Subaru WRX STI MY2018, l’ultima figlia degli anni ‘90 [PROVA SU STRADA]

Erede della mitica Impreza “555” che correva nel Mondiale Rally WRC con Colin Mc Rae

Subaru WRX STI MY2018 Ha segnato un’era e si appresta a lasciare il campo, con una Final Edition a tiratura limitata che presto arriverà sul mercato. Un’auto che riporta la mente indietro di 20 anni, con sensazioni “analogiche” ormai scomparse

Tre anni fa ne avevamo provata una quasi identica (qui trovate il nostro articolo), ora torniamo al volante di un esemplare della mitica “Subarona”, ma questa volta il sapore del nostro test è leggermente diverso, quasi malinconico. Il motivo è presto detto, questa WRX STI è realizzata sulla base della Impreza di quarta generazione, ma la quinta è ormai in vendita da circa un anno e sembra proprio che non ne sarà realizzata una versione WRX, men che meno la più estrema STI. La WRX STI potrebbe rinascere come vettura completamente nuova e slegata dalla Impreza, ma se vedrà la luce, sarà qualcosa di molto differente da quanto siamo abituati (dovrebbe evolvere la VIZIV Performance Concept), forse anche con una motorizzazione ibrida. Quel “sapore anni ‘90” che si respira su quest’auto sarà quindi a breve solo un ricordo, oppure resterà un privilegio di chi ne avrà un esemplare nel box. A noi, che questa era l’abbiamo vista nascere e stiamo assistendo alla sua chiusura, dopo averla provata nuovamente è nato il desiderio di conservare un bell’esempio di una tipologia di auto così affascinante, pregna del concetto di “analogico ignorante”, come potremmo definirlo in modo molto diretto, anche se con tutte le evoluzioni di oltre 20 anni di carriera. LA MY2018 si aggiorna, con alcune novità estetiche, cerchi da 19” ed altri dettagli inediti, ma resta fedele a se stessa ed alla filosofia della WRX del 1992.

Design e Interni:  ★★★★½ 

Piccoli ritocchi per un super classico

La WRX STI non è certo stata stravolta, ma la MY2018 presenta alcune novità estetiche. Partendo dal frontale, i cambiamenti riguardano le prese d’aria e la calandra centrale, ora più pronunciata e con degli inserti neri, che incrementano l’aggressività della vettura. Rinnovati anche il paraurti ed i gruppi ottici a LED, che integrano ora le frecce nel corpo principale. Debutta poi la nuova funzione Steering Responsive Headlight (SRH), che migliora la visibilità durante la guida notturna. Le migliorie all’impianto frenante hanno poi portato ad adottare nuovi cerchi da 19”, per lasciare spazio alle nuove pinze a 6 pistoncini.

Per il resto si conferma il look, decisamente aggressivo, della WRX STI di quarta generazione. A partire dalla grossa presa d’aria sul cofano, che porta aria fresca all’intercooler, come da tradizione posto sopra al boxer 4 cilindri. Troviamo poi due generose prese d’aria sui lati del paraurti, solo in parte aperte nel modello di serie, per incanalare il flusso verso le ruote anteriori, favorendo anche il raffreddamento dell’impianto frenante. Immancabile a scritta rossa “STI”, che sfoggia sia sulla calandra e sul cofano posteriore, ma che ritroviamo anche sui tappi centrali dei cerchi, sulle pinze freni gialle e nei badge sui parafanghi anteriori. La berlina 3 volumi mostra fiera un’ala posteriore tutt’altro che discreta, è uno dei suoi storici biglietti da visita e fa capolino nello specchietto retrovisore quando si guida, a ricordarci di che auto siamo al volante. Si confermano le dimensioni, con circa 460 cm di lunghezza, di cui 265 di passo, per 180 di larghezza.

