Audi A6 2018: quasi una A8, con una reattività elettrizzante [TEST DRIVE]

Una tecnologia mild-hybrid che rafforza i V6

Audi A6 2018 – Lanciata inizialmente con tre motori sei cilindri, la proposta sarà rafforzata in seguita da propulsori quattro cilindri a benzina TFSI e Diesel TDI. La nostra prova in Portogallo a bordo di una versione 55 3.0 TFSI da 340 cavalli e di un'altra 45 TDI da 231 cavalli

Ci si avvicina all’auto, avendo l’impressione di averla già vista. In realtà la nuova Audi A6, non è una A8, ma ci si avvicina parecchio. Ci tradisce la linea spigolosa, ricca di nervature e dettagli, profilata, eppure le cose cambiano una volta acceso il motore.

Le strade del Portogallo, variegate e ricche di colori e profumi, sono il teatro di una giornata intensa e produttiva. La nuova A6 scorre fluida. Per 90 km apprezziamo diversi aspetti, ma andiamo per ordine. Innanzitutto forme e dimensioni cambiano, rispetto alla precedente generazione. Le inedite bombature laterali, i tratti scolpiti, i fari LED Matrix HD (disponibili su richiesta) così articolati (davanti ma soprattutto dietro), oltre ai voluminosi cerchi (disponibili da 17 a 21 pollici), la rendono riconoscibile anche a distanza. Eppure di recente, si sa, le vetture Audi più o meno si assomigliano tutte per via del marcato family feeling. Ma questa ha qualcosa in più, soprattutto sotto il cofano.
La lunghezza complessiva aumenta di 7 millimetri sfiorando i 5 metri (4,94 mm), così come crescono i valori di passo (+12 mm, a quota 2.924), larghezza (sempre +12 mm, adesso di 1.886 mm) e altezza (+2 mm, ora di 1.457 mm). Tutti aspetti che favoriscono l’abitabilità di bordo.

Una volta all’interno, si viene subito catturati dal Cockpit. Una postazione di guida paragonabile a quella di comando su una “navicella spaziale”. Si sogna di viaggiare verso alte sfere, sebbene si resti attaccati a terra. In ogni caso la sensazione è quella di volare, soprattutto se si è alla guida di una versione equipaggiata con le sospensioni pneumatiche adattive. Un quadro strumenti digitale da 12,3 pollici, associato a un altro display da 10,1 (a richiesta) del sistema infotainment MMI plus, che ne sormonta un altro da 8,6 predisposto per la gestione di diversi comandi, completano il quadro. Questi sono touch e consentono di effettuare varie regolazioni: dall’illuminazione interna, alla climatizzazione, all’ergonomia, passando per i sistemi di assistenza o il dinamismo. Peculiare tra questi il pacchetto Air Quality, con uno ionizzatore che diffonde diverse fragranze. Volete dare un tocco floreale al vostro ambiente? È possibile! Per concludere, l’abitabilità risulta generosa e il bagagliaio parte adesso da 530 litri. Piuttosto versatile.

Sono tanti, insomma, gli aspetti di quest’auto. Ci si potrebbe comporre un elenco. Ma quello più rilevante è lo spunto incalzante su ogni tratto di strada. La versione 55 TFSI, dotata del poderoso V6 di 3.0 litri da 340 cavalli e 500 Nm di coppia massima, è incisivo e sferzante. I quasi cinque metri sono gestibili al pari di una vettura compatta. In quanto l’auto risulta sia sportiva, sia confortevole. Merito anche dei diversi dispositivi che consentono la modifica di assetto ed erogazione, oltre a visori e sensori (funzionali per i 39 sistemi in tutto) che monitorano comportamento di guida e percorso. Sul modello Diesel provato, ovvero la 45 TDI da 231 cavalli, poi, pur considerando un peso di circa 1.700 kg a regime, alla luce dell’accurato lavoro dei tecnici sulla struttura e l’equilibrio complessivo dei pesi, l’auto risulta agile e maneggevole. Soprattutto poggiando sulle qualità dell’opzionale retrotreno sterzante. Comunque se ne avverte il peso, se sollecitata al limite. Resta pur sempre un’ampia berlina.
Parlando di prestazioni, la più potente 55 TFSI accelera da 0 a 100 km/h in 5,1 secondi (c’è un margine di circa 4 decimi tra la versione benzina e Diesel provate nell’occasione), raggiungendo i 250 km/h, limitati elettronicamente. Consumi ed emissioni, valutando quanto segnalato dalla casa, variano tra i 6,7 e i 7,1 litri per 100 km (dati comunque legati al tipo di pneumatici impiegati e a diverse altre condizioni) e tra 151 e 161 grammi per km di CO2. Nel caso della versione Diesel 50 TDI con un 3.0 litri da 286 cavalli, i valori variano tra 5,5 e 5,8 litri per 100 km e 142-150 grammi di CO2 per chilometro. La trazione è sempre quattro.

La gamma è composta da cinque versioni, ovvero Sport, Design, Business a cui seguono le Business Sport e Business Design che associano le caratteristiche dei modelli già citati. In fase di lancio sono disponibili il propulsore 3.0 TDI V6 da 286 cavalli, quindi successivamente è programmata l’introduzione di un’unità meno potente da 231 cavalli. L’arrivo dei più compatti quattro cilindri, tra cui figura un 2.0 litri TDI da 204 cavalli, è prospettato in autunno. A seguire, dunque, il vulcanico 3.0 litri TFSI V6 da 340 cavalli. Le unità sei cilindri sono anche potenziate da una tecnologia mild-hybrid (un sistema ibrido leggero) da 48 Volt. A differenza dei quattro cilindri, che ne vantano uno più contenuto da 12 Volt. Inoltre le unità Diesel V6 sono legate a una trasmissione Tiptronic arricchita da convertitore di coppia a otto marce, mentre i modelli spinti dal più potente TFSI e dai quattro cilindri, sono abbinati a un sistema a doppia frizione S tronic sette rapporti. Le cifre partono da 62.100,00 Euro, valutando una A6 50 TDI quattro Tiptronic da 286 cavalli.

In sintesi: un’ottima auto per chi non cerca la sportività elegante di una A7, né le dimensione troppo generose di una A8. Il cui dinamismo risulta coinvolgente, ma composto. Quando in autunno arriverà la versione Avant, si potrà anche disporre di maggior spazio, nonostante risulti già abbondante. E saremo di fronte sicuramente, vista la bellezza della berlina, a una nuova regina tra le station wagon del segmento E.

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