WP_Post Object ( [ID] => 9855 [post_author] => 8 [post_date] => 2010-06-26 09:59:16 [post_date_gmt] => 2010-06-26 07:59:16 [post_content] => Gli pneumatici sono una delle componenti più importanti delle nostre auto e Michelin, senza dubbio uno dei maggiori produttori mondiali, ha presentato a Berlino le tecnologie e i test che la casa francese sta utilizzando per rendere le nostre gomme sempre più sicure, efficienti ed ecologiche. All’evento “Michelin: Berlin 2010” c’eravamo anche noi di Motorionline e in questa pagina vi mostreremo i risultati e le foto esclusive delle verifiche e degli esperimenti che le nostre gomme devono affrontare in ogni fase della loro realizzazione per poter raggiungere i livelli di qualità che richiediamo loro. Gli pneumatici sono l’unica parte dell’auto che fisicamente tocca il terreno e sono quindi i maggiori responsabili del controllo che noi guidatori abbiamo su di essa. Questi devono garantire una buona longevità un’eccellente aderenza sia sull’asciutto che sul bagnato e, infine, devono consentirci anche di risparmiare qualche euro di carburante. Questi aspetti a partire dal novembre del 2012 diventeranno parte dell’etichetta che l’unione europea ha deciso di apporre su tutte le gomme in vendita. Su questa comparirano tre dati specifici: il livello di aderenza rapportata al risparmio del carburante (segnalata con la classica scala di valori da A a G), l’aderenza in condizioni di fondo stradale bagnato e la rumorosità provocata dal rotolamento. Questi tre elementi vengono sviluppati e studiati da tutti i produttori e Michelin in particolare promette di riuscire dove altri per ora deficit ano, cioè nello sviluppare dei pneumatici che possano essere sia longevi, che efficienti e sicuri. Tutti elementi che sono strettamente legati ai valori dell’etichetta UE, i quali, oviamente, avranno un valore minimo da rispettare. Secondo gli studi effettuati da TNS Automotive, della quale si servono compagnie quali Michelin, Pirelli e Goodyear, il 30% delle gomme oggi in commercio nel 2012 non sarebbero più vendibili e nel 2016, quando i limiti verranno ulteriormente inaspriti, questa percentuale potrebbe salire fino al 70%. Parlavamo, però, dei test. Presso il centro ADAC Berlin-Brandenburg abbiamo potuto assistere ad alcune dimostrazioni e prove per renderci effettivamente conto dello sviluppo di lacuni pneumatici rispetto ad altri e degli elementi che influenzano la qualità del prodotto finale. Parliamo innanzitutto di longevità, uno dei test più ardui da effettuare: la durata delle nostre gomme ha una notevole importanza, sia in termini economici, sia in termini di prestazioni. Per non dire che vorremmo evitare che qualche vigile troppo zelante ci faccia una multa perché le nostre ruote non sono nelle giuste condizioni, no? Alle 7.30 del mattino tre Volkswagen Golf V hanno iniziato una serie di giri del circuito che si sono protratti per diverse ore. Ogni ora le gomme e i piloti si scambiavano le auto, in modo così da annullare le variabili legate alla guida, che sono ovviamente imprevedibili. La legge europea impone uno spessore minimo della gomma di 1,6 mm sul battistrada, raggiunto il quale è assolutamente obbligatorio sostituirle. Consigliabile, però, farlo anche prima anche se il consumo di 3 mm, oltre il quale alcuni produttori consigliano la sostituzione, forse potrebbe essere eccessivo. Questo sempre rimanendo nella speranza che i produttori di auto possano inserire una spia di indicazione della pressione atmosferica sul cruscotto, anche perché una pressione giusta e distribuita omogeneamente aiuta ancora a risparmiare combustibile. Per chiudere l’esperimento sulla longevità ci sono state mostrate tre auto identiche con tre pneumatici diversi lasciate andare su un tratto di pista dopo una breve discesa. Ciò ha mostrato concretamente le differenze di resistenza al rotolamento di questi set di pneumatici, che influenzano lo sfregamento degli stessi al suolo (per cui la durata) e anche il risparmio di carburante. La resistenza al rotolamento aumenta il risparmio in quanto una bassa resistenza consente all’auto di muoversi richiedendo meno potenza al motore, riducendo di conseguenza i consumi. Secondo i calcoli di Michelin, il 20% dei consumi dell’auto dipendono direttamente dalle gomme e questa percentuale aumenta esponenzialmente con le auto ibride ed elettriche, in quanto dotate di propulsori più efficienti. Si riducono persino le emissioni nocive delle auto grazie alle gomme, che secondo le previsioni della casa francese arrivano fino a 5g/km di CO2 in meno. Grazie a modelli come le Michelin Energy Saver, il produttore ha dichiarato di aver fatto risparmiare negli ultimi anni 184 milioni di litri di benzina. L’ultimo elemento affrontato è stata la sicurezza, a dir poco un aspetto fondamentale delle gomme. L’aderenza è influenzata da due elementi: al 75% dall’adesione, cioè la tendenza della gomma ad “attaccarsi” al terreno asciutto, e al 25% dall’ingranamento, cioè la sua capacità di fare grip sulle ovvie imperfezioni dell’asfalto (la strada non è liscia, soprattutto a livello microscopico). In caso di pioggia, inoltre, l’adesione sparisce ed è per questo che i pneumatici vengono “scavati” con speciali incanalature che creano un effetto “prua” che devia l’acqua e permette alla zona di contatto, grande non più di una mano, di aderire nuovamente al manto stradale. Il classico test di frenata sul bagnato, che vi potremo far vedere presto in video, ma che già potete anticipare con le nostre foto, ha ulteriormente dimostrato come determinati tipi di pneumatici possano rendere lo spazio di frenata inferiore di diversi metri anche in condizioni disagevoli. Per concludere, la giusta ricetta per il buon pneumatico è un perfetto equilibrio tra longevità, sicurezza e risparmio, tre elementi che la Michelin promette di saper garantire in tutti i suoi prodotti. La scelta tocca a voi lettori, ma di una cosa siamo sicuri: spesso ci si dimentica dei pneumatici, ma invece dovrebbero essere elementi controllati costantemente, come la benzina o i freni. Un esperto gommista potrà sicuramente consigliarvi adeguatamente in questo senso. 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Michelin: presentato a Berlino il presente e il futuro dei pneumatici

