Volkswagen Polo TGI, metano batte diesel? [VIDEO PROVA SU STRADA]

Terzo modello TGI in casa Volkswagen, che punta forte sul gas naturale (CNG)

Volkswagen Polo TGI Il tassello che completa una gamma che va dalla UP! alla Golf, senza dimenticare le cugine A4 ed A5, anch’esse disponibili in versione ibrida benzina – metano. Una piattaforma che nasce con la doppia alimentazione e che non la aggiunge in una seconda fase e che garantisce grossi vantaggi

Il diesel in questi mesi sembra essere diventato il nemico pubblico numero uno, le elettriche sono però ancora lontane dall’essere un prodotto maturo, ecco quindi che vetture come questa Volkswagen Polo TGI diventano una alternativa molto interessante, confermata dopo la nostra prova su strada.

Il gruppo VW – Audi è quello più attivo sul fronte metano, con ben 4 piattaforme, si va dal 1.0 turbo da 68 cv, che troviamo ad esempio sulla Skoda Citigo da meno di 13 mila euro, o sulla UP! per stare in casa Volkswagen, fino alle Audi A4 ed A5 con il 2 litri da 170 cavalli, da oltre 40 mila euro di listino. Nel mezzo troviamo le versioni TGI basate sul 1.400 da 110 cavalli, montato sulle segmento C del Gruppo, come la Golf o la Leon, per citarne due che abbiamo provato in passato. Questo tre cilindri da 1 litro, sovralimentato e capace di 90 cavalli, sotto al cofano delle segmento B come questa Polo, è invece una novità introdotta a listino piuttosto recentemente, che completa la gamma e che interessa una fascia importante di automobilisti. La Polo TGI è infatti perfetta sia per la città e per evitare i blocchi preannunciati per i motori a gasolio, che per viaggi ed un utilizzo a 360°, grazie alla sua abitabilità ed a caratteristiche che ne fanno un’auto davvero completa.

Design e Interni:  ★★★★½ 

Conferma il look gradevole della Polo VI

Esteticamente, oltre ai badge TGI, non cambia nulla, o quasi. Gli occhi esperti noteranno una gommatura che va nella direzione dell’efficienza, con cerchi di dimensioni ridotte rispetto a quanto siamo abituati, ma anche un dettaglio nascosto: lo scarico. Proprio per far posto alle bombole di metano, il terminale della marmitta si sposta dalla zona posteriore a quella inferiore, davanti alla ruota posteriore sinistra. Quanto dall’esterno è invece meno visibile, sono i dettagli tecnici sotto al cofano motore, per renderlo idoneo alla doppia alimentazione.
Per il resto si conferma l’estetica della sesta generazione della segmento B di Wolfsburg, che abbiamo recentemente provato (qui trovare articolo e video).

La nuova Polo quindi la consociamo già, trovate la prova della MY2018 anche sul nostro canale Youtube. Per tutti i dettagli vi rimandiamo quindi all’articolo ed al video e cerchiamo di concentrarci sulle peculiarità della TGI. Facendo un breve riassunto, parliamo di una segmento B cresciuta di oltre 8 cm, fino a dimensioni che sono quelle della terza generazione della Golf (quella prodotta negli anni ’90), con 405 Cm di lunghezza e 175 di larghezza, a tutto vantaggio di abitabilità e spazio a bordo.

Oltre a questo la Polo cresce nella sua immagine, sempre giovanile, ma ora più matura e meno sbarazzina, come dimostra la disponibilità della sola versione a 5 porte. Adatta quindi ad un pubblico più ampio, dal neopatentato alla persona anche decisamente meno giovane all’anagrafe, ma che non vuole rinunciare al bell’aspetto della compatta tedesca, le cui dimensioni sono un ottimo compromesso tra abitabilità e fruibilità nell’uso anche cittadino.

