Suzuki Jimny Street, piccolo arrampicatore urbano [PROVA SU STRADA]

Vivace non solo per il colore, il suo 1.3 è adatto ai neopatentati

Suzuki Jimny Street - Il fuoristrada giapponese si è rifatto il look dentro e fuori, la meccanica rimane identica e consente di scegliere tra due e quattro ruote motrici. Può andare pressoché ovunque.

«Eh, il treno è sempre il treno» diceva Artemio – alias Renato Pozzetto – nel celebre film “Il ragazzo di campagna”. Ed è la stessa cosa che abbiamo pensato proprio durante la prova su strada del piccolo fuoristrada Suzuki: Il Jimny è sempre il Jimny! È bello vedere come tempi e mode cambino, ma alcune icone restino intatte, pur portandosi al passo dei giovani. Ed ecco perché la versione Street fa l’occhiolino soprattutto ad una giovane clientela, tra cui i neopatentati.

Design e Interni:  ★★★★☆ 

Impossibile non riconoscerlo con quell’aspetto così simpatico

Classe 1998 ma con un bell’aggiornamento arrivato nel corso del 2014, il Jimny porta davvero bene i suoi anni. In un certo senso lo si potrebbe vedere come il papà della prima crossover ultracompatta presentata sul mercato, sempre da Suzuki: la Ignis. Le dimensioni sono da “cubetto”: 3,68 metri di lunghezza per 1,60 di larghezza e ben 1,67 di altezza. E la luce da terra si fa ben notare, con 19 centimetri che intercorrono tra l’appoggio della ruota sull’asfalto e la carrozzeria. La versione Street ha diverse personalizzazioni che non possono essere adottate – nemmeno come optional – per altri allestimenti. A partire dalla vernice bi-colore. Gran parte della carrozzeria è ricoperta dal colore nero, mentre le parti più esposte sono state rinforzate con utili fascioni in plastica di colore grigio che non stonano affatto con l’altra gradazione. Anche perché a dare un colpo all’occhio (e che colpo!) ci pensano gli elementi in Giallo Graffiti. Una tonalità ripresa dagli sport-park urbani dove skateboard e BMX ravvivano la monotonia delle città con acrobazie. E così le cornici dei fendinebbia, l’aggressiva presa d’aria sul cofano, parte degli specchietti e le barre portatutto danno una verve inaspettata al Jimny. Ma non è finita qui: la “S” della casa giapponese appare in grande spolvero sui vetri posteriori, che sono stati oscurati. Il logo Street è presente sia sulla fiancata con un piccolo badge sia in gigantografia sulla ruota di scorta che come le vere fuoristrada è attaccata al portellone (che si apre di lato). I cerchi in lega sono da 15” bruniti a doppie razze e donano al Jimny anche un tono elegantemente city-sized. Niente fari a led ma davanti l’impianto è ben rodato, con i fanali tondi che si occupano di tutte le funzioni, mentre i fendinebbia sono nella parte bassa. I rinforzi per il sottoscocca sbucano fuori sino alla calandra e sono della stessa tinta grigia già citata. Il Suzuki Jimny è simpatico ma non fatelo arrabbiare, perché come sa andare lui su certe strade solo poche altre vetture sanno farlo. E quasi nessuna con uno stile così.