Gli pneumatici sono una delle componenti più importanti delle nostre auto e Michelin, senza dubbio uno dei maggiori produttori mondiali, ha presentato a Berlino le tecnologie e i test che la casa francese sta utilizzando per rendere le nostre gomme sempre più sicure, efficienti ed ecologiche. All’evento “Michelin: Berlin 2010” c’eravamo anche noi di Motorionline e in questa pagina vi mostreremo i risultati e le foto esclusive delle verifiche e degli esperimenti che le nostre gomme devono affrontare in ogni fase della loro realizzazione per poter raggiungere i livelli di qualità che richiediamo loro.

Gli pneumatici sono l’unica parte dell’auto che fisicamente tocca il terreno e sono quindi i maggiori responsabili del controllo che noi guidatori abbiamo su di essa. Questi devono garantire una buona longevità un’eccellente aderenza sia sull’asciutto che sul bagnato e, infine, devono consentirci anche di risparmiare qualche euro di carburante. Questi aspetti a partire dal novembre del 2012 diventeranno parte dell’etichetta che l’unione europea ha deciso di apporre su tutte le gomme in vendita. Su questa comparirano tre dati specifici: il livello di aderenza rapportata al risparmio del carburante (segnalata con la classica scala di valori da A a G), l’aderenza in condizioni di fondo stradale bagnato e la rumorosità provocata dal rotolamento. Questi tre elementi vengono sviluppati e studiati da tutti i produttori e Michelin in particolare promette di riuscire dove altri per ora deficit ano, cioè nello sviluppare dei pneumatici che possano essere sia longevi, che efficienti e sicuri. Tutti elementi che sono strettamente legati ai valori dell’etichetta UE, i quali, oviamente, avranno un valore minimo da rispettare. Secondo gli studi effettuati da TNS Automotive, della quale si servono compagnie quali Michelin, Pirelli e Goodyear, il 30% delle gomme oggi in commercio nel 2012 non sarebbero più vendibili e nel 2016, quando i limiti verranno ulteriormente inaspriti, questa percentuale potrebbe salire fino al 70%.

