Fiat-Chrysler, Marchionne annuncia il raggiungimento del 30% delle quote

Fiat-Chrysler, Marchionne annuncia il raggiungimento del 30% delle quote

Fiat-Chrysler, Marchionne annuncia il raggiungimento del 30% delle quote

Se qualcuno aveva qualche dubbio circa l’avanzamento di Fiat in Chrysler, l’annuncio di questa mattina da parte di Sergio Marchionne ha definitivamente spazzato via qualsiasi dubbio. Il progetto iniziale della casa del Lingotto va avanti e l’AD del gruppo ha dichiarato che nei prossimi giorni verrà acquisito un ulteriore 5% del pacchetto della casa americana, arrivando così ad un totale del 30%. Si tratta di un passo estremamente significativo verso l’acquisizione della maggioranza a cui ormai punta Fiat, che già da ora si trova in una posizione di grandissima influenza.

Marchionne non si è però solo limitato a parlare di Chrysler. Questo inizio di settimana è stato particolarmente frenetico nel campo della piccola e grande industria, soprattutto dopo le aspre parole di critica mosse dalla Presidentessa di Confindustria Marcegaglia. A quanto pare i dirigenti del Gruppo Fiat sposano a loro volta l’interpretazione di solitudine emersa dal discorso della Presidentessa, soprattutto per quanto riguarda le famose questioni di Pomigliano e Mirafiori. «Non so nemmeno come rispondere (riguardo alle parole della Marcegaglia, n.d.r.). Le difficoltà che stiamo incontrando alla Fiat – ha dichiarato l’AD a TGCom – riflettono una mancanza di coesione. La battaglia per Pomigliano e Mirafiori parla chiaro: ci hanno lasciati soli. Siamo stati di una chiarezza incredibile. Abbiamo un contratto a Mirafiori e uno a Pomigliano che sono stati votati dalla maggioranza e accettati dai nostri dipendenti. Non posso creare due Stati nella Fiat.»

Il discorso porta inevitabilmente a parlare della questione Bertone e Maserati. «I piani alternativi se non riusciremo a fare l’investimento alla Bertone ci sono. Li abbiamo sia in Italia, sia altrove. Preferirei fare la Maserati in Italia, sono ottimista sul fatto che la vettura si possa fare nel nostro Paese. Lascio giudicare ai dipendenti della Bertone, sarebbe un vero peccato per loro non fare l’investimento lì, ma ognuno è libero di fare le sue scelte.»

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