Interno: Racing, ma con una miglior insonorizzazione e non solo

Gli interni sono più curati in questa MY2018, con una maggior attenzione ai dettagli, ma sempre restando fedele al look racing che è naturale che abbia. Non potevano quindi mancare la pedaliera in alluminio con inserti in gomma, le cinture di sicurezza rosse ed il volante sportivo tagliato nella parte bassa, ma nemmeno quella scritta “STI” coreograficamente retroilluminata quando cala la luce e si accendono i fari, ma debuttano un nuovo display per il sistema Subaru Starlink per il controllo dell’infotainment, ora da 7”, oltre a quello multifunzione da 5,9 per controllare le info tecniche. Le novità, inoltre, prevedono dei nuovi sedili Recaro a regolazione elettrica.

Sul fronte comfort i vetri delle portiere anteriori sono più spessi, riducendo quindi i rumori indesiderati e le vibrazioni. Come sul resto della gamma Subaru, che ricordiamo essere molto attenta alla tematica sicurezza e vincitrice di numerosi premi nelle classifiche dei test Euro NCAP, non può mandare il sistema EyeSight, alla base di una serie di funzionalità per incrementare la sicurezza attiva, anche questi oggetto di aggiornamenti e migliorie. Sulla MY2018, ad esempio, l’AVH sostituisce l’Hill Holder e l’Hill Start Assist, offrendo il mantenimento della stabilità del veicolo su tutti i tipi di strada, non solo in pendenza. Permette anche di ridurre l’affaticamento del conducente trattenendo la macchina al semaforo, senza quindi passare per l’acceleratore.

Comportamento su Strada:  ★★★★★ 

26 anni di evoluzioni, ma non di rivoluzioni per l’ultima “analogica”

Dopo quell’ormai lontano 1992 che la vide debuttare, ancora ricordo le prime esperienze di guida della neonata Impreza, allora in vendita anche nella mitica configurazione Compact Wagon. Quello che fece scalpore era soprattutto un nuovo livello per quando concerne lo sterzo, che alzava l’asticella rispetto a quella che ai tempi era una concorrenza molto più numerosa ed agguerrita di oggi. Ricordiamo infatti che, oltre al mitico “Deltone”, in quegli anni erano in commercio altre gustosissime “hot hatch”, dalla Ford Escort Cosworth alla Nissan Sunny GTI-R, passando per la Mazda 323 GT-R. Tutte furono “messe in riga” dalla nuova arrivata, che oltre alle prestazioni pure, offriva una nuova esperienza in termini di precisione di guida. Quello sterzo, con tutti gli ovvii aggiornamenti, resta ancora oggi uno dei pregi principali della WRX STI, soprattutto sulle strade giuste, dove regala l’impagabile sensazione di percepire con le mani sul volante tutti gli avvallamenti e le imperfezioni del terreno sotto alla singola ruota.

Qualcosa di quasi sconosciuto alle auto di oggi, che sono sempre più filtrate ed in grado di fare quasi a meno di un guidatore esperto dietro al volante. Certo, nel corso degli anni le evoluzioni hanno reso moderna anche lei, con la presenza ad esempio del differenziale elettronico, grazie al quale la STI perdona molto di più, ma resta il fatto che è forse l’unica vettura del panorama automobilistico attuale ad offrire un sapore anni ‘90 alla guida, con un gusto “analogico” e fisico, che agli estimatori del genere regala un piacere estremo. Anche i freni, sono potenti e modulabili, a patto di prendergli le misure. Come su tutte le vetture molto sportive e su quelle da gara, la pressione da esercitare sul pedale è ben diversa da quella della versione pepata di una premium tedesca. Capita così che in redazione, i tester più giovani e meno abituati al genere, alle prime frenate credano che l’impianto manchi di potenza, ma è sufficiente mettere più forza sul pedale, con una guida fisica a loro sconosciuta. Dettagli che, in tutta sincerità, da un lato fanno sorridere di una generazione che non conosce più un certo modo di guidare, dall’altro accresce il desiderio di mettersi nel box una delle ultime auto in grado di far tornare vivi ricordi di 20 anni e più.

