Kia Picanto X Line e GT Line: la scommessa della sportività cittadina [TEST DRIVE IN ANTEPRIMA]

Leggere e potenti, ma servono in città?

La gamma della piccola Kia Picanto si arricchisce delle ultime due versioni top di gamma della casa coreana, la X Line e la GT Line. Due allestimenti che in parte già conosciamo e che si basano sul tre cilindri turbo del marchio per attirare potenziali clienti. Ma serve davvero in città un’auto simile?

Il segmento delle city car è uno dei più impegnativi dell’attuale mercato, essenzialmente per due motivi. Il primo, ovvio, è che la grande domanda ha portato quasi tutte le case a proporre qualcosa nel settore e di conseguenza la concorrenza si è fatta feroce. Il secondo, meno immediato, è che le city car non sono esattamente delle vetture che vengano richieste con tutti gli optional e gli extra possibili. Devono essere comode, piccole, il più possibile capienti e possibilmente devono consumare poco. La Kia Picanto, pur avendo guadagnato alcune posizioni nella classifica di vendita italiana, è ancora indietro rispetto a numerose vetture concorrenti e ora cercherà di puntare la Top 10 con queste due varianti X Line e GT Line, molto simili tra di loro e diverse solo per alcuni dettagli estetici. Una scommessa, senza alcun dubbio, ma su una categoria di vetture che, dati alla mano, rappresenta appena il 6% delle vendite generali della Picanto.

Prima di fare delle valutazioni, però, analizziamo con calma con calma le caratteristiche di questi due allestimenti speciali. Dal punto di vista meccanico, sono identiche e rappresentano la motorizzazione più potente a disposizione della gamma Picanto. Parliamo del 1.000 T-GDI turbo a tre cilindri, capace di sviluppare una potenza di 100 Cv e una coppia di punta di 172 Nm ad un regime di 1.500 giri al minuto. I dati dichiarati da parte della casa per quanto riguarda I consumi sono di 4,5 litri ogni 100 km, ma per onestà è bene specificare che si tratta di risultati ancora ottenuti con gli attuali metodi di omologazione, sulla cui affidabilità abbiamo già discusso a lungo nel recente passato. Le emissioni, invece, sono ufficialmente di 104 grammi di CO2 al chilometro.

In cosa si distinguono quindi le due vetture? Parliamo da quella (relativamente) più vecchia, ovvero la GT Line. Questa si presenta con un look che vuole essere un po’ più sportivo rispetto alla versione di base, con un paraurti ispirato al design dell’apprezzata gamma GT Line al quale vanno aggiunte delle minigonne sportive e dei cerchi in lega da 16 pollici con il design Blade riservato a questa gamma in esclusiva. Ciò che più salta all’occhio, però, è l’approccio bicolore dell’esterno, con un baffo a contrasto sulla fiancata, cornici speciali sulle prese d’aria e la speciale griglia Tiger Nose con un inedita versione ancora bicromatica. Questi dettagli possono essere richiesti su sei colori di carrozzeria diversi e possono essere in rosso o in argento.
L’effetto è senza dubbio accattivante, ma forse perde un po’ di esclusività vista la somiglianza con la X Line. Le differenze rispetto alla sorella parte prima di tutto da colori e dettagli, che hanno in comune la variante argento, ma perdono la rossa in favore della giallo “Lime”. Da notare, però, anche I passaruota maggiorati, mentre le sospensioni sono state leggermente alzata, seppur non di molto (appena 15 mm).
Per il resto le due auto sono identiche e cercano di offrire essenzialmente il top di gamma all’interno della produzione Picanto. Gli interni si segnalano soprattutto per I sedili, in tessuto e pelle. Davvero molto comodi ed è in fondo un peccato che invece sul cruscotto si è preferito optare per una costruzione più parsimoniosa, dall’aspetto sicuramente solido, ma oggettivamente poco accattivante e poco differenziato rispetto alla versione più economica dell’auto. Buon il sistema di infotainment con il display da sette pollici, compatibile con Apple CarPlay e Android Auto, mentre la leva del cambio (per ora solamente manuale a cinque marce) risulta purtroppo un po’ troppo alta e sulle cambiate avere un passeggero accanto potrebbe rivelarsi frustrante alla lunga. È fornito di serie il cruise control, ma mancando il cambio automatico non può ancora essere adattivo.

Ci siamo messi brevemente alla guida di entrambi i modelli, che comunque sono dotati come avete visto della medesima meccanica. La potenza maggiore c’è e si sente abbastanza. Il volante è piacevole al tatto, ma abbiamo avuto qualche difficoltà a trovare la posizione giusta del sedile. Il telaio è stato realizzato in acciaio ad alta resistenza e per quanto riguarda gli aiuti alla guida si segnalano il ripartitore di coppia e il controllo di stabilità. Sembrerebbero tutte caratteristiche notevoli, ma c’è un grosso punto di domanda a nostro avviso: il grande pubblico su una city car chiede questi extra? Il tragitto seguito per la prova si è svolto lungo le strade di Milano nelle ore immediatamente precedenti la pausa pranzo, quindi con strade piuttosto piene di vetture e camioncini. La Picanto si è comportata bene per quanto riguarda lo spunto e la manovrabilità, anche se magari avremmo preferito uno sterzo leggermente più sensibile. Il problema grosso, se così lo vogliamo chiamare, è che abbiamo avuto a disposizione 100 Cv di potenza che quasi mai ci sono serviti. Del resto siamo a bordo di una city car, quindi non un’auto, come detto in precedenza, alla quale si chiede di andare particolarmente veloce. L’assetto è forse leggermente più rigido, ma non abbiamo percepito enormi differenze rispetto al modello standard.

Il vantaggio extra, in definitiva, è un look un po’ più accattivante e un motore decisamente più potente, che però, com’è comune con i tre cilindri, divenuta piuttosto rumoroso agli alti regimi (e anche ai bassi non è esattamente silenzioso). Teniamo conto che sia GT Line che X Line sono offerte al pubblico a 15.050 €. Sono le top di gamma e quindi è normale che abbiano il prezzo più alto dell’offerta, ma rimaniamo ugualmente dubbiosi sull’utilità di un simile motore su una vettura tecnicamente pensata per l’uso cittadino. Senza contare che, come anticipato, sul mercato sono disponibili alternative invitanti anche da un punto di vista economico. La filosofia di queste due Picanto dovrebbe essere “semplicità senza rinunce” e senza dubbio si tratta di due auto che offrono molto. Forse, però, il segmento delle city car potrebbe non essere il più adatto per un certo tipo di dotazioni (vale poter Kia come varrebbe per altri marchi, sia chiaro).

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