Volvo, ufficializzata la cessione a Geely

Volvo, ufficializzata la cessione a Geely

Un pezzo d’Europa automobilistica che se ne va. Virtualmente, s’intende. Prende il volo con tutti i propri bagagli, senza neppure salutare. L’ultima figlia della crisi – in ordine di tempo – salpa dal mare del Vecchio Continente per raggiungere un porto amaro, quello orientale, lontano da congiunti ed amici.

Termina oggi la transazione che ha segnato l’avvicendamento del padrone sullo scranno, per Volvo: la casa automobilistica svedese passa, oggidì, definitivamente nelle mani gialle di Geely (ad esser pedanti, Zhejiang Geely Holding Group Company Limited). Con tanti saluti da parte dei manager Ford.

Chissà come l’avrebbe presa il fautore dell’automobilismo americano, Henry Ford, il primo a concepire il comparto come un settore industriale e non più come una bottega artigiana medievale: Ford Motor Company, quella odierna, spogliata delle più romantiche accezioni dell’industrializzazione di inizio novecento, durante la prima metà dell’anno corrente s’è sbarazzata di due marchi che conteneva in un pacchetto personale: dapprima, l’eliminazione industriale di Mercury, poi la cessione di oggi, dopo quattro mesi di trattative, di Volvo.

Volvo Car Corporation, nata nel 1927, per volere di due soci dell’azienda SKF, storica e nota etichetta di produzione di cuscinetti a sfera, vendette la divisione autovetture a Ford Motor Company nel 1999. Il 2 agosto 2010 termina la fase americana di una casa automobilistica con sede a Goteborg, in Svezia, che entra in una holding cinese per 1,3 miliardi di dollari, poco meno di 1 miliardi di euro.

Ma quanto vale il patriottismo automobilistico?

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