ACI: 90 anni per ammodernare il parco auto italiano
3 Ottobre 2008
Gelpi: “I blocchi del traffico producono squilibrio sociale: libertà di movimento per chi può permettersi un Euro4 e fermo imposto ai meno abbienti. Meglio rimodulare il bollo auto, finché esisterà, in funzione del chilometraggio percorso e delle emissioni di CO2.
Negli ultimi tre anni sono state acquistate in Italia 1.750.000 auto Euro4 con incentivi fiscali, ma circolano ancora 30 milioni di veicoli non Euro4, soggetti a blocchi e limitazioni del traffico. Il processo di sostituzione delle vecchie auto con vetture più moderne a basso impatto ambientale conta 322.000 veicoli nuovi ogni anno. Di questo passo, serviranno 90 anni perché tutte le auto siano almeno Euro4 se non saranno introdotti nuovi, più mirati e consistenti incentivi economici anche per le Euro4 usate.
Questi i dati presentati dall’Automobile Club d’Italia in apertura della seconda giornata della 64a Conferenza del Traffico e della Circolazione organizzata a Riva del Garda e intitolata “Esigenze di mobilità e salvaguardia ambientale: quale sintesi per la sostenibilità?”.
“Per combattere l’inquinamento urbano – dichiara il presidente dell’Aci, Enrico Gelpi – bisogna superare la logica dell’emergenza e adottare un piano di azione a 360° che preveda soprattutto un sostegno economico concreto alle famiglie per sostituire l’automobile vecchia. I blocchi del traffico sono inutili e dannosi ma rappresentano purtroppo la soluzione più ricorrente, come dimostra il prossimo fermo in Lombardia di 1,2 milioni di veicoli Euro0 ed Euro1. Solo quest’ultimo provvedimento costerà agli automobilisti poco meno di 16 milioni di euro, senza alcun effetto rilevante sull’inquinamento a fronte dei gravi disagi provocati alla popolazione”.
Ogni giorno di targhe alterne e stop alla circolazione costa oltre 12 euro agli automobilisti impossibilitati ad usare il proprio veicolo. “Al danno – continua Gelpi - non bisogna però aggiungere la beffa: oltre 8,7 milioni di auto Euro3, con emissioni vicine a un Euro4, sono infatti soggette a provvedimenti di limitazioni del traffico”.
“Non possiamo più accettare tali discriminazioni a danno degli automobilisti – afferma il presidente dell’ACI – anche perché uno dei più pesanti effetti dei blocchi del traffico è lo squilibrio sociale creato dalla libertà di movimento concessa a chi può permettersi un moderno Euro4 e dal fermo imposto ai meno abbienti. Meglio rimodulare il bollo auto, finché esisterà, in funzione del chilometraggio percorso e delle emissioni di CO2 del motore: pagherebbe di più chi inquina di più, senza distinzioni di reddito tra la popolazione”.
A proposito della discriminazione sociale prodotta dai blocchi del traffico, i lavori odierni della Conferenza del Traffico e della Circolazione hanno evidenziato l’anomalia italiana nello scenario internazionale. All’estero, infatti, ai blocchi del traffico si preferiscono provvedimenti di congestion charge, con l’aggiunta che i proventi sono reinvestiti a favore del sistema di mobilità locale.
Ciò dimostra un approccio più maturo ai problemi della mobilità nelle aree urbane. E come l’Italia potrà uscire dal perenne clima di emergenza per andare oltre la ‘politica dei divieti’ sarà l’argomento della tavola rotonda che concluderà domani la Conferenza del Traffico e della Circolazione. Saranno inoltre commentati i risultati di un sondaggio che su questi temi l’Aci ha condotto attraverso il proprio sito Internet, negli oltre 1.600 punti di assistenza sul territorio e tra i convegnisti di Riva del Garda
Tags: aci, paro auto italiano, ecoincentivi, Conferenza del Traffico e della CircolazionePosted in Eventi, Notizie, Ambiente
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Ottobre 3rd, 2008 at 3:30 pm
Mi fa solo innervosire quando vedo certe cose, parlano del 30% delle auto che girano sono vecchie!!!!Ma io dico…dobbiamo tutti cambiare l’auto? Non posso tenermi la mia auto per 30 anni…..
Per non parlare dell euro 1 2 3 4 5…. solo in europa abbiamo queste baggianate!
Saluti