Volvo XC40: verso le immaginarie Vigàta e Montelusa del commissario Montalbano [TEST DRIVE]

Esplorando il ragusano

Volvo XC40 – A bordo del nuovo SUV compatto della casa svedese, recentemente eletto “Auto dell'Anno 2018”

Tutti i luoghi possono essere lontani o vicinissimi nell’immaginario e nel presente. Poi ce ne sono alcuni speciali, sulla cui realtà poggia una mirabile fantasia. Tra questi, quelli dove vive e indaga il commissario Montalbano. Il noto personaggio creato da Andrea Camilleri. Pur agendo in una realtà altra, divisa tra le vere Porto Empedocle, Agrigento, Palma di Montechiaro e Siculiana, rinominate dall’autore siciliano nelle visionarie Vigàta e Montelusa, è nel ragusano che le vicende del famoso rappresentante della legge prendono vita dal punto di vista cinematografico. In una coinvolgente suggestione. Nonostante le nubi grigiastre e una brezza sabbiosa, frutto degli ultimi spasmi di una primavera già matura per diventare estate, la visita di questi luoghi arricchisce le impressioni di guida a bordo della Volvo XC40, trasformandola in un tecnologico strumento di ricerca.

Cadenzata dal suono ovattato del motore Diesel e degli pneumatici e da tratti piuttosto sconnessi, la via che proietta da Catania ai luoghi della fiction di successo, presenta tratti rettilinei e tornanti variegati, che sfociano su panorami magnetici celati dietro una serie di tunnel o nascosti dalla nebbia. Enormi quadri composti da campi chiazzati di differenti tonalità, dipinte dalla natura luminosa o aspra, ancora un po’ selvaggia, di questa terra.
La posizione piuttosto rialzata all’interno della Volvo XC40 agevola la visibilità, così come le dimensioni compatte, squadrate per sommi capi, che non impensieriscono nella manovre cittadine. Un buon compromesso tra abitabilità interna ed esigenze estetiche, alla luce dei 4.425 millimetri di lunghezza complessiva, di cui 2.702 mm riservati al passo che favoriscono l’accennata abitabilità. La larghezza poi ammonta a 1.863 mm, quindi l’altezza culmina a 1.625 mm consentendo dunque spazio sufficiente per gli occupanti e per i bagagli, data una capacità di carico variante tra i 460 e i 1.336 litri.

Tralasciando l’estetica ricercata della vettura, che offre spunti di valutazione divisi tra aspetti belli e dettagli meno apprezzabili, tutti legati alla soggettività, il dinamismo proposto in ogni caso trasmette compostezza. Anche quando si imposta una modalità più “dinamica”, il carattere resta votato alla fluidità di marcia, piuttosto che alla vivacità. Un certo rollio in curva e la necessità di dover correggere leggermente le traiettorie, se si osa un po’ di più, suggeriscono la vocazione pacata e maggiormente orientata alla sicurezza, riscontrabile in ogni vettura della casa svedese.
Gli accenti metallici dell’allestimento Momentum, le sellerie avvolgenti ricoperte da una pelle color panna, tutta la tecnologia celata come un sistema nervoso sotto i muscoli e le ossa d’acciaio di questa vettura, sono co-protagonisti nell’esperienza di viaggio. Tra le esecuzioni canore del motore orchestrate dalla trasmissione automatica Geartronic otto rapporti, va in scena costantemente un nuovo percorso, che può trasformarsi esso stesso in un racconto.
Un piccolo romanzo che non prende vita solo dalla contrapposizione contrastante tra il calore interno del Diesel nascosto dall’algida eleganza stilistica di Göteborg, ma da ogni punto su cui si posa lo sguardo. Passando dalla silenziosa compostezza di certi luoghi, alla maestosa bellezza del barocco che rapisce improvvisamente, come un sapore piccante nascosto nella morbida dolcezza della cioccolata di Modica.

