Lamborghini Aventador S: molto più che un semplice restyling [PROVA IN PISTA]

Un modello che è già un mito, nella rinnovata versione "S" diviene ancora più sensazionale

Per la regina delle supercar di Sant'Agata, fiera del suo V12 aspirato (in barba all'epidemia del downsizing, del turbo a tutti i costi, ancor peggio alla sempre più diffusa tecnologia ibrida), arrivano succose novità che la portano a ridefinire, ancora una volta, il significato di termini come prestazioni, potenza, guidabilità. L'estetica rinnovata, oltre a renderla ancora più moderna ed aggressiva, contribuisce a migliorare carico aerodinamico e raffreddamento del propulsore. Quest'ultimo, guadagna addirittura 40 Cv rispetto al passato, raggiungendo così la spaventosa potenza di 740 Cv. Ma la novità forse più rilevante è l'arrivo dell'asse posteriore sterzante, che regala alla Aventador S un'agilità sconosciuta, soprattutto alle basse andature e sui percorsi più guidati.

Può una lettera fare la differenza? Una sola, semplice, singola lettera che però, dalle parti di Sant’Agata, assume un significato assolutamente speciale. Una “S” che aggiungendosi al nome “Aventador” fa la differenza, migliorando un qualcosa che era già, oggettivamente, il riferimento assoluto in termini di tecnica, prestazioni, fascino. I sei anni trascorsi dal debutto, avvenuto nel 2011, non avevano infatti minimamente scalfito o intaccato la supremazia – tecnica e prestazionale – di una vettura che nell’immaginario collettivo rappresentava, rappresenta e continuerà a rappresentare il non plus ultra quando si parla di supercar.
Un mondo fatato, che anima i sogni di ogni appassionato, che diviene ancora più sensazionale quando rappresenti, come nel caso della Aventador S, una delle ultime supercar che splendidamente resistono alla tentazione di convertirsi al turbo o, ancora peggio, a diavolerie ibride se non peggio elettriche: gli appassionati “veri” lo sanno bene, il godimento che può regalare un V12 che canta ad 8400 giri/min è qualcosa di trascendentale, inarrivabile per qualsiasi turbocompresso. Non ci sono storie.

Rinnovata dentro e fuori, nell’estetica ma soprattutto nella tecnica.

E così, per divenire ancora più unica – qualora ve ne fosse il bisogno – la Lamborghini Aventador, con l’arrivo della “S”, si è regalata delle novità che la trasformano nell’estetica, ma soprattutto sottopelle, dove c’è talmente sostanza da renderla molto più che un semplice restyling. Guadagna innanzitutto, come anticipato, una nuova estetica, che le regala un appeal ancora più magnetico, calamitando sguardi come nessun’altra vettura al mondo. Superfluo sottolineare che tutti gli occhi sono per lei, con la gente che, non appena la vede (ancor prima, la sente) arrivare, si esibisce in quello che all’improvviso sembra divenire uno sport nazionale: lo scatto al volo con lo smartphone.
Bellissima, cattiva come non mai, il nuovo design non è soltanto estetica ma anche – e forse soprattutto – tecnica: il frontale ridisegnato e le rinnovate appendici aerodinamiche, oltre a renderla più moderna ed aggressiva, aumentano la deportanza addirittura del 130%. Nuove sono anche le prese d’aria laterali, bellissime da vedere ma al tempo stesso pensate per ridurre le turbolenze e per migliorare il raffreddamento del propulsore. Al posteriore, infine, spicca il nuovo scarico dalla forma esagonale, cattivissimo da vedere ed ovviamente pronto a cantare nella maniera sublime che solo un V12 di Sant’Agata riesce a fare.
Nell’abitacolo, invece, chi ha la fortuna di potersi sedere dieto al voltante, letteralmente abbracciato dai sublimi sedili a guscio, splendidamente immerso nella vasca in carbonio del telaio monoscocca, può ora godersi lo spettacolo della nuova strumentazione con il grandissimo schermo TFT dalla grafica totalmente rinnovata, mentre il sistema di infotainment – per quanto davvero importi su di una vettura del genere – si arricchisce con Apple Car Play.

Il V12, rigorosamente aspirato, passa da 700 ad addirittura 740 Cv.

