Mini Roadster, debutto mondiale al Salone di Detroit

Sarà dotata di una gamma di motori con potenze fino a 211 Cv

La Mini Roadster si fa vedere dal vivo per la prima volta a questo Salone di Detroit, lasciando intendere la sua volontà di essere un veicolo innovativo senza però perdere le sue peculiarità distintive

È una Mini in tutto e per tutto, ma la versione Roadster che ha debuttato a Detroit ha qualcosa in più. Rappresenta la novità assoluta, anticipata e attesa per interi mesi e ora finalmente sotto gli occhi di tutti. Lo stile che da sempre ha caratterizzato questa piccola auto inglese è rimasto quasi invariato e in questo senso occorre concedere il giusto riconoscimento a chi l’ha disegnata così. Il fascino della Mini, come sappiamo, è ancorato ad un misto di modernità e tradizione, che in questa Roadster è stato perfettamente mantenuto.

Ad una prima occhiata possiamo fare caso al parabrezza, leggermente inclinato, e al bagagliaio, una presenza piuttosto significativa nella struttura complessiva della vettura. Il tetto è realizzato in tessuto e si può ripiegare nello spazio compreso tra il bagagliaio da 240 litri (non troppo generoso, ma in linea con la struttura compatta della Mini) e i sedili. Nessuna variazione in quanto a capacità di trasporto passeggeri: questa è una Roadster, per cui ha spazio per due sole persone. Novità e tradizione ancora una volta. Il telaio è stato rinforzato per la sicurezza dei passeggeri, e i due roll-bar in acciaio inossidabile garantiscono un’adeguata protezione da eventuali imprevisti.

L’agilità e la manovrabilità della Mini Roadster promettono di essere di ottimo livello, grazie anche all’utilizzo di motori con potenze comprese tra i 122 e i 211 Cv, destinati a soddisfare qualsiasi pretesa di efficienza e di prestazioni. Del resto questa Roadster è un’auto che “vuole farsi vedere” e il propulsore deve essere all’altezza. Fortuna che anche le dotazioni di sicurezza sono di buon livello.

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