ACI, Italia in ritardo nella riduzione europea degli incidenti stradali

ACI, Italia in ritardo nella riduzione europea degli incidenti stradali

Gli incidenti stradali sono ancora un flagello molto diffuso nel nostro Paese e, purtroppo, dobbiamo registrare un passo indietro nella loro prevenzione. Nonostante il numero complessivo di sinistri nel 2010 si sia ridotto del 3,9% rispetto all’anno precedente, i morti del 5,6% e i feriti del 3,7%, secondo i dati forniti dall?ACI siamo ancora in ritardo rispetto alle programmazioni europee stabilite nel 2001. All’epoca, infatti, l’Unione Europea aveva stabilito che entro il 2010 si sarebbero dovuti ridurre gli incidenti mortali almeno del 50%. L’Italia, invece, è ferma al 44%, percentuale che le vale il 13° posto nella speciale classifica continentale. Va detto, comunque, che la media è del 43%.

Siamo chiari, si tratta comunque di un buon risultato, ma come recitava la canzone “si può fare di più”. «Anche se non è stato centrato l’obiettivo UE – ha comunque precisato il presidente dell’ACI, Enrico Gelpi – sono state salvate 14.600 vite umane sulle strade italiane e risparmiati quasi 25 miliardi di euro in costi sociali. Un risultato importante, frutto dell’impegno del Governo, del Parlamento, delle Forze dell’Ordine e di tutta la filiera della sicurezza stradale, che trova nel conducente la sua componente più essenziale. Dieci anni fa l’idea di ridurre del 50% i morti sulle strade sembrava pura utopia, ma oggi i dati dimostrano quanto sia un obiettivo raggiungibile. Non bisogna ora abbassare la guardia e investire sempre di più in formazione ed infrastrutture, consapevoli che 1 euro speso in sicurezza stradale ne frutta 20 in risparmio di spesa sociale e che è possibile evitare 1 incidente mortale su 3 con investimenti finalizzati alla sicurezza.»

«Per la prima volta l’Istat, a distanza di pochi mesi dalla chiusura ufficiale della rilevazione sugli incidenti stradali – afferma Enrico Giovannini, presidente dell’Istat – diffonde un’anticipazione delle stime sul numero di incidenti, morti e feriti sulle strade avvenuti nel corso del 2010. Questo è un primo concreto risultato dello sforzo in atto per fornire, anche per questo fenomeno, informazioni di qualità sempre più tempestive a supporto dei decisori pubblici e della collettività. Proprio allo scopo di migliorare le statistiche sull’incidentalità stradale l’Istat ha stipulato lo scorso marzo un Protocollo di intesa con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Ministero dell’Interno, il Ministero della Difesa, le Regioni e Province autonome, l’Unione delle Province e l’Associazione Nazionale dei Comuni d’Italia: grazie a questa rafforzata collaborazione interistituzionale sarà possibile fornire un quadro conoscitivo sempre più aggiornato ed esaustivo.»

Sono otto i paesi europei che hanno raggiunto, se non superato, l’obiettivo dell’UE: Lettonia ed Estonia (-61%), Lituania (-58%), Spagna (-55%), Lussemburgo (-54%), Francia (-51%), Slovenia e Svezia (-50%). L’Italia, come detto, si ferma al 44%, ma altre nazioni di solito considerate “potenti” non sono andate molto meglio di noi. Regno Unito e Germania, per esempio, sono anch’esse indietro rispettivamente con riduzioni del 46 e del 48%.

Scopri le Offerte


    Trova l'auto giusta per te
    Compilando il presente form acconsento a ricevere le informazioni relative ai servizi che mi interessano ai sensi dell’Informativa Privacy
    Leggi altri articoli in Auto

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Articoli correlati