Interno: Sobria e tecnologica, il serbatoio del metano leva però spazio ai bagagli

Lo abbiamo detto, le differenze tra le altre Polo e la TGI sono ben poche dal punto di vista estetico ed è così anche all’interno dell’auto. Solo il doppio indicatore del livello dei due serbatoi (benzina a destra e metano a sinistra) tradisce la sua anima ibrida. Con l’elettronica che gestisce in autonomia il passaggio da uno all’altro carburante, non è nemmeno presente un comando manuale, che abitualmente invece troviamo sulle vetture GPL o metano, i cui impianti, nella stragrande maggioranza dei casi, sono installati a vettura uscita dalla catena di montaggio, in un momento successivo. Volkswagen adotta per l’intera gamma TGI un approccio completamente diverso, con vantaggi tangibili per l’utente finale. Nulla di aggiunto o modificato in modo posticcio, ma tutto progettato e costruito ad hoc per queste vetture. I motori, lo vedremo, garantiscono la medesima affidabilità di quelli a benzina, proprio perché nascono per essere alimentati prevalentemente a metano e non sono riadattati per farlo, ma anche la disposizione di tutti gli altri elementi necessari per la doppia alimentazione sono “nativi” e lo si vede in modo piuttosto evidente.

Cosa che vale anche per il serbatoio da 11,5 Kg di metano, posizionato in modo ordinato e perfetto sotto al pianale del bagagliaio, come sulla Golf con analoga configurazione TGI. Il problema principale del metano è il suo volume, come i più esperti sapranno. Motivo per il quale o si sceglie di contenere la capacità delle bombole, rinunciando all’autonomia, oppure si finisce inesorabilmente per rubare spazio all’interno dell’auto. Parliamo di circa 4 volte tanto, a parità di peso, rispetto alla benzina, dato che 1 Kg di metano (ipotizzando una data temperatura ed altri parametri “standard”) occupa 6 litri di spazio (la benzina, tanto per capire, si ferma a poco più di 1,5). A questo va aggiunto il fatto che gli spessori delle bombole, che devono contenerlo, sono decisamente più importanti. Si arriva così a circa 100 litri per immagazzinare gli 11,5 Kg di gas naturale compresso (CNG), che la Polo mette a disposizione.

Questo, di fatto, è l’unico difetto che si possa trovare alla Polo TGI. Se con la sesta generazione della piccola di Wolfsburg la capacità del bagagliaio è passata da 280 a 351 litri, quella a metano ne perde proprio 100 tondi tondi. Un valore di 251 litri, che non sono pochissimi, ma la differenza è innegabilmente importante, perché si perde di fatto il sottofondo, che può ospitare una eventuale ruota di scorta sulle altre Polo.

Comportamento su Strada:  ★★★★☆ 

Conferma i pregi della Polo VI, se pur con una zavorra aggiuntiva di oltre 100 Kg

Ci sono alcune perle, che rendono la sesta serie della Polo davvero accattivante. Ad esempio nella guida, grazie alla piattaforma MQB A0, ma anche sul fronte tecnologia, con display che arrivano fino ad 8” per il sistema infotainment o la possibilità di avere una strumentazione tutta digitale. Questa Polo però, come detto, è speciale, proprio per la sua alimentazione, vogliamo quindi concentrarci sui dettagli che la distinguono dalle altre versioni. Nel comportamento su strada però le differenze sono ben poche e sono un pilota esperto potrà notare una dinamica di guida leggermente diversa, per via dei 115 Kg circa di peso aggiuntivo per la presenza delle bombole per il metano e di tutti gli elementi necessari per la doppia alimentazione. Il peso in più è sostanzialmente tutto nella zona posteriore dell’auto e posizionato vicino al baricentro della vettura, non influenzando quindi granché il suo handling ed il comportamento alla guida. Anche la frenata, indubbiamente condizionata dal maggior peso e con spazi di arresto leggermente superiori, resta ottima ed il feeling del pedale è molto buono anche in condizioni di utilizzo gravoso dell’impianto.

La Polo resta quindi agile e gradevole da guidare, anche in versione TGI. Merito dell’ottimo telaio e di moderne sospensioni, che offrono in bel mix di comfort e di sostegno in curva, dove il rollio è molto contenuto e, grazie anche all’ottimo sterzo, ci si può divertire a forzare l’andatura, sfruttando la verve del brioso propulsore. Non mancano gli aiuti alla guida, dal Park Assist di terza generazione al Front Assist con frenata automatica di emergenza fino a 30 Km/h, senza dimenticare, ad esempio, l’ormai classico Blind Spot.