Ma le novità più intriganti, ovviamente, non possono che celarsi sottopelle. Come se prima fossero pochi, il 6.5 V12 a carter secco guadagna ora ulteriori 40 Cv, raggiungendo la vertiginosa cifra di 740 italici purosangue. Un incremento di cavalleria sensazionale trattandosi di un motore aspirato: con i turbocompressi, infatti, basta agire su elettronica e pressione del turbo per “tirare” fuori un extra-potenza. Il tutto, invece, diventa ben diverso quando si tratta di un aspirato, al punto che, con 40 cavalli in più, diviene quasi necessario parlare di un motore “nuovo” a tutti gli effetti. Una volta su strada, l’extra-potenza si sente soprattutto nel temperamento, ancora più esplosivo e brutale nell’erogazione, capace di allungare in maniera furente verso la zona rossa come non mai. I numeri, sono semplicemente pazzeschi: 350 km/h la velocità massima ed appena 2.9 secondi per raggiungere i 100 km/h. Ancora più impressionante lo 0-200 km/h. Se le auto dei comuni mortali impiegano in media 10 secondi per raggiungere i 100 km/h, la Aventador S ne impiega appena 8,8 per raggiungere i 200 km/h. Insomma, ripartendo dal casello autostradale – dopo i contorsionismi da circo per riuscire a prendere il biglietto dalla macchinetta – basta tirare prima, seconda, terza per ritrovarsi, senza neanche accorgersene, a velocità da ritiro immediato della patente e conseguente articolo su tutti i giornali locali.

Ma non si tratta di solo motore…

Allo splendido telaio monoscocca in fibra di carbonio – proprio come quello dei prototipi da competizione – si aggiunge adesso il Lamborghini Rear – Wheel Steering, ovvero l’asse posteriore sterzante, che trasforma letteralmente il comportamento della vettura. Quest’ultimo, lavorando insieme al Lamborghini Dynamic Steering ed all’assetto adattativo con sospensioni magneto-reologiche, regala all’Aventardor S, soprattutto alle basse velocità, un’agilità mai vista in passato. Le dimensioni importanti, con la lunghezza vicina ai 5 metri, sembrano all’improvviso sparire, e la Aventador S segue istantaneamente il pensiero. Ad ogni millimetrica azione sul volante e sull’acceleratore, corrisponde un’immediata risposta della vettura. Ma è proprio nel misto stretto, come anche in un tornante, che l’asse posteriore fa sentire la sua presenza, con la “Lambo” che adesso gira veramente in un fazzoletto, per di più con una naturalezza non comune ad altri assi posteriori sterzanti.

L’inserimento è di una prontezza davvero disarmante, ed in un battito di ciglia ti ritrovi già al punto di corda, pronto per tornare sul gas. Cosa che si può fare in maniera quasi spregiudicata: l’efficacissima trazione integrale e l’enorme grip offerto dalle gomme da 355/25 ZR21 al posteriore, consentono di scaricare sull’asfalto l’esagerata cavalleria senza nessun patema. Selezionando la modalità di guida Sport, il tutto avviene con un gustoso e graduale passaggio dal sotto al sovrasterzo: un filo di sottosterzo non appena si torna sul gas, un accenno di scodata se si insiste con l’acceleratore. Passando in modalità Corsa – la più redditizia quando si guarda il cronometro – la Aventador S punta tutto sull’efficacia, e le gustose scodate diventano meno frequenti. In quel caso, infatti, l’elettronica della vettura agisce per limitare qualsiasi pattinamento (certamente divertente ma poco redditizio per il tempo sul giro). Massimizzando lo stupefacente grip meccanico di cui è capace la vettura, si può così uscire dalle curve davvero come una fucilata.
Giunti sul rettilineo, la progressione del motore è un continuo crescendo capace di accelerare i battiti cardiaci con una velocità seconda soltanto al tachimetro, che praticamente sale di 40 in 40 (km/h). Il tutto, senza che ci si debba preoccupare di esagerare: i freni carbo-ceramici, con gli “spaventosi” dischi da 400 mm all’anteriore, consentono decelerazioni che vanno sempre oltre il limite che la mente ti auto-impone quando devi “staccare” a fine rettilineo.
Un gioco bellissimo gioco per pochissimi eletti (dato il listino che parte da circa 345.000€), uno splendido e melodioso sogno per tutti noi comuni mortali.

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