Case cantoniere: come alloggiare durante i viaggi in auto

Viaggio lungo i pittoreschi edifici dal tipico colore rosso sparsi per l'Italia

Le case cantoniere sono immobili di proprietà demaniale e gestiti dall'ANAS. Prendono il nome dai cantonieri, operai addetti alla manutenzione delle strade, che per esigenze di servizio avevano necessità di alloggiare sul luogo di lavoro
Case cantoniere: come alloggiare durante i viaggi in auto

A qualcuno di noi sarà certamente capitato di imbattersi, durante un viaggio in auto, in alcuni edifici dal caratteristico colore rosso, situati lungo molte strade statali del Belpaese. Ebbene, trattasi di “case cantoniere”, la cui comparsa risale a prima dell’unità d’Italia.

Ma cosa sono le case cantoniere? Perché si chiamano così? E soprattutto, è possibile alloggiarci o risiederci?

 

Case cantoniere in Italia

Le case cantoniere sono immobili di proprietà demaniale gestiti dall’ANAS, distribuiti su tutte le strade statali storiche italiane e caratterizzati dal tipico colore rosso pompeiano. In genere sono affiancate da autorimesse o depositi e in alcuni casi venivano costruite al confine fra due cantoni o sulle reti ferroviarie (in quest’ultimo caso prendevano il nome di casello ferroviario). Nel corso degli anni ’80, per eccessivi costi, molte case cantoniere sono state dismesse. Successivamente, a seguito del processo di declassificazione di numerose strade statali avvenuto nel 2001, ne sono state dismesse molte altre: alcune sono state semplicemente chiuse, mentre altre sono passate in mano agli enti regionali o provinciali. Attualmente ANAS possiede 1.244 case cantoniere su tutto il territorio nazionale (la Regione che ne ha di più è la Sicilia, che ne conta 149) e la metà di esse è usata come sede operativa, per il personale di esercizio, magazzino o altre funzioni.

Le prime tracce delle case cantoniere risalgono a un’epoca in cui l’Italia nemmeno esisteva. Era infatti il 13 aprile del 1830, quando l’allora re di Sardegna Carlo Felice istituiva (tramite regio decreto) la figura del “cantoniere”, cioè colui che aveva il compito di manutenere e controllare un cantone della strada (un tratto di 3-4 chilometri). E la casa cantoniera nasceva proprio dall’esigenza del cantoniere di alloggiare nel luogo in cui lavorava. Passarono più di 150 anni e nel 1982 veniva introdotto il “Regolamento dei Cantonieri”, che cancellava il vecchio concetto di “cantone” e introduceva quello di squadre, nuclei e centri di manutenzione dotati di personale e mezzi.

Nel dicembre 2015 è stato siglato un accordo di collaborazione tra ANAS, Mibact, MIT e Agenzia del Demanio, che ha definito le linee guida per un progetto di riqualificazione di alcune case cantoniere di ANAS con potenzialità per sviluppare servizi sinergici con i piani di valorizzazione turistico-culturale. L’accordo ha previsto una fase pilota su 30 case cantoniere. L’obiettivo è offrire ospitalità e ristorazione a una qualità e a un costo standard, oltre a prevedere altri servizi che portino all’ulteriore valorizzazione del territorio circostante. Le nuove case cantoniere saranno dotate di cucina, ripostiglio, bagno, business corner, bar, ristorante, ostello e parete mobile per l’esposizione di prodotti tipici della zona a km0.

 

Alloggiare nelle case cantoniere

Ora, la domanda è: come alloggiare nelle case cantoniere? Diciamo subito che in molte zone d’Italia la situazione è ancora work in progress. Il bando (lanciato nel luglio 2016) si rivolgeva a start-up, singoli imprenditori, consorzi, aziende, associazioni e cooperative. La ristrutturazione degli immobili è a carico di ANAS, mentre il concessionario corrisponderà  un canone di concessione più un contributo variabile in funzione del fatturato generato dall’attività imprenditoriale. I contraenti sono stati individuati sulla base del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Le concessioni durano 10 anni, trascorsi i quali si procederà ad un nuovo bando di gara.

Il bando è scaduto il 15 novembre 2016 e ANAS ha fatto sapere che darà seguito all’iniziativa di valorizzazione delle case cantoniere attraverso nuovi progetti che, allo stato attuale, sono in fase di definizione. E anche accedendo al sito www.casecantoniere.it, appare la scritta “coming soon”. Tuttavia, alcune ex case cantoniere sono già operative e ospitano pensioni, B&B o ristoranti, come ad esempio la Casa Cantoniera Como, la Locanda del Cantoniere a Cortina d’Ampezzo e quella di Reccio (in Toscana), oppure ancora l’Ostello della Cisa a Berceto (Parma) e la Cantoniera SS 62 a Luzzara (Reggio Emilia). Nel 2017 poi, con il bando “Cammini e Percorsi” l’Agenzia del Demanio ha dato in concessione gratuita per 9 anni 43 immobili, tra cui anche vecchie case cantoniere.

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