Ha piccoli aggiornamenti che fanno apprezzare l’accoglienza un po’ rude

I 225 centimetri di passo, ricavati spingendo molto indietro le ruote posteriori, offrono spazio solo per 4 persone. I sedili sono rivestiti in ecopelle con logo ‘Jimny Street’ e risultano ben integrati con l’ambiente duro e puro da fuoristrada. L’uso di plastiche rigide è ampio ma tutto sommato sia la qualità che l’assemblaggio presentano una buona cura. Il Giallo Graffiti si ripresenta al centro della plancia e fa da cornice all’impianto multimediale. Quest’ultimo è davvero eccellente (viene fornito da Pioneer) con uno schermo touch da 7” che risponde velocemente alla pressione del dito ed ha molte funzioni. Tra queste la classica radio, le mappe 3D ed il sistema Bluetooth per connettere gli smartphone. Se si cerca poi nel cassetto lato passeggero – dalla buona capienza – si può trovare un cavo USB: l’infotainment infatti legge anche Apple CarPlay ed Android Auto, funzionando egregiamente. L’impianto audio ha un ottimo suono. Il climatizzatore è manuale e ci mette molto poco a riscaldare l’abitacolo. Ci sono solo due portiere per cui i sedili anteriori si reclinano per far salire chi va dietro: bisogna stringersi un po’ e se i due occupanti davanti superano il metro e 80 lo spazio per le gambe si riduce di molto. I finestrini sono ad azionamento elettrico e gli specchietti sono regolabili elettricamente, oltreché riscaldabili. Il quadro strumenti è formato da tre cerchi: i due principali sono a lancetta e riportano numero di giri motore e velocità. Quello centrale, più piccolo, è invece digitale e riporta informazioni come l’ora ed il GSI (Gear Shift Indicator) per ottimizzare le cambiate e ridurre così i consumi. Il bagagliaio si apre di lato tramite il portellone da vero fuoristrada. Lo spazio è minimo e ci stanno giusto un paio di borse (113 i litri di base) ma i sedili posteriori sono facilmente abbattibili e la capienza sale fino a 324 litri, formando un piano leggermente inclinato ma ben sfruttabile. Diversi e capienti i vani portaoggetti se si escludono quelle nelle portiere, molto stretti ma forniti di elastici blocca tutto se si viaggia offroad.

Comportamento su Strada:  ★★★★☆ 

Scorrazza ovunque vi sia un pertugio, autostrade no grazie

Salire a bordo del Jimny è ogni volta particolare. L’altezza da terra è superiore a gran parte dei SUV e crossover a cui si è abituati negli ultimi tempi, per cui se volete davvero vedere il mondo dall’alto scegliete il Jimny. La città è pane per i suoi denti: il volante leggero e preciso consente di fare manovre anche in spazi stretti (4,9 metri il raggio di sterzata) ed i fascioni paracolpi perdonano qualche toccata con muretti – ma a richiesta si possono aggiungere i sensori di parcheggio posteriori. Le sospensioni sono tutte e quattro a molle elicoidali: l’assorbimento di buche e dossi è buona ma la scocca rigida fa arrivare al sedile diverse vibrazioni. Gestendo il sistema Drive Action si può inoltre agire manualmente sulla trazione e quella che abbiamo utilizzato quasi tutto il tempo è la 2WD, ossia le due sole ruote motrici. In questo modo viene tutto trasferito all’asse posteriore. Ciò che si apprezza maggiormente del Jimny è quindi la capacità di sapersi muovere agilmente in mezzo al traffico e garantire un’eccellente visibilità. Se invece si percorrono strade extraurbane consigliamo di inserire la funzione 4WD – il pannello di controllo è composto da tre tasti ben visibili posto sotto il ‘clima’ manuale – perché in tal modo il volante diventa più duro ed annulla quel gioco che nell’ambiente urbano è un pregio. In curva il rollio si sente ma non si ha la sensazione di venire sballottati, merito anche delle larghe gomme 205/70 che al contempo offrono un’ottima aderenza senza fastidiosi rumori dati dal rotolamento. Passare dalle due alle quattro ruote motrici è possibile sino a 100 km/h procedendo in linea retta, quindi anche in autostrada. Un ambiente che il Jimny non digerisce molto, ma di cui non possiamo certo fargliene una colpa essendo pensato per ben altro. Un buon compromesso è quindi rimanere sotto i 90 km/h se ci si trova obbligati a percorrere strade a lunga percorrenza, il problema principale è il rumore interno. In fuoristrada invece è nel suo habitat predefinito: da fermi si aziona il terzo pulsante per la trazione, ossia il 4WD-L (L sta per Low, riduttore). Marce brevissime per avere tanta coppia a disposizione subito e via ad arrampicarsi con ghiaia, fango e neve. Inutile negarlo, qui diventa il giocattolo più divertente sia per neopatentati sia per chi ha già esperienza con l’offroad!

