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Toyota MR2/Supra: il costruttore al lavoro su una nuova sportiva ibrida [rumor]

Morto un papa, se ne fa un altro: la facilità, con cui si avvicendano – a quanto dice la massima citata – le figure al soglio pontificio, non è così semplicemente importabile ed innestabile nel settore automobilistico: l’esempio più concreto e recente è quello di Toyota, all’indomani della scomparsa di uno dei capisaldi del comparto di test del colosso nipponico, Hiromi Naruse, a bordo di una delle vetture di cui detiene parte della paternità, Lexus LF-A.

Si scomoda la sua improvvisa e poco felice dipartita – a torto, forse – in merito ad un’altra vettura, che, pare, fosse in via di sviluppo e di cui Naruse era il capo spirituale: Toyota MR2, diversamente indicata come nuova Supra. Per raccapezzarci sull’esito e sul programma di questa automobile sportiva, è necessario si faccia un passo indietro.

Non è facile realizzare una vettura da zero, in special modo se si deve fare i conti con l’heritage, le radici, il retaggio di successi passati: v’è necessità di un iter, che non può essere risolto in un accenno qui ed un rimando là. Tuttavia, per converso, dal 2006, spesse volte il rumore in merito ad una nuova Toyota MR2/Supra è rimbalzato di fonte in fonte.

La vettura sportiva sarebbe stata pensata come un’ibrida-elettrica, alla stessa stregua di Honda CR-Z, architettura che, oggidì, con il rialzo delle passioni eco-sostenibili, è molto più recepita e concreta, rispetto a quattro annualità fa. A bloccare il progredire fluido e naturale del progetto, il fatto che anche un’altra piccola sportiva, Toyota FT-86, oggi FR-S, sia in fase di rullaggio, pur se già procrastinata in un tempo a venire.

La collisione, in fase progettuale, dei due concetti – sportiva di piccole dimensioni, in saldo, la prima, sportiva ibrida, coscienziosa, la seconda – ha posticipato il depennamento, nella lista delle cose da fare, al 2013. E, come se non bastasse, la morte del tester per eccellenza, il mentore e pater della nuova MR2/Supra, Naruse, pone un altro punto interrogativo sull’esito di questa ipotizzata ibrida Toyota: un punto che, forse, campeggerà, beffardamente, per sempre sulla testa della vettura.

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