WP_Post Object ( [ID] => 12056 [post_author] => 13 [post_date] => 2010-09-26 18:55:54 [post_date_gmt] => 2010-09-26 16:55:54 [post_content] => Tagliamo la testa al toro, come premessa: finiamola di credere che il sistema Start&Stop possa rovinare i propulsori e che sia pericoloso per la vita – lunga e breve – della nostra vettura. Mettiamo da parte la nostra psicosi da novità e la paura di tutto ciò che esce fuori dalla tranquilla quotidianità. Pochi sanno, ad esempio, che il dispositivo Start&Stop, oggi sempre maggiormente diffuso all'interno delle dotazioni dei nuovi veicoli, ha un antenato illustre (che, forse, può aiutarci ad integrarci con il sistema, ora): si chiamava Energy Saving e, guarda caso, venne introdotto da Fiat nella gamma di Fiat Uno, Fiat Ritmo e Fiat Regata (le versioni erano riconoscibili con l'acronimo ES). Erano gli anni ottanta. Sono passate generazioni di veicoli, oltre che un terzo di secolo, circa. Ha cambiato nome, ma la sostanza è la stessa. Il dispositivo Start&Stop può essere un buon palliativo per il mal d'aria di cui soffre, oggi, l'atmosfera terrestre ed una modalità facile per fare qualcosa di concreto, anche nel piccolo di un'utilitaria come Fiat 500. Non sarà la soluzione, certo. Il sistema Start&Stop della gamma Fiat è dotato di circa 270 sensori, che monitorano costantemente una serie cospicua di parametri, tra cui lo stato di carica della batteria e l'assorbimento di energia elettrica degli accessori elettronici dell'abitacolo. Questo per assicurare costantemente la perfetta funzionalità del veicolo che ne è equipaggiato. Abbiamo avuto la possibilità di valutare attentamente le modalità di intervento del sistema Start&Stop, attraverso un breve test con la nuova Fiat 500 TwinAir, a Rho, Milano, presso la Fiera. Innanzitutto, è bene precisare che il tempo massimo di spegnimento permesso dal dispositivo al propulsore è di tre minuti, dopo di che la centralina impone la riaccensione del motore. Il fatto è che la batteria può essere depredata della propria carica solo fino ad un certo livello (ed è qui che i sensori fanno il loro mestiere, monitorandola) La causa? Anche a motore spento, i sistemi elettrici/elettronici dell'autovettura rimangono funzionati. Quest'ultimi attingono alla batteria (che viene potenziata sulle vetture dotate di Start&Stop) ed alla quantità di energia in essa immagazzinata: il limite è, appunto, tre minuti. Ciò accade nelle condizioni standard. Tuttavia, se attivassimo dispositivi a grande assorbimento (come lo sbrinatore elettrico del lunotto posteriore o i tergicristalli anteriori alla massima velocità possibile), specialmente simultaneamente, il sistema Start&Stop, sebbene attivato, valuterebbe la situazione come rischiosa per la carica della batteria e non si attiverebbe, proprio per non compromettere la riserva di energia. All'interno dello schermo multifunzionale della citycar Fiat 500 TwinAir appare allora la scritta “Start/Stop non disponibile”. Non un malfunzionamento (non telefonate, a quel punto, al vostro meccanico di fiducia, tra lo sconfortato e l'infervorato: è tutto normale!), bensì l'avviso, semplice e diretto, che il sistema ha valutato, grazie a quei 270 sensori di cui sopra facemmo menzione, l'impossibilità di attivarsi ed ha preferito salvaguardare la batteria piuttosto che spegnere l'autovettura. Un'altra peculiarità del dispositivo ecologico Start&Stop è il fatto che quest'ultimo riesca a riconoscere la fase di manovra: quando, cioè, inseriamo la retromarcia e, posizioniamo, subito successivamente, il cambio in folle, il sistema non permette al propulsore di spegnersi, proprio per agevolare il nostro movimento. Il motorino d'avviamento, beninteso, è stato potenziato per garantire oltre 500.000 accensioni. Inoltre, il dispositivo Start&Stop può essere disinserito manualmente, con un apposito tasto, dall'utente. Si potrebbe ipotizzare che il continuo attivarsi e spegnersi del propulsore aumenti il consumo: in realtà, solo nell'iniziale accendere il motore, quando l'auto è fredda, da tempo ferma,, i cilindri vanno riempiti di carburante e, perciò, il consumo aumenta. Il funzionamento del sistema Start&Stop, invece, agisce su pistoni già carichi, facendo in modo che il riempimento degli stessi sia minimo. [post_title] => Il sistema Start&Stop per Fiat 500 TwinAir [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => startstop [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2010-09-26 18:55:54 [post_modified_gmt] => 2010-09-26 16:55:54 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.motorionline.com/?p=12056 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Il sistema Start&Stop per Fiat 500 TwinAir

Il sistema Start&Stop per Fiat 500 TwinAir

Tagliamo la testa al toro, come premessa: finiamola di credere che il sistema Start&Stop possa rovinare i propulsori e che sia pericoloso per la vita – lunga e breve – della nostra vettura. Mettiamo da parte la nostra psicosi da novità e la paura di tutto ciò che esce fuori dalla tranquilla quotidianità.