Motore e Prestazioni:  ★★★★☆ 

Il 1.3 benzina è a misura di neopatentati con i suoi 85 cavalli

Il 4 cilindri ad iniezione multipoint disposto trasversalmente da 1328 cm3 esprime un massimo di 85 CV (62,4 kW) a 6.000 giri/min ed una coppia di 110 Nm raggiungibile a 4.100 giri. La potenza rapportata al peso di 1135 kg fa sì che il Jimny Street sia utilizzabile anche da chi ha appena conseguito la patente. In termini di prestazioni, la velocità massima è di 140 km/h e lo 0-100 viene coperto in 14 secondi netti. Di certo non un fulmine, ma stiamo pur sempre parlando di un piccolo fuoristrada che complici gomme larghe, altezza da terra considerevole ed aerodinamica quasi assente non può far meglio di così. Ma ciononostante il brio alle ripartenze non manca, specie se si usa la trazione integrale. L’impianto frenante prevede freni a disco davanti ed a tamburo dietro: gli arresti avvengono in spazi brevi ed il pedale, nonostante la corsa corta, è ben modulabile. Discorso analogo per acceleratore e frizione: aiuta senza dubbio il fatto di trovarsi praticamente seduti a novanta gradi e con la pedaliera poco distante, andando a vantaggio anche di chi non ha una statura considerevole. Per chi vuole affrontare percorsi sterrati impegnativi il Jimny Street è pronto a molto: l’angolo di attacco è di 34° e quello di uscita 46°. Saprebbe arrampicarsi sugli specchi al contrario di chi, con il proprio discorso, non crederebbe nelle abilità di questo piccoletto. Almeno sino ad averlo visto con i proprio occhi. La meccanica è pensata per essere maltrattata (telaio a longheroni e traverse) così come la scocca, che presenta rinforzi (come le barre laterali anti-intrusione incorporate nelle portiere). Ma anche l’elettronica ha il suo da fare, con il sistema di controllo della stabilità (ESC) sempre attivo. Per chi lo vuole è disponibile anche il cambio automatico invece del comodo ma non sempre preciso 5 marce, con un sovrapprezzo di 1.300 euro.

Consumi e Costi:  ★★★★☆ 

La Street è unica anche nel prezzo, si può avere l’impianto GPL

Ci vogliono 19.900 euro (IPT esclusa) per portarsi a casa Jimny Street, ma occhio ad una serie di promozioni avanzate dalla stessa casa giapponese che potrebbero renderlo ancor più appetibile. Per quanto concerne il problema emissioni la vettura non incappa in blocchi, in quanto il 1.3 benzina rispetta le più recenti normative Euro 6 ed emette 162 g/km di anidride carbonica. Passando invece ai consumi, i nostri dati hanno rilevato un dato medio che si attesta vicino ai 15 km/l utilizzando prevalentemente la trazione a due ruote motrici. Un ottimo risultato se confrontato con le specifiche fornite dalla casa, rispettivamente di 16,7 km/l nell’extraurbano e 14,1 km/l nel combinato. Più di così sarebbe impossibile fare con il singolo serbatoio da 40 litri. Ad ogni modo se ci si trova in località adatte o comunque si utilizzerebbe il Jimny per viaggiare molto, tra gli optional vi è la possibilità di installare l’impianto a GPL per 1.800 euro. Considerando quanto in meno costi un pieno di gas, la cosa potrebbe essere molto fruibile. Non sono invece previsti motori diesel per questa versione, toccherà quindi aspettare il nuovo modello (che non dovrebbe farsi attendere a lungo) per avere ulteriori informazioni anche relativamente ad una motorizzazione ibrida, come già avvenuto su Baleno, Ignis e Swift. In definitiva il Jimny con allestimento Street è una versione completa del piccolo fuoristrada che apprezza i percorsi urbani grazie all’agilità di cui è dotato e del carattere unico che lo contraddistingue. Una ricca dotazione ed un motore poco assetato lo rendono adatto ad un vasto pubblico, soprattutto i più giovani che possono usarlo per divertirsi tanto su strada quanto su sterrato, anche quello più complicato.

Pro e Contro

Ci PiaceNon Ci Piace
Va ovunque, Agilità, Dotazione di serie.Sterzo molle in 2WD, Bagagliaio, Un solo motore.

Suzuki Jimny 1.3 VVT Street 4WD: la Pagella di Motorionline

Motore:★★★★☆ 
Accelerazione:★★★★☆ 
Ripresa:★★★☆☆ 
Cambio:★★★★☆ 
Frenata:★★★★½ 
Sterzo:★★★½☆ 
Tenuta di Strada:★★★★☆ 
Comfort:★★★☆☆ 
Infotainment:★★★★★ 
Abitabilità:★★★½☆ 
Bagagliaio:★★½☆☆ 
Posizione di guida:★★★★★ 
Dotazione:★★★★★ 
Prezzo:★★★★☆ 
Design:★★★★☆ 
Finitura★★★☆☆ 
Piacere di guida:★★★★☆ 
Consumi:★★★★☆ 

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Suzuki Jimny Street, piccolo arrampicatore urbano [PROVA SU STRADA]

Vivace non solo per il colore, il suo 1.3 è adatto ai neopatentati

di 20 febbraio, 2018
Suzuki Jimny Street - Il fuoristrada giapponese si è rifatto il look dentro e fuori, la meccanica rimane identica e consente di scegliere tra due e quattro ruote motrici. Può andare pressoché ovunque.