Motore e Prestazioni:  ★★★½☆ 

Brioso e sempre all’altezza, ma solo sopra quota 2 mila

Qualcuno, sentendo parlare di metano, storcerà il naso, pensando ad un’auto che passi da 0 a 100 in un’eternità e dando per scontate importanti differenze tra i frangenti in cui si viaggia con l’alimentazione a benzina o a gas. Nulla di tutto ciò, perché la Polo TGI offre prestazioni tutt’altro che sottotono. Il tre cilindri è capace di 90 cavalli e 160 Nm di coppia, a 1800 giri. Poco meno della equivalente versione a benzina, che offre 5 cv e 15 nm in più. Le differenze sarebbero di per se poco rilevanti, quello che cambia, come detto, è il peso, che aumenta di poco più di 100 Kg e che si traduce in circa 1 secondo in più sullo 0-100. La TGI è infatti capace di 183 Km/h ed arriva alla soglia dei 100 in 11.9 secondi. Il propulsore dalla sua ha un’erogazione briosa, soprattutto quando lo si sfrutta a fondo e lo si tiene allegro, unita ad una silenziosità da lode. In autostrada a 130 Km/h si viaggia senza che il rumore del motore o i fruscii aerodinamici impongano di alzare il tono della voce, se si parla con qualcuno, mentre in città ai semafori, senza buttare un occhio al contagiri, è difficile capire se l’auto sia accesa o se lo Start&Stop abbia spento il propulsore in quel frangente.

L’unica pecca del tre cilindri sovralimentano è quella di “latitare” un po’ sotto i 2 mila giri, ma poi la spinta si fa corposa e, facendolo frullare a regimi medio alti, ci si diverte anche. L’inconveniente si limita quindi a qualche fastidio nelle partenze, soprattutto in salita, dove occorre gestire il tutto giocando con la frizione, senza però farla lavorare troppo, ma tenendo allegro il motore.

Come detto, la strumentazione con due indicatori, per il livello dei serbatoi per benzina e metano, è l’unico indizio che rende evidente la doppia anima della Polo TGI. Il passaggio da uno all’altro combustibile è invece totalmente automatico, a freddo o in seguito ad un rifornimento l’auto parte a benzina, poi se si è attenti si sente lo scatto di un relè e sul quadro strumenti si illumina la scritta “CNG”, che sta ad indicare che in quel momento si utilizza il metano. Anche il dato su consumo istantaneo e medio passa da L/100 Km a Kg, sul display al centro della strumentazione. La TGI privilegia quindi il metano, fintanto che il serbatoio non si svuota, usando la benzina solo per alcuni secondi in fase di avviamento dell’auto, o in condizioni particolari. In tutta sincerità la risposta all’acceleratore è sostanzialmente sempre la stessa e tutti i dubbi e le curiosità degli scettici, in termini di prestazioni, odore in abitacolo ed altro sono azzerati da questa Polo TGI, che potremmo definire “discreta” nel suo essere alimentata a metano. Senza saperlo sarebbe infatti difficile accorgersene.

Da segnalare anche l’estetica del motore, pulita e priva di elementi “posticci”, tipici invece dei benzina a cui viene aggiunta l’alimentazione a GPL o metano. Si tratta di un chiaro sintomo del vanto di Volkswagen, che tiene a sottolineare che la gamma TGI nasce a se stante rispetto agli altri modelli, con motori e soluzioni specifiche sviluppate ad hoc e non riadattate su vetture già uscite dalla catena di montaggio.

Consumi e Costi:  ★★★★☆ 

Il prezzo è intermedio tra la Polo a benzina e a gasolio, il consumo da record!

