WP_Post Object ( [ID] => 14871 [post_author] => 8 [post_date] => 2010-12-22 13:01:36 [post_date_gmt] => 2010-12-22 11:01:36 [post_content] => La benzina costa troppo. Quello che ormai è divenuto un luogo comune, adesso si ripercuote sulle abitudini automobilistiche italiane. Secondo quanto emerso dal rapporto ACI-Censis 2010, gli italiani preferiscono utilizzare l'auto per i brevi spostamenti in città e per le lunghe traversate viene sempre preferito il mezzo pubblico, treno o autobus che sia. Questo sistema pare che porti ad un risparmio complessivo nella gestione dell'auto di ben 3.191 € l'anno. Questa esigenza di mobilità trova il suo contraltare nei comportamenti sempre più trasgressivi: l’87,8% dei conducenti ammette di distrarsi spesso con il cellulare. Le dieci infrazioni più ricorrenti al Codice della Strada sono: parcheggio indivieto di sosta (27,8% del campione intervistato), superamento dei limiti di velocità (23,5%), parcheggio in doppia fila (21,7%), mancato uso delle cinture (18,4%) e delle frecce (10,1%), passaggio con semaforo rosso(9,6), inversione a U (4,9%), violazione delle zone a traffico limitato (4,8%), inosservanza della precedenza(4,2%) e sorpasso a destra (3,2%). I giovani under 34 sono i più inclini a commettere infrazioni e fanno registrare percentuali più elevate della media nella quasi totalità delle violazioni. «L’automobile conferma il suo primato tra le abitudini degli italiani – ha dichiarato il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Enrico Gelpi – ma tra i conducenti dilaga un senso di onnipotenza al volante, soprattutto tra i più giovani, che deve essere rapidamente contrastato con specifiche iniziative istituzionali e nuove attività di sensibilizzazione. L’inesperienza facilita una maggiore propensione alla trasgressione tra i neopatentati, verso i quali vanno delineati percorsi di formazione continua che favoriscano consapevolezza dei rischi e comportamenti più responsabili.» «Dal rapporto emerge la richiesta sempre più diffusa di una nuova cultura della mobilità – ha aggiunto Gelpi – e l’ACI continuerà a sensibilizzare gli automobilisti. Riteniamo tuttavia indispensabile che le istituzioni affrontino con determinazione i problemi: la pianificazione del sistema dei trasporti, il ripensamento del rapporto tra urbanistica e mobilità, l’accessibilità ai grandi centri urbani. Per rivitalizzare il mercato dell’auto dando un nuovo impulso al processo di ottimizzazione del parco circolante – ha concluso il presidente dell’ACI – il 47,5% delle famiglie chiede una nuova fase di incentivi per la sostituzione del proprio veicolo, a dispetto delle contrarietà finora espresse dai maggiori decisori pubblici e privati della filiera automobilistica. Nelle condizioni attuali meno del 4% degli italiani si dichiara disposto a comprare una vettura nel 2011.» Foto: Flickr [post_title] => ACI, l'auto si usa meno, ma più spesso a causa del costo della benzina [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => aci-lauto-si-usa-meno-ma-piu-spesso-a-causa-del-costo-della-benzina [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2010-12-22 12:56:36 [post_modified_gmt] => 2010-12-22 10:56:36 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => http://www.motorionline.com/?p=14871 [menu_order] => 0 [post_type] => post [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw [post_category] => 0 )

ACI, l’auto si usa meno, ma più spesso a causa del costo della benzina

ACI, l’auto si usa meno, ma più spesso a causa del costo della benzina

La benzina costa troppo. Quello che ormai è divenuto un luogo comune, adesso si ripercuote sulle abitudini automobilistiche italiane. Secondo quanto emerso dal rapporto ACI-Censis 2010, gli italiani preferiscono utilizzare l’auto per i brevi spostamenti in città e per le lunghe traversate viene sempre preferito il mezzo pubblico, treno o autobus che sia. Questo sistema pare che porti ad un risparmio complessivo nella gestione dell’auto di ben 3.191 € l’anno.

Questa esigenza di mobilità trova il suo contraltare nei comportamenti sempre più trasgressivi: l’87,8% dei conducenti ammette di distrarsi spesso con il cellulare. Le dieci infrazioni più ricorrenti al Codice della Strada sono: parcheggio indivieto di sosta (27,8% del campione intervistato), superamento dei limiti di velocità (23,5%), parcheggio in doppia fila (21,7%), mancato uso delle cinture (18,4%) e delle frecce (10,1%), passaggio con semaforo rosso(9,6), inversione a U (4,9%), violazione delle zone a traffico limitato (4,8%), inosservanza della precedenza(4,2%) e sorpasso a destra (3,2%). I giovani under 34 sono i più inclini a commettere infrazioni e fanno registrare percentuali più elevate della media nella quasi totalità delle violazioni.

«L’automobile conferma il suo primato tra le abitudini degli italiani – ha dichiarato il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Enrico Gelpi – ma tra i conducenti dilaga un senso di onnipotenza al volante, soprattutto tra i più giovani, che deve essere rapidamente contrastato con specifiche iniziative istituzionali e nuove attività di sensibilizzazione. L’inesperienza facilita una maggiore propensione alla trasgressione tra i neopatentati, verso i quali vanno delineati percorsi di formazione continua che favoriscano consapevolezza dei rischi e comportamenti più responsabili.»

«Dal rapporto emerge la richiesta sempre più diffusa di una nuova cultura della mobilità – ha aggiunto Gelpi – e l’ACI continuerà a sensibilizzare gli automobilisti. Riteniamo tuttavia indispensabile che le istituzioni affrontino con determinazione i problemi: la pianificazione del sistema dei trasporti, il ripensamento del rapporto tra urbanistica e mobilità, l’accessibilità ai grandi centri urbani. Per rivitalizzare il mercato dell’auto dando un nuovo impulso al processo di ottimizzazione del parco circolante – ha concluso il presidente dell’ACI – il 47,5% delle famiglie chiede una nuova fase di incentivi per la sostituzione del proprio veicolo, a dispetto delle contrarietà finora espresse dai maggiori decisori pubblici e privati della filiera automobilistica. Nelle condizioni attuali meno del 4% degli italiani si dichiara disposto a comprare una vettura nel 2011.»

Foto: Flickr

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