Auto sportive: piacciono anche alle donne in Asia

Auto sportive: piacciono anche alle donne in Asia

Auto sportive: piacciono anche alle donne in Asia

Nella zona Asia-Pacifico, una parte del mercato automobilistico sempre più importante per tutti i brand del pianeta, si sta registrando, da qualche mese, una particolare tendenza: sono in numero sempre maggiore le donne in carriera (leggi: donne ricche, molto ricche) che si infatuano di modelli sportivi e che scelgono di acquistare veicoli prestazionali di grande lusso in luogo di citycar. Lo dicono Maserati, Ferrari e Porsche.

La casa automobilistica modenese del Tridente, infatti, ha fatto sapere che circa un terzo delle vetture vendute in Cina vengono consegnate nelle mani di donne, mentre la casa automobilistica del Cavallino Rampante di Maranello ha fatto sapere che circa due rosse su dieci sono acquistate da esponenti del gentil sesso (siamo ancora sicuri che quest’ultima definizione calzi a pennello per questa parte del genere umano?!).

Delle trecento vetture Porsche che sono state commercializzate a Singapore nella prima metà dell’anno corrente le fonti della Cavallina di Stoccarda assicurano che almeno novanta sono state richieste da donne.

In sostanza, è forse giunto il momento di ribaltare il vecchio detto che accomunava le donne e i motori per le gioie prodotte e per i guai procurati: a me sembra che, in questo caso, i cilindri più sportivi del pianeta vadano a braccetto senza problemi con le signore più ricche della parte orientale del globo, tanto quanto un paio di scarpe od una borsa griffata, e che, reciprocamente, gli uni non causino fastidi alle altre.

E dobbiamo anche segnalare (forse ferendo il nostro maschilismo) che il gentil sesso con gli occhi a mandorla ha buon gusto in fatto di motori.

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