Parlavamo, però, dei test. Presso il centro ADAC Berlin-Brandenburg abbiamo potuto assistere ad alcune dimostrazioni e prove per renderci effettivamente conto dello sviluppo di lacuni pneumatici rispetto ad altri e degli elementi che influenzano la qualità del prodotto finale. Parliamo innanzitutto di longevità, uno dei test più ardui da effettuare: la durata delle nostre gomme ha una notevole importanza, sia in termini economici, sia in termini di prestazioni. Per non dire che vorremmo evitare che qualche vigile troppo zelante ci faccia una multa perché le nostre ruote non sono nelle giuste condizioni, no? Alle 7.30 del mattino tre Volkswagen Golf V hanno iniziato una serie di giri del circuito che si sono protratti per diverse ore. Ogni ora le gomme e i piloti si scambiavano le auto, in modo così da annullare le variabili legate alla guida, che sono ovviamente imprevedibili. La legge europea impone uno spessore minimo della gomma di 1,6 mm sul battistrada, raggiunto il quale è assolutamente obbligatorio sostituirle. Consigliabile, però, farlo anche prima anche se il consumo di 3 mm, oltre il quale alcuni produttori consigliano la sostituzione, forse potrebbe essere eccessivo. Questo sempre rimanendo nella speranza che i produttori di auto possano inserire una spia di indicazione della pressione atmosferica sul cruscotto, anche perché una pressione giusta e distribuita omogeneamente aiuta ancora a risparmiare combustibile. Per chiudere l’esperimento sulla longevità ci sono state mostrate tre auto identiche con tre pneumatici diversi lasciate andare su un tratto di pista dopo una breve discesa. Ciò ha mostrato concretamente le differenze di resistenza al rotolamento di questi set di pneumatici, che influenzano lo sfregamento degli stessi al suolo (per cui la durata) e anche il risparmio di carburante.

La resistenza al rotolamento aumenta il risparmio in quanto una bassa resistenza consente all’auto di muoversi richiedendo meno potenza al motore, riducendo di conseguenza i consumi. Secondo i calcoli di Michelin, il 20% dei consumi dell’auto dipendono direttamente dalle gomme e questa percentuale aumenta esponenzialmente con le auto ibride ed elettriche, in quanto dotate di propulsori più efficienti. Si riducono persino le emissioni nocive delle auto grazie alle gomme, che secondo le previsioni della casa francese arrivano fino a 5g/km di CO2 in meno. Grazie a modelli come le Michelin Energy Saver, il produttore ha dichiarato di aver fatto risparmiare negli ultimi anni 184 milioni di litri di benzina.

L’ultimo elemento affrontato è stata la sicurezza, a dir poco un aspetto fondamentale delle gomme. L’aderenza è influenzata da due elementi: al 75% dall’adesione, cioè la tendenza della gomma ad “attaccarsi” al terreno asciutto, e al 25% dall’ingranamento, cioè la sua capacità di fare grip sulle ovvie imperfezioni dell’asfalto (la strada non è liscia, soprattutto a livello microscopico). In caso di pioggia, inoltre, l’adesione sparisce ed è per questo che i pneumatici vengono “scavati” con speciali incanalature che creano un effetto “prua” che devia l’acqua e permette alla zona di contatto, grande non più di una mano, di aderire nuovamente al manto stradale. Il classico test di frenata sul bagnato, che vi potremo far vedere presto in video, ma che già potete anticipare con le nostre foto, ha ulteriormente dimostrato come determinati tipi di pneumatici possano rendere lo spazio di frenata inferiore di diversi metri anche in condizioni disagevoli.

Per concludere, la giusta ricetta per il buon pneumatico è un perfetto equilibrio tra longevità, sicurezza e risparmio, tre elementi che la Michelin promette di saper garantire in tutti i suoi prodotti. La scelta tocca a voi lettori, ma di una cosa siamo sicuri: spesso ci si dimentica dei pneumatici, ma invece dovrebbero essere elementi controllati costantemente, come la benzina o i freni. Un esperto gommista potrà sicuramente consigliarvi adeguatamente in questo senso.

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