Panhard 24 CT (1964-1967): la “Coupe Tigre”

Un esemplare alla Milano Sanremo 2018

1965 Panhard 24CT - La Panhard 24CT è una coupe di medie dimensioni dalla linea moderna e filante quando viene presentata nel 1963 dalla casa francese Panhard. Il numero 24 del suo nome è un omaggio della casa in ricordo dei fasti del suo recente passato che consentirono alla casa francese numerosi successi nella categoria 750GT alla 24h di Le Mans.
Panhard 24 CT (1964-1967): la “Coupe Tigre”

La Panhard 24 CT è una coupe di medie dimensioni dalla linea moderna e filante quando viene presentata nel 1963 dalla casa francese che da poco era entrata a far parte dell’orbita Citroen. Non a caso il propulsore e numerosi altri elementi meccanici, tra cui le sospensioni, erano di origine Citroen.
Il numero 24 del suo nome è un omaggio della casa in ricordo dei fasti del suo recente passato che consentirono alla casa francese numerosi successi nella categoria 750GT alla 24h di Le Mans.

Disegnata da Louis Bionier era disponibile solo con carrozzeria a due porte. Larga 1.620mm e alta 1.220mm veniva offerta in due differenti versioni di passo: la B ( Berlina) più lunga ( Lungh. 4.490mm; passo 2.550mm) e la C (Coupe) a passo accorciato (Lungh. 4.267mm; passo 2.386mm).
Nel 1965 vennero introdotte le versioni potenziate T ( dove la T stava ad indicare la parola “Tigre”) che consentirono alle vetture di passare dai 130km/H ai 160Km/h-

Nonostante la linea fosse molto particolare e apprezzata all’epoca, i contenuti tecnici e gli accessori montati di serie fecero lievitare il prezzo della stessa a livelli doppi rispetto alla concorrenza di allora. Costava 1.680.000 lire nel 1965 contro le 800.000lire di una Fiat 850 Super, per dire.
Nonostante la bontà del progetto, quindi, la crisi di vendite della 24 decretò di fatto la chiusura della Panhard Automobili. Fu l’ultimo modello prodotto dalla casa francese che chiuse i battenti proprio nel 1967.

Tra i particolari estetici che prima saltano gli occhi ci sono i fari carenati anteriori, soluzione ripresa poi sulle nuove versioni delle Citroen “Squalo”, i montanti molto sottili per aumentare la visibilità, possibili grazie ad una notevole rigidità del corpo vettura, e i fari posteriori che davvero sembrano essere stati disegnati qualche anno fa tanto sono ancora moderni e ben contestualizzati nell’insieme della linea posteriore.

Nell’ottica del contenimento dei costi, non riuscita a pieno come abbiamo detto, la Citroen offrì come propulsore il suo bicilindrico da 855cc da 50cv e 60cv per le versioni Tigre.Il peso contenuto di 840kg consentiva alla vettura di raggiungere ugualmente velocità più che interessanti nelle sue versioni T. Il cambio era a 4 marce e i freni a disco.
L’esemplare di questo servizio ha preso parte alla edizione 2018 della rievocazione storica della famosa gara automobilistica “Milano-Sanremo” e risulta essere in perfette condizioni.

Buona Passione a Tutti

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2 commenti

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  1. Riccardo Fuochi

    18 aprile 2018 at 12:27

    Buongiorno a tutti gli appassionati. Mi permetto di osservare che nella Panhard 24 né il motore né le sospensioni erano di origine Citroen, ma erano genuinamente Panhard derivando dai precedenti modelli Dyna e Pl17. Il motore aveva le testate fisse con i cilindri, l’imbiellaggio su cuscinetti a rotolamento (rulli o sfere, non ricordo) e le punterie idrauliche a ripresa automatica del gioco valvole. Per queste caratteristiche, il motore probabilmente era molto costoso da produrre. I freni inizialmente erano a tamburo (come nell’esemplare della fotografia, dove si possono notare nelle ruote i tamburi scoperti con una alettatura radiale), successivamente (mi pare intorno al 1965) furono adottati i freni a disco, che davanti avevano due pinze su ogni disco. Un’altra caratteristica innovativa era la regolazioni  dei sedili con memorizzazione (meccanica) della posizione.

  2. Enrico Di Mauro

    18 aprile 2018 at 13:50

    Gent.mo Riccardo grazie per la pregevole e dovuta precisazione. La passione è anche ammettere gli sbagli e correre a documentarsi. Io nello scrivere mi sono rifatto, nella fattispecie delle sospensioni, alle descrizioni che negli anni ho appreso e memorizzato parlando di Panhard con appassionati e addetti ai lavori.Chiedo venia.

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