«Eh, il treno è sempre il treno» diceva Artemio – alias Renato Pozzetto – nel celebre film “Il ragazzo di campagna”. Ed è la stessa cosa che abbiamo pensato proprio durante la prova su strada del piccolo fuoristrada Suzuki: Il Jimny è sempre il Jimny! È bello vedere come tempi e mode cambino, ma alcune icone restino intatte, pur portandosi al passo dei giovani. Ed ecco perché la versione Street fa l’occhiolino soprattutto ad una giovane clientela, tra cui i neopatentati.

Design e Interni:  ★★★★☆ 

Impossibile non riconoscerlo con quell’aspetto così simpatico

Classe 1998 ma con un bell’aggiornamento arrivato nel corso del 2014, il Jimny porta davvero bene i suoi anni. In un certo senso lo si potrebbe vedere come il papà della prima crossover ultracompatta presentata sul mercato, sempre da Suzuki: la Ignis. Le dimensioni sono da “cubetto”: 3,68 metri di lunghezza per 1,60 di larghezza e ben 1,67 di altezza. E la luce da terra si fa ben notare, con 19 centimetri che intercorrono tra l’appoggio della ruota sull’asfalto e la carrozzeria. La versione Street ha diverse personalizzazioni che non possono essere adottate – nemmeno come optional – per altri allestimenti. A partire dalla vernice bi-colore. Gran parte della carrozzeria è ricoperta dal colore nero, mentre le parti più esposte sono state rinforzate con utili fascioni in plastica di colore grigio che non stonano affatto con l’altra gradazione. Anche perché a dare un colpo all’occhio (e che colpo!) ci pensano gli elementi in Giallo Graffiti. Una tonalità ripresa dagli sport-park urbani dove skateboard e BMX ravvivano la monotonia delle città con acrobazie. E così le cornici dei fendinebbia, l’aggressiva presa d’aria sul cofano, parte degli specchietti e le barre portatutto danno una verve inaspettata al Jimny. Ma non è finita qui: la “S” della casa giapponese appare in grande spolvero sui vetri posteriori, che sono stati oscurati. Il logo Street è presente sia sulla fiancata con un piccolo badge sia in gigantografia sulla ruota di scorta che come le vere fuoristrada è attaccata al portellone (che si apre di lato). I cerchi in lega sono da 15” bruniti a doppie razze e donano al Jimny anche un tono elegantemente city-sized. Niente fari a led ma davanti l’impianto è ben rodato, con i fanali tondi che si occupano di tutte le funzioni, mentre i fendinebbia sono nella parte bassa. I rinforzi per il sottoscocca sbucano fuori sino alla calandra e sono della stessa tinta grigia già citata. Il Suzuki Jimny è simpatico ma non fatelo arrabbiare, perché come sa andare lui su certe strade solo poche altre vetture sanno farlo. E quasi nessuna con uno stile così.

Ha piccoli aggiornamenti che fanno apprezzare l’accoglienza un po’ rude

I 225 centimetri di passo, ricavati spingendo molto indietro le ruote posteriori, offrono spazio solo per 4 persone. I sedili sono rivestiti in ecopelle con logo ‘Jimny Street’ e risultano ben integrati con l’ambiente duro e puro da fuoristrada. L’uso di plastiche rigide è ampio ma tutto sommato sia la qualità che l’assemblaggio presentano una buona cura. Il Giallo Graffiti si ripresenta al centro della plancia e fa da cornice all’impianto multimediale. Quest’ultimo è davvero eccellente (viene fornito da Pioneer) con uno schermo touch da 7” che risponde velocemente alla pressione del dito ed ha molte funzioni. Tra queste la classica radio, le mappe 3D ed il sistema Bluetooth per connettere gli smartphone. Se si cerca poi nel cassetto lato passeggero – dalla buona capienza – si può trovare un cavo USB: l’infotainment infatti legge anche Apple CarPlay ed Android Auto, funzionando egregiamente. L’impianto audio ha un ottimo suono. Il climatizzatore è manuale e ci mette molto poco a riscaldare l’abitacolo. Ci sono solo due portiere per cui i sedili anteriori si reclinano per far salire chi va dietro: bisogna stringersi un po’ e se i due occupanti davanti superano il metro e 80 lo spazio per le gambe si riduce di molto. I finestrini sono ad azionamento elettrico e gli specchietti sono regolabili elettricamente, oltreché riscaldabili. Il quadro strumenti è formato da tre cerchi: i due principali sono a lancetta e riportano numero di giri motore e velocità. Quello centrale, più piccolo, è invece digitale e riporta informazioni come l’ora ed il GSI (Gear Shift Indicator) per ottimizzare le cambiate e ridurre così i consumi. Il bagagliaio si apre di lato tramite il portellone da vero fuoristrada. Lo spazio è minimo e ci stanno giusto un paio di borse (113 i litri di base) ma i sedili posteriori sono facilmente abbattibili e la capienza sale fino a 324 litri, formando un piano leggermente inclinato ma ben sfruttabile. Diversi e capienti i vani portaoggetti se si escludono quelle nelle portiere, molto stretti ma forniti di elastici blocca tutto se si viaggia offroad.