Pochi sanno, ad esempio, che il dispositivo Start&Stop, oggi sempre maggiormente diffuso all’interno delle dotazioni dei nuovi veicoli, ha un antenato illustre (che, forse, può aiutarci ad integrarci con il sistema, ora): si chiamava Energy Saving e, guarda caso, venne introdotto da Fiat nella gamma di Fiat Uno, Fiat Ritmo e Fiat Regata (le versioni erano riconoscibili con l’acronimo ES). Erano gli anni ottanta.

Sono passate generazioni di veicoli, oltre che un terzo di secolo, circa. Ha cambiato nome, ma la sostanza è la stessa. Il dispositivo Start&Stop può essere un buon palliativo per il mal d’aria di cui soffre, oggi, l’atmosfera terrestre ed una modalità facile per fare qualcosa di concreto, anche nel piccolo di un’utilitaria come Fiat 500. Non sarà la soluzione, certo.

Il sistema Start&Stop della gamma Fiat è dotato di circa 270 sensori, che monitorano costantemente una serie cospicua di parametri, tra cui lo stato di carica della batteria e l’assorbimento di energia elettrica degli accessori elettronici dell’abitacolo. Questo per assicurare costantemente la perfetta funzionalità del veicolo che ne è equipaggiato.

Abbiamo avuto la possibilità di valutare attentamente le modalità di intervento del sistema Start&Stop, attraverso un breve test con la nuova Fiat 500 TwinAir, a Rho, Milano, presso la Fiera. Innanzitutto, è bene precisare che il tempo massimo di spegnimento permesso dal dispositivo al propulsore è di tre minuti, dopo di che la centralina impone la riaccensione del motore. Il fatto è che la batteria può essere depredata della propria carica solo fino ad un certo livello (ed è qui che i sensori fanno il loro mestiere, monitorandola)

La causa? Anche a motore spento, i sistemi elettrici/elettronici dell’autovettura rimangono funzionati. Quest’ultimi attingono alla batteria (che viene potenziata sulle vetture dotate di Start&Stop) ed alla quantità di energia in essa immagazzinata: il limite è, appunto, tre minuti. Ciò accade nelle condizioni standard.

Tuttavia, se attivassimo dispositivi a grande assorbimento (come lo sbrinatore elettrico del lunotto posteriore o i tergicristalli anteriori alla massima velocità possibile), specialmente simultaneamente, il sistema Start&Stop, sebbene attivato, valuterebbe la situazione come rischiosa per la carica della batteria e non si attiverebbe, proprio per non compromettere la riserva di energia.

All’interno dello schermo multifunzionale della citycar Fiat 500 TwinAir appare allora la scritta “Start/Stop non disponibile”. Non un malfunzionamento (non telefonate, a quel punto, al vostro meccanico di fiducia, tra lo sconfortato e l’infervorato: è tutto normale!), bensì l’avviso, semplice e diretto, che il sistema ha valutato, grazie a quei 270 sensori di cui sopra facemmo menzione, l’impossibilità di attivarsi ed ha preferito salvaguardare la batteria piuttosto che spegnere l’autovettura.

Un’altra peculiarità del dispositivo ecologico Start&Stop è il fatto che quest’ultimo riesca a riconoscere la fase di manovra: quando, cioè, inseriamo la retromarcia e, posizioniamo, subito successivamente, il cambio in folle, il sistema non permette al propulsore di spegnersi, proprio per agevolare il nostro movimento. Il motorino d’avviamento, beninteso, è stato potenziato per garantire oltre 500.000 accensioni.

Inoltre, il dispositivo Start&Stop può essere disinserito manualmente, con un apposito tasto, dall’utente. Si potrebbe ipotizzare che il continuo attivarsi e spegnersi del propulsore aumenti il consumo: in realtà, solo nell’iniziale accendere il motore, quando l’auto è fredda, da tempo ferma,, i cilindri vanno riempiti di carburante e, perciò, il consumo aumenta. Il funzionamento del sistema Start&Stop, invece, agisce su pistoni già carichi, facendo in modo che il riempimento degli stessi sia minimo.

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