Durante il percorso, la vigile assistenza dei diversi sistemi (Volvo Cars Pilot Assist, City Safety, Run-off Road Protection & Mitigation) si palesa in ogni istante, dal fasciante al poderoso abbraccio delle cinture, ai segnali visivi e sonori forniti in base alle indicazioni anche sul quadro strumenti digitale, sebbene i puristi della guida potrebbero trovarli un po’ invasivi. In ogni caso, si dimostrano informazioni preziose nelle manovre, anche considerando la particolare forma del lunotto e l’impostazione della zona posteriore, nonché orientati per assecondare una guida più rilassata e funzionale in autostrada e nei percorsi extraurbani. La stessa trasmissione, gestibile attraverso una leva particolarmente accorpata, è attivabile tramite pressioni in avanti o all’indietro. In alternativa verso sinistra e desta, quando si opta per una gestione manuale delle cambiate. Una scelta a cui ci si abitua col tempo, dopo un approccio non così immediato. La scansione dei rapporti è comunque costante e decisa, favorendo la progressione del motore Diesel quattro cilindri di 2.0 litri bi-turbo in alluminio della versione D4 AWD (trazione integrale) in prova, che può esprimere 190 cavalli di potenza massima a 4.000 giri/minuto e 400 Nm di coppia massima tra i 1.750 e i 2.500 giri/minuto. Le sferzate della coppia motrice offrono un buono spunto proiettando lo sguardo sempre più in avanti, pur considerando la risposta non proprio sportiva della meccanica. Lo scatto da 0 a 100 km/h da quanto segnalato è coperto in 7,9 secondi, mentre la velocità massima risulta di 210 km/h. Lo stesso sistema di navigazione visibile sul quadro strumenti e sul display del sistema Sensus, infine, seppur chiaro e fluido nella scansione del percorso, ha mostrato qualche limite dal punto di vista grafico e una risposta non sempre immediata. A proposito di consumi ed emissioni, invece, non trattandosi di un reale test drive ma di un’esperienza di guida, serve un ulteriore prova su strada approfondita per avere un’idea in proposito.

Le Vigàta e Montelusa raccontate da Camilleri e legate a Ragusa e alla sua Marina, a Ibla, a Scicli, a Sampieri e alle tante mirabili realtà piccole e grandi del ragusano, culminano verso quella spiaggia di Marinella, al secolo Punta Secca, dove abita e riflette il commissario Montalbano. Visitabili con lo stesso ritmo pacato o burrascoso del mare Mediterraneo, che si distende davanti al famoso portico sfociante su quella spiaggia. Si arriva attraversando un gruppo di case assiepate nei pressi di un faro, seguendo un cartello che riporta chiaramente “Casa del commissario Montalbano”, come nuova testimonianza di quanto possa essere potente la suggestione, in un mondo dominato dalla comunicazione. E ci si fa ammaliare dalla finzione, che diventa un bel presente avvicinandosi a quella sabbia, gustando la voce del mare sulla battigia, ripercorrendo con la mente le pagine di un libro quando si approda ad esempio alla Mannara, la vecchia Fornace Penna, la cui scheletrica e spettrale mole troneggia su quel tratto di costa e nell’episodio de “La forma dell’acqua”.

La nostra “indagine”, anche se è improprio definirla così, ci proietta al culmine del viaggio a caccia di angoli assolati della Sicilia. Il sole però resta nascosto tra nubi che minacciano una leggera pioggia. Anche questa rimasta un miraggio. Perdersi e ritrovarsi tra realtà e finzione risulta così appagante da stuzzicare fantasie e certezze. Una sensazione potente quanto la scenografica vivacità dei colori e dei profumi emessi da ginestre o acacie. Almeno quanto la stessa tranquillità di certi posti dorati dalla sabbia o modellati dal vento.
In fondo è una straordinaria avventura di scoperta, calcando per diversi chilometri un angolo di Sicilia a bordo della XC40.

La gamma dell’auto, ripartita nei diversi allestimenti base, Business, Momentum, R-Design e Inscription, risulta accessibile da 31.200,00 Euro, partendo da un modello T3 equipaggiato con il motore a benzina più compatto da 1.5 litri e 156 cavalli di potenza.
In sintesi: un’auto che lega concretezza e gusto estetico. Compatta, ma non così piccola. Funzionale e razionale, più che spumeggiante. La concentrata traduzione di una versatile auto familiare, altamente fruibile su più percorsi.

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