Aumento carburanti: +1 cent per la verde, +0.5 cent per il gasolio

Aumento carburanti: +1 cent per la verde, +0.5 cent per il gasolio

Nel 2011 +18% alla pompa

Aumentano ancora i prezzi dei carburanti alla pompa: benzina verde e gasolio toccano nuovi record. Nel 2011 sono state applicate cinque nuove accise, per un aumento del 18% rispetto allo scorso anno. Durante il 2012 nuove addizionali regionali
Aumento carburanti: +1 cent per la verde, +0.5 cent per il gasolio

Aumenta ancora il prezzo del carburante: progressivamente, tutte le compagnie hanno ritoccato i propri listini in tutta Italia, mediamente di un centesimo di euro per ogni litro di benzina e di mezzo centesimo di euro per ogni litro di gasolio. Il prezzo della verde ha raggiunto così un nuovo record, cioè 1,723 euro al litro, così come il diesel, che ha toccato quota 1,698 euro al litro. Il rialzo è avvenuto soprattutto per un effetto a catena: Eni, la maggiore compagnia italiana, ed Esso hanno alzato i propri prezzi in seguito all’annuncio del governo libico di voler rivedere i contratti firmati con il gestore nostrano (Eni) per tutelare gli interessi della Libia. Ancora non è chiaro cosa accadrà in questo senso (la situazione potrebbe sciogliersi con la costruzione di qualche infrastruttura nel Paese africano, per dimostrare al nuovo governo che Eni non è stata e non sta dalla parte del defunto regime di Gheddafi), ma nell’incertezza tutti stanno incrementando i prezzi alla pompa.

Dall’inizio dell’anno i costi dei carburante sono aumentati del 18% (se togliessimo gli aumenti delle imposte che sono stati applicati nel 2011 la benzina verde costerebbe 19 centesimi al litro in meno e il gasolio 22 centesimi di euro al litro in meno): in ordine, i prezzi sono aumentati di 0,73 centesimi per salvare il Fondo per lo spettacolo in aprile, di 4 centesimi per la guerra in Libia in giugno, di 0,19 centesimi in luglio per il Fondo per lo spettacolo, di 0,89 centesimi per l’alluvione in Liguria e Toscana a novembre e di 9,9 centesimi per il decreto Salva-Italia. Ormai, l’IVA e le accise sono responsabili del 60% del prezzo della benzina e del 54% del prezzo del gasolio, con l’aggravante che nelle attuali quotazioni sono ancora comprese accise pari a 10 lire per il disastro del Vajont e per il terremoto del Belice, a 14 lire per la crisi di Suez del 1956 e a 2 lire per la guerra di Abissinia del 1935.

Gli aumenti di queste ore preavvisano quelli del prossimo anno: in dieci regioni (Piemonte, Campania, Molise, Puglia, Calabria, Liguria, Marche, Umbria, Lazio e Toscana) verranno applicate nuove addizionali.

Il prezzo continua a salire, nonostante il petrolio sia in discesa. Sarà sufficiente un annunciato provvedimento del Governo Monti per favorire la concorrenza?

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