Citroen Mehari: un “marchese” asso dell’aviazione, un’idea e la rivoluzionaria plastica [FOTO]

Cinquanta anni fa i primi esemplari

Citroen Mehari – Ricordata a distanza di mezzo secolo la curiosa vettura storica della casa francese, nata dall'intuito di un nobile industriale transalpino

La vita del “marchese” Roland Paulze d’Ivoy de la Poype risulta interessante, al pari di un romanzo storico. La Mehari, in sintesi, può essere considerata il frutto di una vivacità intellettiva spiccata e intrepida. Quella dei visionari e dei combattenti, come appunto lo è stato questo nobile francese. Prima di essere un industriale della plastica fu un noto aviatore, facendo parte nel secolo scorso delle forze aeree legate alla Francia Libera. Ma prese parte anche alle iniziative della RAF, spostandosi prima della fine del Secondo Conflitto Mondiale in Unione Sovietica, divenendo capitano del gruppo Normadie-Niémen. Sino a quando, dopo altre esperienze in Belgio e Jugoslavia, tornato in Francia e dismessa la divisa militare per iniziare un nuovo percorso da industriale, pensò di sfruttare proprio la citata plastica per realizzare la carrozzeria di un’auto.

Nella bacheca del nobile di Les Pradeaux, figlio del noto agronomo Xavier Paulze d’Ivoy de la Poype, soprannominato “il conte”, non figurano solo diverse onorificenze guadagnate nel corso della guerra, ma spicca un’intuizione che caratterizza la storica vettura di Citroën. La Mehari è immediatamente riconoscibile per il design secco e peculiare, proprio legato all’impiego di plastica, o più precisamente di ABS (Acrilonitrile Butadiene Stirene) per lo sviluppo della carrozzeria. Diventa iconografica anche grazie alle diverse colorazioni. Una delle più famose, ad esempio, è la tinta verde dell’esemplare appartenuto al giornalista Giancarlo Siani. Uno dei cronisti italiani più brillanti, purtroppo vittima della camorra. La sua Mehari continua a ricordarlo ancora oggi.

L’uso di ABS consentiva di tinteggiare la plastica “nella massa”, fornendo un pigmento ai “pellet” di plastica neutra lungo la fase di fusione, per poi ottenere una clorazione uniforme delle parti lavorate e forgiare la carrozzeria. Lo stesso Roland De la Poype si concentrò su questo aspetto, durante l’assemblaggio dei primi venti modelli pre-serie di Mehari firmati SEAB (Société d’études et d’applications des brevets).
Particolare anche l’episodio che anticipò questa intuizione e la stessa Mehari, poi acquisita da Citroën. Tra i clienti di SEAB c’era proprio la casa del Doppio Chevron. L’azienda del “marchese” aveva una flotta di veicoli commerciali sviluppati proprio dal costruttore francese, ovvero furgonette 2CV e furgoni Type-H. Quando uno dei veicoli AK rimase pesantemente danneggiato dopo un incidente, fortunatamente senza vittime, De la Poype pensò di sostituire la vecchia carrozzeria del mezzo proprio con l’innovativa plastica, dando inizio a questa storia. Otto esemplari dei primi venti, come segnalato, furono introdotti il 16 maggio del 1968 sui campi da golf di Deauville.

Leggi altri articoli in Auto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

Citroen Mehari: un “marchese” asso dell’aviazione, un’idea e la rivoluzionaria plastica [FOTO]

Cinquanta anni fa i primi esemplari

di 23 maggio, 2018
Citroen Mehari – Ricordata a distanza di mezzo secolo la curiosa vettura storica della casa francese, nata dall'intuito di un nobile industriale transalpino

La vita del “marchese” Roland Paulze d’Ivoy de la Poype risulta interessante, al pari di un romanzo storico. La Mehari, in sintesi, può essere considerata il frutto di una vivacità intellettiva spiccata e intrepida. Quella dei visionari e dei combattenti, come appunto lo è stato questo nobile francese. Prima di essere un industriale della plastica fu un noto aviatore, facendo parte nel secolo scorso delle forze aeree legate alla Francia Libera. Ma prese parte anche alle iniziative della RAF, spostandosi prima della fine del Secondo Conflitto Mondiale in Unione Sovietica, divenendo capitano del gruppo Normadie-Niémen. Sino a quando, dopo altre esperienze in Belgio e Jugoslavia, tornato in Francia e dismessa la divisa militare per iniziare un nuovo percorso da industriale, pensò di sfruttare proprio la citata plastica per realizzare la carrozzeria di un’auto.

Nella bacheca del nobile di Les Pradeaux, figlio del noto agronomo Xavier Paulze d’Ivoy de la Poype, soprannominato “il conte”, non figurano solo diverse onorificenze guadagnate nel corso della guerra, ma spicca un’intuizione che caratterizza la storica vettura di Citroën. La Mehari è immediatamente riconoscibile per il design secco e peculiare, proprio legato all’impiego di plastica, o più precisamente di ABS (Acrilonitrile Butadiene Stirene) per lo sviluppo della carrozzeria. Diventa iconografica anche grazie alle diverse colorazioni. Una delle più famose, ad esempio, è la tinta verde dell’esemplare appartenuto al giornalista Giancarlo Siani. Uno dei cronisti italiani più brillanti, purtroppo vittima della camorra. La sua Mehari continua a ricordarlo ancora oggi.

L’uso di ABS consentiva di tinteggiare la plastica “nella massa”, fornendo un pigmento ai “pellet” di plastica neutra lungo la fase di fusione, per poi ottenere una clorazione uniforme delle parti lavorate e forgiare la carrozzeria. Lo stesso Roland De la Poype si concentrò su questo aspetto, durante l’assemblaggio dei primi venti modelli pre-serie di Mehari firmati SEAB (Société d’études et d’applications des brevets).
Particolare anche l’episodio che anticipò questa intuizione e la stessa Mehari, poi acquisita da Citroën. Tra i clienti di SEAB c’era proprio la casa del Doppio Chevron. L’azienda del “marchese” aveva una flotta di veicoli commerciali sviluppati proprio dal costruttore francese, ovvero furgonette 2CV e furgoni Type-H. Quando uno dei veicoli AK rimase pesantemente danneggiato dopo un incidente, fortunatamente senza vittime, De la Poype pensò di sostituire la vecchia carrozzeria del mezzo proprio con l’innovativa plastica, dando inizio a questa storia. Otto esemplari dei primi venti, come segnalato, furono introdotti il 16 maggio del 1968 sui campi da golf di Deauville.

http://www.motorionline.com/2018/05/23/citroen-mehari-un-marchese-asso-dellaviazione-unidea-e-la-rivoluzionaria-plastica-foto/