tempo stesso divertente che comoda da guidare. Parliamo prima di tutto del telaio meccatronico FlexRide, che porta in dotazione diversi punti per rendere la vettura di primo piano. Grazie alle molle più corte, ad esempio, la base del mezzo è di 10 mm più bassa rispetto alla variante di serie. Inoltre il sistema è stato dotato di speciali ammortizzatori sportivi, che grazie agli aggiustamenti in tempo reale (che avvengono nello spazio di frazioni di secondo) riescono a ridurre al minimo i movimenti della carrozzeria. Questo consente di valutare alla perfezione curve e fondo stradale, così da non venire distratti da alcun comportamento bizzarro della vettura. Questo sistema è stato sviluppato ed evoluto direttamente sulle curve del Nürburgring, senza dubbio uno dei luoghi più probanti per le auto sportive.

La GSi può contare su tre tipi di configurazione di guida. Si parte dal classico Standard per poi passare al Tour e in seguito allo Sport, per garantire più divertimento o più comodità a seconda del viaggio. Infine, in esclusiva sulla gamma, abbiamo la modalità Competition, attivabile con una doppia pressione del tasto di disattivazione dell’ESP. Una volta ottenuta la conferma dal display posto sul quadro comandi, potremo percepire una maggiore imbardata, mentre il controllo di trazione viene completamente escluso. Se a questo aggiungiamo il cambio automatico a otto rapporti controllabile con i classici e sempre apprezzati paddle al volante, ecco che ci troviamo per le mani una vettura pronta per essere portata in pista. Pur non essendo una vera e propria supercar, durante questa nostra veloce prima prova abbiamo apprezzato molto la capacità della Insignia di passare dal comfort autostradale più assoluto al giusto nervosismo e rigidità nel momento in cui abbiamo affrontato una piccola parabolica a 140 km/h. La trazione integrale Twinster è dotata prima di tutto della funzione “Torque Vectoring”, il cui compito è quello di indirizzare la coppia sulla ruota che ne ha effettivamente più bisogno in condizioni di sterzata o anche scarsa aderenza. Grazie alla sua azione il grip della Insignia migliora in maniera esponenziale e in nessun momento abbiamo avuto la sensazione di perdere il controllo, nonostante l’alta velocità e la forza centrifuga notevole applicata dalla curva. Ciliegina sulla torta dell’intero sistema sono i freni Brembo, assolutamente immancabili su una sportiva di questo livello.

Come detto, però, la Insignia GSi non è solamente un’auto molto interessante tecnicamente, ma lo è anche da quello del comfort e del design. Soprattutto il primo aspetto è stato curato in modo molto approfondito, come testimoniano prima di tutto i sedili. A fronte dei “normali” sedili ergonomici, comunque di alta qualità sia per forma che per materiali, i più appassionati potranno aggiungere agli optional anche i nuovi sedili sportivi certificati dagli esperti di AGR specificatamente sviluppati per la gamma, con poggiatesta integrato, ventilati e riscaldati, funzione massaggiante e imbottiture laterali contenitive regolabili. A livello di infotainment e tecnologia di bordo, sono disponibili tutti gli optional già offerti sulla versione, per così dire, “normale”, con in più un volante dal taglio sportivo e copertura in pelle, bello sia alla vista che al tatto. I sedili si sono dimostrati davvero molto comodi, soprattutto quando durante la nostra prova ci siamo malauguratamente imbattuti in una strada molto stretta e trafficata. Questo ci ha comunque permesso di apprezzare il comfort e la praticità dell’abitacolo della vettura.
Esteticamente sulla carrozzeria ci sono state relativamente poche variazioni e questo è sotto certi punti di vista un peccato. Qualcosa, però, c’è: partiamo ad esempio dalle nuove cromature intorno alle grandi prese d’aria che caratterizzano il paraurti esclusivo GSi, che prosegue sul lato con le gonne laterali e si chiude sul retro con un doppio terminale di scarico trapezoidale ai lati della vettura. Sopra al bagagliaio troviamo anche uno spoiler, disponibile sia sulla berlina che sulla station wagon (ovviamente in posizioni diverse). Noi ci siamo molto concentrati sulla Grand Sport nella nostra prova e siamo rimasti positivamente colpiti dall’abitacolo oltre che dalle prestazioni, notevoli e capaci di offrire viaggi divertenti anche con il biturbo diesel. Sono davvero poche le cose che ci piacerebbe correggere, come ad esempio l’apertura del bagagliaio attraverso la pressione del simbolo Opel, davvero poco evidente e intuitiva. Inoltre manca, almeno nel nostro modello in prova, la chiusura elettrica del portellone, che su un’auto di questo livello non dovrebbe essere assente. Il logo GSi è comunque ben distribuito all’interno dell’abitacolo, come ad esempio sul pomello del cambio e sullo schienale dei sedili sportivi. Una colorazione più audace avrebbe aiutato a rendere più esclusiva la vettura, anche se a questo si può comunque porre rimedio grazie al programma Opel Exclusive. Pollice alzato, infine, per I fari anteriori IntelliLux LED a matrice, preziosissimi di notte.

La Opel Insignia GSi presenta dei prezzi in linea con il segmento di mercato. Si parte con la Sport Tourer che, chiavi in mano, parte da 43.550 €. La Grand Sport station wagon, invece, parte da 44.550 €. Parliamo in entrambi I casi dei modelli dotati del biturbo diesel da 210 Cv. Il benzina, invece, sulla Grand Sport parte da 44.850 €.

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