Il sito svedese Aftonbladet ha pubblicato ieri questa fotografia della Saab 9-5 SportCombi, che fino a poco tempo fa era uno dei modelli più attesi della casa svedese. Apparentemente sembra un rendering, anche se le ruote sembrano essere state fotografate in un’azione reale. Perciò per ora non è possibile sapere se ciò che vediamo sia veramente una proposta di produzione o meno. Ad ogni modo con il destino di Saab ancora in bilico (nonostante l’annuncio di GM, la Spyker non sembra essersi ancora veramente arresa) ogni parola è aria sprecata. Ma chissà, potrebbe essere una foto di buon augurio. Al limite potrebbe pensarci la Beijing Auto.
Era già nell’aria da diverso tempo, ma ora è divenuto ufficiale. General Motors ha annunciato che i cinesi della Beijing Automotive hanno acquisito il diritto di sfruttamento dei progetti di alcuni dei modelli di Saab. Per la vendita dell’intero marchio, invece, sembra che in testa alle preferenze americane ci siano ancora gli olandesi della Spyker.
La Beijing Auto potrà sviluppare nuovi modelli partendo dalle basi della Saab 9-3 e 9-5, in particolar modo per quanto riguarda i motori dei due veicoli svedesi. Jan Ake Jonsson, presidente di Saab, si è detto molto soddisfatto dell’accordo in chiave futura e spera che la collaborazione con la casa cinese possa essere di giovamento per entrambe le aziende. L’ovvio sottinteso era a patto che Saab continuasse la sua produzione.
Quest’ultima speranza, però, è ancora appesa ad un filo estremamente sottile e la data fatidica del 31 dicembre si avvicina sempre di più. Se Saab non troverà un compratore definitivo, verrà definitivamente chiusa come la Saturn e la Pontiac.
Dall’Inferno al Paradiso. Fino a poche settimane fa, se non giorni, sembrava che Saab fosse spacciata senza alcuna speranza di poter salvare i suoi stabilimenti e il suo marchio. Improvvisamente, però, tutto è cambiato. Non solo la Beijing Automotive ha acquistato recentemente i diritti di produzione della Saab 9-5, facendo arrivare non poco ossigeno nelle casse dei dirigenti svedesi, ma ora pare proprio che l’olandese Spyker, gloriosa casa con anche un passato in Formula 1, sia in prima linea per il salvataggio clamoroso in zona Cesarini.
Spyker, con tutta probabilità, dovrebbe aver trovato estremamente interessante l’idea di Koenigsegg, che intendeva usare la Saab come struttura per la realizzazione della sua auto elettrica Quant. Con l’uscita di scena del costruttore, gli olandesi vedono in Saab una possibilità di dare lo slancio definitivo al marchio, che dalla sua rinascita nel 2000 non ha ancora raggiunto risultati soddisfacenti.
Viste le pressioni del governo scandinavo e la fretta di GM di chiudere l’accordo, pare che potremmo avere qualche conferma ufficiale entro una settimana, per poi vedere la chiusura definitiva dell’affare entro il 31 dicembre. Speriamo sia un buon anno nuovo per Saab!
Secondo la rivista svedese Ny Teknik, che riporta voci non specificate, Saab starebbe per vendere i diritti di produzione della 9-5 alla cinese Beijing Automotive (BAIC). Dalla casa svedese non sono giunte né smentite, né conferme, mentre la portavoce Gunilla Gustavs ha preferito non rilasciare dichiarazioni sulla cosa.
BAIC, come ricorderete, era partner di Koenigsegg per l’acquisto di Saab, prima che la acasa europea decidesse di tirarsi indietro, rischiando di firmare la condanna a morte del marchio scandinavo. Già nei giorni scorsi era apparso che la BACI fosse interessata all’affare Saab, ma solo a rilevarne i progetti, piuttosto che a salvare l’intera industria.
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Durante il meeting mensile della dirigenza della General Motors, avvenuto la scorsa notte (ora italiana), Fritz Henderson ha dato le dimissioni da presidente e CEO della società americana. Verrà momentaneamente sostituito da Ed Whitacre, finché non sarà possibile trovare un successore.
L’esperienza di Henderson come presidente alla fine è durata meno di un anno. Era infatti succeduto al controverso Rick Wagoner, ma durante la sua “reggenza” GM ha affrontato una serie di sfide mai viste prima. Il successore ora potrà essere ricercato anche all’esterno della società, sperando di trovare qualcuno con l’adatta esperienza e le necessarie competenze.
«Eravamo tutti d’accordo che bisognasse fare un cambiamento – ha dichiarato Withacre – Siamo uniti e ben coscienti dell’arduo compito che ci troviamo tra le mani.» Difficile, certamente. Anche perché ora la casa americana si trova la patata bollente “Saab” con cui avere a che fare. Anzi, pare proprio che sia stato il desiderio di Henderson di chiudere la casa svedese a portare alle sue dimissioni. I costi di chiusura di un marchio, infatti, sono enormi e nonostante fossero in molti i dirigenti a pensarla come l’ex presidente, la difficoltà dell’operazione potrebbe avergli tarpato le ali.