Partiamo da alcune indicazioni di carattere generale, prima di entrare sugli aspetti relativi ai consumi ed akl listino della Polo TGI. La questione tassa di possesso (volgarmente detto Bollo), è rimessa alla singola Regione, ad esempio il Piemonte prevede l’esenzione totale per 5 anni e un importo di 1/5 di quello di un’auto a benzina di pari potenza. Attenzione però che altre Regioni non prevedono alcun beneficio o riduzione per le bifuel. Un dato di fatto è invece legato alle emissioni, il metano inquina meno. Parliamo di 85 grammi di CO2 per Km (87 per la Highline), contro i 110 di quando si procede a benzina. Contrariamente al GPL poi, che è un derivato del petrolio, il metano è un gas naturale, che può essere estratto da giacimenti o prodotto dalla decomposizioni dei rifiuti, rendendolo di fatto una fonte di energia rinnovabile. Un Biogas che, va però detto, è anche responsabile di circa un quinto dell’incremento dell’effetto serra a livello mondiale. Quanto alla rete distributiva del metano, è ormai abbastanza capillare (qui potete averne una conferma), al di là di alcune zone d’Italia (ad esempio la Sardegna, che però sta recuperando terreno). Non è ancora disponibile la modalità self service, cosa che impone di rifornire in orari lavorativi e complica la questione la domenica, quando almeno la metà dei distributori sono chiusi. Ci sono però punti di rifornimento anche in autostrada e avremmo potuto utilizzare sempre l’alimentazione a metano durante la nostra prova, se non avessimo voluto testare le differenze in termini di prestazioni ed uso tra i due carburanti. Con poco più di 10 euro si fa il pieno e, anche con un uso prettamente cittadino, dove i consumi sono i più alti, con questa cifra si percorrono oltre 200 – 250 Km. In extraurbano e con una guida attenta si può avvicinare il dato dichiarato, che è di 3,2 Kg per 100 Km, con un’autonomia di 390 Km e che si sommano a quella garantita dal serbatoio della benzina, per un valore complessivo dichiarato in circa 1.300 Km. Quello che è interessante è soprattutto il costo per percorrere 100 Km, che può scendere a poco più di 3 euro. Tradotto in Km/l con il prezzo della benzina, parliamo di un dato vicino ai 50 Km/l! Anche stimando un consumo intorno ai 4 Kg di metano, siamo a 40 Km/l, più del doppio di quello che abbiamo rilevato utilizzando la benzina (15-16 Km/l circa). Per gli scettici, possiamo dirvi che difficilmente si sale sopra i 5 Kg ogni 100 Km (equivalgono in euro a 32 Km/l andando a benzina), abbiamo rilevato un valore prossimo ai 7 Kg effettuando passaggi davvero al limite delle prestazioni dell’auto, che si sarebbero tradotti in un equivalente 22-23 Km/l, che resta di fatto un miraggio, sia per vetture a benzina che a gasolio, anche con una guida molto attenta.

La Polo TGI è quindi economicamente imbattibile, da questo punto di vista, con la prospettiva di evitare i blocchi annunciati per le vetture a gasolio e briosa nella guida, con il solo difetto di un bagagliaio più piccolo. L’aggravio sul prezzo è invece di 1.400 euro rispetto alla Polo a benzina, ma 1.000 in meno della Polo TDI. La TGI è a listino che prevede 3 allestimenti, Trendline, Comfortline e Highline e costi compresi da 16.600 fino a poco meno di 20 mila euro. Non disponibile, al momento, la versione con cambio DSG.

Chiudiamo con una nota importante, legata alla manutenzione, che Volkswagen promette essere identica a quella della versione a benzina. L’unico aggravio è costituito dalla revisione periodica delle bombole, imposta dalla legge ogni 4 anni ed i cui costi si aggirano intorno ai 4-500 euro, quindi un esborso contenuto in soli 100 euro circa all’anno.

Pro e Contro

Ci PiaceNon Ci Piace
Tutti i pregi della nuova Polo con dei costi chilometrici da record.Erogazione sotto i 2 mila giri, la TGI perde 100 litri di bagagliaio.

Volkswagen Polo TGI: la Pagella di Motorionline

Motore:★★★½☆ 
Accelerazione:★★★½☆ 
Ripresa:★★★½☆ 
Cambio:★★★★☆ 
Frenata:★★★★☆ 
Sterzo:★★★★½ 
Tenuta di Strada:★★★★☆ 
Comfort:★★★★½ 
Infotainment:★★★★½ 
Abitabilità:★★★★½ 
Bagagliaio:★★★½☆ 
Posizione di guida:★★★★½ 
Dotazione:★★★★☆ 
Prezzo:★★★★☆ 
Design:★★★★☆ 
Finitura★★★★☆ 
Piacere di guida:★★★★☆ 
Consumi:★★★★★ 

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