Patente auto ed epilessia: norme e consigli

Chi soffre di epilessia può ottenere la patente?

In Italia l’epilessia colpisce 500mila persone e ogni anno si registrano 25mila nuovi casi. Tuttavia le persone che soffrono di epilessia possono ottenere il rilascio della patente di guida, a patto che vengano soddisfatte determinate condizioni
Patente auto ed epilessia: norme e consigli

In Italia l’epilessia colpisce 500mila persone e ogni anno si registrano 25mila nuovi casi principalmente tra bambini, adolescenti e anziani. Inoltre si stima che, nel mondo, da 5 a 10 persone su mille siano affette da questo disturbo neurologico.

Ma le persone che soffrono di epilessia possono ottenere il rilascio della patente di guida oppure no? La risposta è sì, ma a patto che vengano soddisfatte determinate condizioni. Vediamo quali sono.

 

Epilessia e patente: cosa dice la legge

L’epilessia è una malattia neurologica caratterizzata dal ripetersi nel tempo delle cosiddette “crisi epilettiche”. Le cause che provocano l’epilessia sono più di una: patologie del feto, malformazioni cerebrali, malattie infiammatorie o infettive del cervello, traumi cranici, tumori e malattie degenerative. Tuttavia si ritiene che le epilessie su base genetica rappresentino il 50% del totale.

Le crisi epilettiche sono fenomeni improvvisi, risultato di una scarica parossistica di una porzione più o meno estesa di neuroni della corteccia cerebrale. La loro fenomenologia può essere molto varia a seconda della sede e dell’estensione della scarica corticale. Vi sono epilessie generalizzate, dove tutta la corteccia cerebrale è coinvolta dalle scariche epilettiche, ed epilessie focali, nelle quali solo una porzione limitata della corteccia cerebrale è responsabile delle scariche.

In base alla normativa vigente, le persone affette da epilessia possono ottenere la patente di guida solo previa presentazione alla commissione medica competente di un modulo compilato e sottoscritto da un neurologo di una struttura pubblica. In questo caso si fa riferimento al decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 27 ottobre 2010, ai successivi regolamenti attuativi contenuti del decreto legislativo del 18 aprile 2011 e alla circolare del Ministero della Salute del 25 luglio 2011.

Rispetto al passato, quando per qualsiasi forma di epilessia era richiesta l’assenza di crisi epilettiche da almeno due anni, adesso è sufficiente un periodo libero da crisi di almeno un anno per poter richiedere o rinnovare la patente A e B. È importante notare come la normativa odierna preveda la distinzione fra epilessia (due o più crisi epilettiche non provocate a distanza di meno di cinque anni l’una dall’altra) e crisi epilettica provocata (scatenata da una causa identificabile e potenzialmente evitabile). Quest’ultima è compatibile con la guida se il fattore provocante non si ripeterà. 


Inoltre, fra le varie forme di epilessia si distinguono le epilessie caratterizzate da crisi epilettiche esclusivamente in corso di sonno e quelle con crisi epilettiche senza effetto sullo stato di coscienza e sulla capacità di azione (in questi casi la patente di guida può essere rilasciata a seguito di un periodo di osservazione di almeno un anno, in assenza di altri tipi di crisi). La ricorrenza di crisi dopo la sospensione del trattamento (che deve essere decisa da un neurologo) in chi è senza crisi da periodi prolungati, vieta la guida per soli tre mesi, ammesso però che il trattamento antiepilettico venga ripreso.

La legge attualmente in vigore prevede inoltre il concetto di guarigione: trascorsi dieci anni senza crisi epilettiche e senza terapia, la persona è dichiarata clinicamente guarita dalla malattia e non è più soggetta a restrizioni. 
Nel caso di pazienti che invece non hanno crisi da almeno cinque anni ma assumono ancora farmaci antiepilettici, è possibile (a discrezione della commissione medica competente) l’ottenimento di un periodo di idoneità alla guida maggiore di quello regolarmente autorizzato, cioè due anni. Questo vale per le patenti A e B, mentre le patenti C, D ed E sono soggette a maggiori restrizioni. È richiesto che il soggetto non abbia crisi e non assuma medicinali antiepilettici da almeno da almeno dieci anni e che l’elettroencefalogramma non presenti alterazioni di tipo epilettico.

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