Comportamento su Strada:  ★★★★☆ 

Scorrazza ovunque vi sia un pertugio, autostrade no grazie

Salire a bordo del Jimny è ogni volta particolare. L’altezza da terra è superiore a gran parte dei SUV e crossover a cui si è abituati negli ultimi tempi, per cui se volete davvero vedere il mondo dall’alto scegliete il Jimny. La città è pane per i suoi denti: il volante leggero e preciso consente di fare manovre anche in spazi stretti (4,9 metri il raggio di sterzata) ed i fascioni paracolpi perdonano qualche toccata con muretti – ma a richiesta si possono aggiungere i sensori di parcheggio posteriori. Le sospensioni sono tutte e quattro a molle elicoidali: l’assorbimento di buche e dossi è buona ma la scocca rigida fa arrivare al sedile diverse vibrazioni. Gestendo il sistema Drive Action si può inoltre agire manualmente sulla trazione e quella che abbiamo utilizzato quasi tutto il tempo è la 2WD, ossia le due sole ruote motrici. In questo modo viene tutto trasferito all’asse posteriore. Ciò che si apprezza maggiormente del Jimny è quindi la capacità di sapersi muovere agilmente in mezzo al traffico e garantire un’eccellente visibilità. Se invece si percorrono strade extraurbane consigliamo di inserire la funzione 4WD – il pannello di controllo è composto da tre tasti ben visibili posto sotto il ‘clima’ manuale – perché in tal modo il volante diventa più duro ed annulla quel gioco che nell’ambiente urbano è un pregio. In curva il rollio si sente ma non si ha la sensazione di venire sballottati, merito anche delle larghe gomme 205/70 che al contempo offrono un’ottima aderenza senza fastidiosi rumori dati dal rotolamento. Passare dalle due alle quattro ruote motrici è possibile sino a 100 km/h procedendo in linea retta, quindi anche in autostrada. Un ambiente che il Jimny non digerisce molto, ma di cui non possiamo certo fargliene una colpa essendo pensato per ben altro. Un buon compromesso è quindi rimanere sotto i 90 km/h se ci si trova obbligati a percorrere strade a lunga percorrenza, il problema principale è il rumore interno. In fuoristrada invece è nel suo habitat predefinito: da fermi si aziona il terzo pulsante per la trazione, ossia il 4WD-L (L sta per Low, riduttore). Marce brevissime per avere tanta coppia a disposizione subito e via ad arrampicarsi con ghiaia, fango e neve. Inutile negarlo, qui diventa il giocattolo più divertente sia per neopatentati sia per chi ha già esperienza con l’offroad!

