WP_Post Object ( [ID] => 12866 [post_author] => 13 [post_date] => 2010-10-26 14:02:40 [post_date_gmt] => 2010-10-26 12:02:40 [post_content] => Sembra che in Spagna abbiano molto a cuore la sicurezza su strada, di qualsiasi tipo di utente stradale si tratti. I funzionari che amministrano la cittadina di Els Alamus, situata vicino a Barcellona, hanno imposto alle prostitute, che operano necessariamente fuori dal centro della città (e, per questo, nei luoghi dove l'illuminazione è più carente o addirittura assente), di indossare il giubbotto catarifrangente, proprio come è norma fare nelle autostrade italiane, quando si esce dall'automobile nelle piazzole di sosta. Dovete sapere che la prostituzione, in Spagna, non è illegale quando a trarne profitto non è un terzo, un procuratore, e rimane lecito se gli introiti della vendita del sesso rimangono ai primi commercianti, le prostitute. Le forze politiche di questo paese, Els Alamus, hanno introdotto una multa di 40 euro, che verrà comminata a qualunque delle professioniste che esercitano per strada trovata a non indossare il giubbotto. Questo per due motivazioni: sia perché possono limitare il pericolo personale che si corre dal sostare in una strada mal illuminata, sia per il fatto che esse, qualora non avessero addosso il giubbotto, potrebbero rappresentare un pericolo anche per gli automobilisti. Il risvolto conseguente, da una parte, è un probabile aumento del fatturato, dacché queste prostitute diventano di colpo più visibili, proprio come una vetrina illuminata a giorno durante il periodo natalizio. Dall'altra parte, tuttavia, questa visibilità comporta una loro maggiore esposizione e visibilità, anche a chi è malintenzionato, ed una coercitiva copertura delle forme del proprio corpo: a meno di non mettere in vendita giubbotti scollati. Voi che ne dite: approvate questa scelta del paese spagnolo o la ritenete sbagliata? [post_title] => Prostitute, in Spagna con il giubbotto catarifrangente [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => prostitute-in-spagna-con-il-giubbotto-catarifrangente [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2010-10-26 14:02:40 [post_modified_gmt] => 2010-10-26 12:02:40 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.motorionline.com/?p=12866 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 2 [filter] => raw [post_category] => 0 )

Prostitute, in Spagna con il giubbotto catarifrangente

Prostitute, in Spagna con il giubbotto catarifrangente

Sembra che in Spagna abbiano molto a cuore la sicurezza su strada, di qualsiasi tipo di utente stradale si tratti. I funzionari che amministrano la cittadina di Els Alamus, situata vicino a Barcellona, hanno imposto alle prostitute, che operano necessariamente fuori dal centro della città (e, per questo, nei luoghi dove l’illuminazione è più carente o addirittura assente), di indossare il giubbotto catarifrangente, proprio come è norma fare nelle autostrade italiane, quando si esce dall’automobile nelle piazzole di sosta.

Dovete sapere che la prostituzione, in Spagna, non è illegale quando a trarne profitto non è un terzo, un procuratore, e rimane lecito se gli introiti della vendita del sesso rimangono ai primi commercianti, le prostitute. Le forze politiche di questo paese, Els Alamus, hanno introdotto una multa di 40 euro, che verrà comminata a qualunque delle professioniste che esercitano per strada trovata a non indossare il giubbotto. Questo per due motivazioni: sia perché possono limitare il pericolo personale che si corre dal sostare in una strada mal illuminata, sia per il fatto che esse, qualora non avessero addosso il giubbotto, potrebbero rappresentare un pericolo anche per gli automobilisti.

Il risvolto conseguente, da una parte, è un probabile aumento del fatturato, dacché queste prostitute diventano di colpo più visibili, proprio come una vetrina illuminata a giorno durante il periodo natalizio. Dall’altra parte, tuttavia, questa visibilità comporta una loro maggiore esposizione e visibilità, anche a chi è malintenzionato, ed una coercitiva copertura delle forme del proprio corpo: a meno di non mettere in vendita giubbotti scollati. Voi che ne dite: approvate questa scelta del paese spagnolo o la ritenete sbagliata?

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2 commenti

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  1. Franco

    26 Ottobre 2010 at 15:51

    Riguardo all’Italia, visto che in questo Paese è sempre più diffusa la prostituta accanto alla sua autovettura ai bordi delle vie, il Codice della Strada italiano impone di indossare il detto giubbotto a qualsiasi conduttore di autoveicolo che scende da questo e resta nei relativi paraggi.

  2. gianni

    26 Ottobre 2010 at 19:15

    la trovo una cosa molto buona, ma voglio essere lanciare una domanda: perche non riaprire (li come da noi) le case di appuntamento con gestione sanitaria controllata e con pagamento delle tasse anche per loro? Non avremmo piu indecenza per le strade, meno pericoli automobilistici, maggiore sicurezza per le professioniste e i clienti, introiti per lo stato con relative marchette per pensione…bho io la vedo cosi la cosa piu corretta e anche sicura!!!

    Ciao

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