Passando alle novità della MY2018, troviamo il potenziamento proprio dei freni, che prevede ora dischi forati e pinze monoblocco a 6 pistoncini all’anteriore, 2 al posteriore, il tutto firmato dalla italiana Brembo. Le nuove pastiglie dei freni permettono poi di avere una superficie di contatto con il disco significativamente più ampia. Sono stati affinati anche sospensioni e sterzo a servoassistenza elettrica, con il vantaggio accessorio di una riduzione di peso di quest’ultimo.

Rivisto anche il sistema DCCD (Driver Controlled Center Differential), che passa da una combinazione di controllo meccanico ed elettronico a slittamento limitato, ad una interamente a controllo elettronico, per una migliore e più rapida risposta. Attraverso i comandi sul tunnel centrale di può passare da una gestione automatica ad una manuale, con l’opzione di poter agire anche sull’azione del differenziale, modificando la ripartizione tra i due assi, normalmente spostata sul posteriore (41 – 59). L’adozione dei cerchi da 19”, oltre che necessaria per ospitare il nuovo sistema frenante, va nella direzione di un utilizzo della vettura sempre più votato alla pista, più che legato al passato nel Mondiale WRC, come testimoniano le 4 vittorie nella 24 ore del Nurburgring, che potrebbero diventare 5 con la partecipazione di quest’anno (qui il nostro articolo sui test della versione 2018). Resta fiore all’occhiello della più sportiva delle Subaru, l’immancabile Symmetrical All Wheel Drive, qui abbinato con l’Active Torque Vectoring. La STI resta una vettura che dà il meglio nelle mani di piloti esperti, anche se si lascia guidare ad andature sostenute in totale sicurezza anche da chi non lo è. L’asticella è posta però in alto, quindi per giocare al meglio con lei bisogna conoscerla ed assecondarla nel modo giusto. Tendenzialmente sottosterzante sullo stretto, quando le curve si allargano e si può insistere con il pedale dell’acceleratore chiude le traiettorie passando ad un graduale sovrasterzo, gestito dall’elettronica, se non si decide di prendere totalmente il controllo disattivandola. In questo si hanno due possibilità, con una modalità Track o, tenendo premuto il pulsante per qualche secondo, con una completa disattivazione dei controlli di trazione e di stabilità.

Motore e Prestazioni:  ★★★★★ 

Più lo conosci, più lo apprezzi

Sotto al cofano della STI troviamo uno dei suoi pezzi forti, un boxer 4 cilindri da 2.5 litri, che regala sensazioni uniche, ma che sembra anche bullarsi dell’efficienza energetica e delle norme sempre più restrittive, che sono poi il motivo per il quale Subaru ha deciso di pensionare quest’auto. Mentre anche una Lamborghini Aventador ed altre hypercar, al giorno d’oggi, si dotano di sistemi Start & Stop, lei resta dura e pura, rifiutando questo accessorio. Dei consumi parleremo più avanti, ma non sono certo una delle voci in cui la STI eccelle. Oltre a questo, l’erogazione del motore è atipica rispetto alle auto attuali, con la grossa turbina che si fa sentire solo sopra la soglia dei 3.000 giri, mentre la spinta diventa davvero corposa a quota 4.000, regime dove arrivano i 407 Nm della coppia massima ed a 6.000 viene erogata la potenza massima, di 305 cavalli. Poco oltre questa quota “il gioco finisce”. In sostanza il range di utilizzo ottimale è schiacciato in soli 2 mila giri, come è sempre stato per le vetture sovralimentate fino ad alcuni anni fa. Fino a qui molti di voi si staranno chiedendo perché dovrebbe piacere, ma in realtà il carattere del boxer della STI deve piacere, occorre quasi farci l’abitudine, ma finisce per dare dipendenza.