Motore e Prestazioni:  ★★★★☆ 

Il 1.3 benzina è a misura di neopatentati con i suoi 85 cavalli

Il 4 cilindri ad iniezione multipoint disposto trasversalmente da 1328 cm3 esprime un massimo di 85 CV (62,4 kW) a 6.000 giri/min ed una coppia di 110 Nm raggiungibile a 4.100 giri. La potenza rapportata al peso di 1135 kg fa sì che il Jimny Street sia utilizzabile anche da chi ha appena conseguito la patente. In termini di prestazioni, la velocità massima è di 140 km/h e lo 0-100 viene coperto in 14 secondi netti. Di certo non un fulmine, ma stiamo pur sempre parlando di un piccolo fuoristrada che complici gomme larghe, altezza da terra considerevole ed aerodinamica quasi assente non può far meglio di così. Ma ciononostante il brio alle ripartenze non manca, specie se si usa la trazione integrale. L’impianto frenante prevede freni a disco davanti ed a tamburo dietro: gli arresti avvengono in spazi brevi ed il pedale, nonostante la corsa corta, è ben modulabile. Discorso analogo per acceleratore e frizione: aiuta senza dubbio il fatto di trovarsi praticamente seduti a novanta gradi e con la pedaliera poco distante, andando a vantaggio anche di chi non ha una statura considerevole. Per chi vuole affrontare percorsi sterrati impegnativi il Jimny Street è pronto a molto: l’angolo di attacco è di 34° e quello di uscita 46°. Saprebbe arrampicarsi sugli specchi al contrario di chi, con il proprio discorso, non crederebbe nelle abilità di questo piccoletto. Almeno sino ad averlo visto con i proprio occhi. La meccanica è pensata per essere maltrattata (telaio a longheroni e traverse) così come la scocca, che presenta rinforzi (come le barre laterali anti-intrusione incorporate nelle portiere). Ma anche l’elettronica ha il suo da fare, con il sistema di controllo della stabilità (ESC) sempre attivo. Per chi lo vuole è disponibile anche il cambio automatico invece del comodo ma non sempre preciso 5 marce, con un sovrapprezzo di 1.300 euro.

Consumi e Costi:  ★★★★☆ 

La Street è unica anche nel prezzo, si può avere l’impianto GPL

Ci vogliono 19.900 euro (IPT esclusa) per portarsi a casa Jimny Street, ma occhio ad una serie di promozioni avanzate dalla stessa casa giapponese che potrebbero renderlo ancor più appetibile. Per quanto concerne il problema emissioni la vettura non incappa in blocchi, in quanto il 1.3 benzina rispetta le più recenti normative Euro 6 ed emette 162 g/km di anidride carbonica. Passando invece ai consumi, i nostri dati hanno rilevato un dato medio che si attesta vicino ai 15 km/l utilizzando prevalentemente la trazione a due ruote motrici. Un ottimo risultato se confrontato con le specifiche fornite dalla casa, rispettivamente di 16,7 km/l nell’extraurbano e 14,1 km/l nel combinato. Più di così sarebbe impossibile fare con il singolo serbatoio da 40 litri. Ad ogni modo se ci si trova in località adatte o comunque si utilizzerebbe il Jimny per viaggiare molto, tra gli optional vi è la possibilità di installare l’impianto a GPL per 1.800 euro. Considerando quanto in meno costi un pieno di gas, la cosa potrebbe essere molto fruibile. Non sono invece previsti motori diesel per questa versione, toccherà quindi aspettare il nuovo modello (che non dovrebbe farsi attendere a lungo) per avere ulteriori informazioni anche relativamente ad una motorizzazione ibrida, come già avvenuto su Baleno, Ignis e Swift. In definitiva il Jimny con allestimento Street è una versione completa del piccolo fuoristrada che apprezza i percorsi urbani grazie all’agilità di cui è dotato e del carattere unico che lo contraddistingue. Una ricca dotazione ed un motore poco assetato lo rendono adatto ad un vasto pubblico, soprattutto i più giovani che possono usarlo per divertirsi tanto su strada quanto su sterrato, anche quello più complicato.

Pro e Contro

Ci PiaceNon Ci Piace
Va ovunque, Agilità, Dotazione di serie.Sterzo molle in 2WD, Bagagliaio, Un solo motore.

Suzuki Jimny 1.3 VVT Street 4WD: la Pagella di Motorionline

Motore:★★★★☆ 
Accelerazione:★★★★☆ 
Ripresa:★★★☆☆ 
Cambio:★★★★☆ 
Frenata:★★★★½ 
Sterzo:★★★½☆ 
Tenuta di Strada:★★★★☆ 
Comfort:★★★☆☆ 
Infotainment:★★★★★ 
Abitabilità:★★★½☆ 
Bagagliaio:★★½☆☆ 
Posizione di guida:★★★★★ 
Dotazione:★★★★★ 
Prezzo:★★★★☆ 
Design:★★★★☆ 
Finitura★★★☆☆ 
Piacere di guida:★★★★☆ 
Consumi:★★★★☆ 

http://www.motorionline.com/2018/02/20/suzuki-jimny-street-piccolo-arrampicatore-urbano-prova-su-strada/