Mirafiori: ecco i punti dell’accordo tra Fiat e sindacati

Mirafiori: ecco i punti dell’accordo tra Fiat e sindacati

Mirafiori: ecco i punti dell’accordo tra Fiat e sindacati

Ieri è stato ufficialmente raggiunto l’accordo riguardo il centro di Mirafiori, che potrà beneficiare di un investimento superiore al miliardo di euro. Un’intesa che sta letteralmente spaccando in due l’Italia, raccogliendo al momento il favore della maggioranza e le proteste dell’opposizione di governo. A non essere d’accordo con l’A.D. di Fiat sono soprattutto alcune formazioni sindacali, che si sentono soverchiate dalla presa di posizione dell’azienda. Ora qui non vogliamo parlare di politica, quindi non ci addentreremo eccessivamente nei dettagi della questione. Che voi siate d’accordo o meno, potrete commentarlo qui di seguito. Sicuramente, però, per il Gruppo Fiat si apre una nuova possibilità, sottolineata dalle stesse parole di Marchionne.

«E’ un gran bel momento per tutti quelli che hanno faticato per raggiungere un’intesa, ma soprattutto per i lavoratori e per il futuro dello stabilimento – ha detto l’A.D. Di Fiat – Mirafiori inizia oggi una nuova fase della sua vita. Questo stabilimento è il simbolo della Fiat, è quello che custodisce la storia dell’automobile italiana e l’orgoglio manifatturiero. Grazie all’accordo di oggi, Mirafiori potrà compiere un salto di qualità e farsi apprezzare a livello internazionale, diventando un esempio unico in Italia di impegno condiviso da un costruttore di automobili estero, come la Chrysler. Per quanto ci riguarda, faremo partire gli investimenti previsti nel minor tempo possibile. Sono lieto che alla fine abbia prevalso il senso di responsabilità, anche se avremmo preferito una condivisione del progetto da parte di tutti i sindacati. Adesso bisogna lavorare per realizzare il contratto collettivo specifico per la joint venture che consentirà il passaggio dei lavoratori alla nuova società Fiat-Chrysler. Questa è una grande opportunità ed è il miglior regalo di Natale che potessimo fare alle nostre persone.»

Quali sono, però, i punti focali di questo accordo? Innanzitutto gli investimenti: è stato promesso, come detto, un contributo di almeno un miliardo di euro, derivante dalla join venture tra Fiat e Chrysler, che porterà ad una produzione di circa 280.000 vetture l’anno, indirizzate soprattutto verso i nuovi Suv marchiati Alfa Romeo e Chrysler stessa. Ritorneranno inoltre le RSA (Rappresentanze Sindacali Aziendali), che andranno a sostituire le RSU, delle quali faceva parte la Fiom. Gli impianti saranno attivi sei giorni su sette per 40 ore lavorative per ogni operaio, suddivise in turni. L’aumento dei turni porterà anche ad un innalzamento del reddito operaio di circa 3.700 €, con turni supplementari pagati a straordinario. Ancora da chiarire bene la questione delle pause sul lavoro, di cui comunque si ridiscuterà in seguito. Infine saranno introdotte nuove norme contro l’assenteismo, che passeranno però attraverso il garantimento dei diritti attualmente vigenti.

In conclusione, si è definita la scissione tra il Gruppo Fiat e la Fiat Industrial S.p.A., a quale ha anche firmato un accordo con una cordata di banche per un finanziamento di circa 4,2 miliardi di euro.

Foto: Flickr

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4 commenti

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  1. ignazio fadda

    27 Dicembre 2010 at 19:10

    acorrdo importante per la competitività e per attrarre investimenti in italia.complimenti ai negoziatori per la capacità di individuare soluzioni innovative e per il coraggio dimostrato in un ambiente politico e sindacale ossificato e accecato dall’ideologia

  2. alessandro

    11 Gennaio 2011 at 16:28

    credo che marchionne stia prendendo la palla al balzo,chi meglio di lui avere un sindacato che gli firma tutte le sue schifezze eccetto la grande F.I.O.M.gli operai sono con le spalle al muro dovranno ingoiare questo rospo contro la loro volonta’ma porgere un ringraziamento ai nostri vecchi sindacalisti di avere ottenuto tanti diritti a favore della classe operaia in questi decenni,e la stagione dei diritti finisce qui,dove sta per iniziare una nuova era un modo dittatoriale di lavorare che troveranno i nostri figli nel futuro che li aspetta.

  3. Boxgabry

    11 Gennaio 2011 at 16:55

    E voi pensate che questo accordo non possa andare bene??
    Provate a lavorare nelle fabbriche minori, presso aziende artigiane e vi accorgerete che queste condizioni solo la normalita’
    I tempi sono cambiati e bisogna percorrere altre strade. Le rendite di posizioni non pagano,

  4. Cristian

    12 Gennaio 2011 at 13:51

    Sono assolutamente favorevole ai termini di questo accordo.Credo sia un sostanziale passo in avanti per le opportunità del nostro paese,che oggi,diciamocela tutta,naviga nella più totale calma piatta.Inoltre questo favorisce anche l’occupazione,perchè garantisce lavoro a molte persone,il che non è poco di questi tempi…quindi un bravo a Marchionne che ha avuto il coraggio di attuare una politica di cambiamento con il fine di riportare l’Italia ad un livello competitivo internazionale adeguato.

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