Pur avendo la voce leggermente smorzata dalle norme e dalla insonorizzazione accresciuta, ha innanzitutto una voce unica, inconfondibile. Tra proprietari di queste vetture ci si riconosce ad orecchio, il boxer ha una tonalità particolare, che gli ultimi motori Subaru (vedi ad esempio quello della XV appena provata), non hanno più. L’erogazione poi sarà simile ai motori sovralimentati “pre era downsizing”, senza le magie di doppie turbine e di accorgimenti che portano ad ottenere una spinta ai bassi da diesel ed una curva di erogazione piatta, ma proprio per questo alla lunga lo si apprezza il sapore “ignorante” d’altri tempi di questo Boxer Turbo “EJ25” da 2.5 litri.
Vogliamo poi dire qualcosa sul magnifico cambio manuale, i cui innesti sono quasi da piacere fisico, ma che vanno gestiti da mani esperte, con l’abbinata ad una frizione che sotto al piede tanto leggera non lo è di sicuro. Ce lo hanno fatto notare, in realtà per noi è “normale” che sia così, la fisicità e la consistenza dei comandi, dal volante ai freni, passando per cambio e frizione, fa parte del gioco ed è un elemento imprescindibile, senza il quale l’esperienza di guida non sarebbe la stessa. Tra l’altro cambio e frizione sono stati aggiornati sulla MY2018, per ridurre gli attriti del primo ed ottimizzare l’azione della seconda.

In termini di prestazioni pure la STI offre numeri importanti, ma non clamorosi, con una velocità massima di 255 Km/h ed uno 0-100 in 5.2 secondi, di serie infatti sul tempo sul giro riesce ancora a difendersi, ma resta, come lo è sempre stata storicamente, una base perfetta per salire, soprattutto in termini di potenza, mentre telaisticamente richiede solo alcuni interventi mirati, grazie ai quali ha ottenuto, ad esempio, il record sul tracciato del Nurburgring lo scorso anno (qui tutti i dettagli).

Consumi e Costi:  ★★★★☆ 

46.600 euro, 50 mila tondi per la “S”

Sui consumi, inutile quasi dirlo, il sapore anni ’90 si paga con un rapporto frequente con i distributori di benzina. Guidando la STI in modo molto attento si riescono a fare anche i 10 Km/l, ma più realisticamente, lasciandosi prendere un po’ la mano dal motore, il suo consumo medio si aggira intorno agli 8, massimo 9 con un litro. Si scende in zona 6-7 senza grossi sforzi, ma in quel caso anche la patente rischia di svuotarsi (di punti) insieme al serbatoio.

La WRX STI, in attesa dell’arrivo della Final Edition, è disponibile in questa configurazione MY2018 ad un prezzo di 46.590 euro. Come di consueto è a listino in versione “S”, o meglio con l’S-Package, che con 3.400 euro aggiuntivi include anche il tetto apribile, i sedili elettrici in pelle, il Subaru StarLink ed altri accessori. Resta a pagamento (600 euro) la sola vernice metallizzata.
La WRX STI non sarà certo un’auto priva di difetti, ma è in grado di regalare sensazioni uniche, che lo sono ancor di più sapendo che l’estate la porterà fuori dai listini. Sul prezzo quindi c’è poco da dire, perché di fatto non ha una reale concorrenza diretta.

Pro e Contro

Ci PiaceNon Ci Piace
Piacere di guida e prestazioni, l’ultima auto analogica, figlia degli anni ’90.Consumi elevati.

Subaru WRX STI MY2018: la Pagella di Motorionline

Motore:★★★★★ 
Accelerazione:★★★★½ 
Ripresa:★★★★½ 
Cambio:★★★★★ 
Frenata:★★★★★ 
Sterzo:★★★★★ 
Tenuta di Strada:★★★★★ 
Comfort:★★★★☆ 
Infotainment:★★★★☆ 
Abitabilità:★★★★☆ 
Bagagliaio:★★★★☆ 
Posizione di guida:★★★★½ 
Dotazione:★★★★☆ 
Prezzo:★★★★☆ 
Design:★★★★½ 
Finitura★★★★☆ 
Piacere di guida:★★★★★ 
Consumi:★★★☆☆ 

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