Nel frattempo pare ci siano ben quattro compratori per Saab. Inizialmente c’era la Mercanto Merchant Banking, che però era stata rifiutata dalla GM stessa. Poi si è presentata anche la BAIC, ex alleata di Koenigsegg, che però intendeva comprare solamente i diritti della 9-3 e della 9-5. Sicuramente, però, GM non vorrà mai vendere l’intero pacchetto Saab a una marca cinese, vale a dire a una ditta in fortissima espansione e con ottime chance di diventare nel futuro un’acerrima rivale del colosso di Detroit.
Si passa così agli ultimi due: la Spyker Cars del gruppo russo Converse Bank (casa storica con anche un passato in Formula 1) e i finanziere Ira Rennert, a capo del Renco Group. GM ha confermato che se non valuterà positivamente nessuna candidatura entro la fine di dicembre, procederà allo smantellamento della casa nord europea. Eric Geers, portavoce di Saab, si è comunque detto fiducioso che si possa raggiungere un accordo in due settimane, visto il grande interesse mostrato dai potenziali compratori.
Quando tutto ormai sembrava perduto, ecco che si vede la luce alla fine dell’oscuro tunnel in cui era entrata Saab. Come detto pochi giorni fa, Koenigsegg si è tirata indietro nelle contrattazioni per l’acquisto della casa svedese, che avrebbe così rischiato il completo smantellamento. Ora, però, sembra che la Beijing Automotive, che in precedenza era in accordo anche con Koenigsegg, e la Merbanco, banca americana con sede nel Wyoming, sarebbero interessate nell’acquisto del marchio.
Anche la Merbanco era già entrata in trattative ai tempi di Koenigsegg, quindi sembra quasi ovvio che la BAIC e i bancari americani abbiano preferito non mandare in fumo il lavoro degli ultimi mesi.
Vedremo nei prossimi giorni cosa accadrà. Per ora Saab è in piedi solamente per i prestiti governativi, ma la data del 30 novembre si avvicina. Si prevede un weekend di fuoco in casa GM.
Mancava solamente una settimana al termine massimo imposto per la cessione di Saab ad un acquirente. E ora Koenigsegg, nonostante il supporto della Beijing Automotive, si è ritirata dalla trattativa e dalle parole dei portavoce di GM sembra non esserci la minima possibilità di un recupero. Il governo svedese spera di trovare un nuovo compratore, ma la realtà è che difficilmente se ne troverà uno in tempo e il futuro appare sempre più scuro.
Secondo Bloomberg, General Motors deciderà il futuro della casa entro il primo di dicembre. Senza alcun acquirente all’orizzonte, si fa sempre più probabile la “morte” del marchio. Da molte parti si crede che possibilità di un ripensamento, come è stato per Opel, sia praticamente impossibile, oltre che potenzialmente infruttuoso sotto quasi tutti i punti di vista. Saab, infatti, non possiede le strutture tecnologiche della casa tedesca salvata da pochi giorni all’interno di GM. Ovvio, questo non tiene contro delle migliaia di lavoratori stipendiati dalla casa svedese, ma ormai è noto che gli ingranaggi dell’economia spesso e volentieri tendono a stritolare gli interessi comuni dei singoli.
Sono in molti che pensano che ormai Saab sia giunta alla fine senza alcuna speranza di recupero. Voci di corridoio parlano della Beijing Automotive da sola e della Geely che potrebbero essere interessate a subentrare nell’affare all’ultimo momento, magari in compagnia di Ford, ma pare sia più probabile che le due compagnie asiatiche siano più interessate alle strutture e ai progetti che all’industria in sé.
Addio, Saab.
General Motors ha annunciato che le trattative con la casa svedese di superauto Koenigsegg per l’acquisto del marchio Saab sono ufficialmente saltate. Questa volta, però, non è stato l’ex colosso americano a tornare sui suoi passi, bensì la Koenigsegg stessa.
«Siamo ovviamente molto contrariati per questa decisione,» ha dichiarato il presidente di GM Fritz Henderson. «Molti di noi hanno lavorato instancabilmente per mesi per creare un buon piano per il futuro di Saab e per vendere il marchio a Koenigsegg. Vista, però, l’attuale situazione, ci prenderemo i prossimi giorni per decidere sul da farsi.»
A settembre Koenigsegg aveva firmato un memorandum d’intenti con la Beijing Automotive per poter diffondere il marchio Saab anche in Cina. La casa svedese, comunque, non ha ancora rilasciato alcun comunicato ufficiale riguardo la sua improvvisa ed sorprendente retromarcia.
Secondo gli accordi dello scorso mese, General Motors aveva ceduto il 100% delle sue quote di Saab agli svedesi di Koenigsegg. Pare, però, che i cinesi della Beijing Auto potrebbero essere interessati ad investire nella società. Tempo fa, infatti, la compagnia asiatica aveva firmato un’impegnativa che le avrebbe permesso di entrare in affari con Koenigsegg. Il problema, però, è che il giro d’affari di Saab potrebbe essere molto inferiore rispetto alle previsioni, quindi resta da vedere se Beijing ha ancora intenzione di rispettare il patto. Ad ogni modo Christian von Koenigsegg, CEO dell’azienda omonima, ha dichiarato che «questo è un passo importante sulla strada per una nuova Saab. Abbiamo un business plan ben preparato, una partnership importante e siamo pronti a partire anche senza contributi statali». Non bisogna dimenticare che Beijing Auto si era detta anche interessata a Opel in passato, salvo poi dirottare i propri interessi verso altri lidi. Che siano proprio questi?