Honda CR-Z: prova su strada

Prestazioni e guida da sportiva, consumi da utilitaria

Chi l’ha detto che le vetture ibride devono essere necessariamente poco prestazionali ed ancor meno emozionali, e per giunta con delle linee strambe se non addirittura bruttine? Honda, con il lancio della CR-Z nel corso del 2010, insieme ad altre case come Porsche e BMW, hanno sfatato questa credenza, utilizzando la tecnologia ibrida non soltanto per limitare i consumi, ma anche per offrire un surplus di prestazioni. E così, grazie all’accoppiata motore termico più motore ibrido, questa Honda CR-Z riesce a tirare fuori dal suo piccolo 1.5 litri delle prestazioni paragonabili a quelle di propulsori di cubatura ben superiore. Per di più ha il fascino delle vetture “esotiche”, dato che in giro, almeno da noi in Italia, ce ne sono ancora poche, mentre negli States ed in Giappone è ben più conosciuta, tanto da essere diventata una delle vetture preferite dai tuners.

Design e Interni:

Rating: ★★★★☆ 

Lo stile di questa CR-Z è davvero molto particolare. Con tutta probabilità si tratta, in assoluto, di una delle vetture dal design più originale e personale presenti oggi sul mercato. Le linee sono un bel mix di citazioni retrò, con quelle forme un po’ squadrate del frontale, con la grande “bocca” posizionata in basso, che ricorda le sportive degli anni ’70 e ’80, e altri tratti più futuristici come la linea del posteriore, con la coda tronca ed il lunotto che si prolunga sul tetto. L’insieme delle linee ha un suo perché e grazie alle proporzioni compatte ed all’altezza ridotta da terra, la vettura trasmette una gran sensazione di sportività: già guardandola viene voglia di mettersi al volante e di portarla su una strada piena di curve per vedere di cosa è capace. Certo, alla guida di questa Honda CR-Z dovrete abituarvi ad avere spesso gli occhi puntati addosso, specialmente quelli dei più giovani, che la guardano con un misto di stupore ed ammirazione. Senza dubbio poi, con delle linee così, ci saranno delle persone secondo cui questa vettura è fin troppo “particolare”. Sinceramente a noi non dispiacciono affatto queste linee così audaci, che la differenziano da tutte le altre vetture, tutte simili tra loro. Peccato che al fine di ridurre i consumi, aspetto pur sempre fondamentale per una vettura ibrida, sia stata “obbligata” la scelta di una gommatura non troppo sportiva, che penalizza in parte l’estetica, allo scopo di ridurre la resistenza al rotolamento: 195/55 R16.

Plancia e interni

Se l’esterno è molto originale, anche l’abitacolo non è da meno, dato il design molto particolare. Il cruscotto, totalmente digitale, è un vero capolavoro: sembra quasi un videogame. Ha una grafica 3D e cambia colore in base allo stile di guida: verde per la guida più “ecologica”, blu per la guida “normale” e un rosso acceso per la guida più sportiva. Le informazioni visualizzate sono davvero moltissime: ci sono l’ indicatore della carica della batteria e un altro grafico che ci dice, istante per istante, quando il motore elettrico si sta caricando e quando invece sta “aiutando” il motore termico. Ci sono poi un’altra miriade di schermate che vengono visualizzate per mezzo dei numerosissimi comandi al volante. Una delle più interessanti è quella che visualizza i punti (a dire il vero degli alberelli stilizzati) che ci vengono assegnati in base a quanto siamo stati bravi a risparmiare carburante, adottando uno stile di guida eco-friendly: il massimo è cinque alberelli, e vi possiamo assicurare che è un’impresa davvero difficile riuscire ad ottenerli.

I comandi del clima sono posizionati vicini allo sterzo e sono molto raccolti, ma anche facili da utilizzare. Alla loro destra troviamo lo schermo touchscreen della radio e del navigatore, che ha un funzionamento intuitivo. Peccato per la grafica delle mappe del navigatore, fin troppo semplice e poco accattivante, del tutto non intonata con lo stile hi-tech dell’abitacolo. Inoltre, data la particolare sistemazione, lo schermo risulta essere un po’ lontano dallo sguardo del guidatore. Alla sinistra del piantone non si possono non notare i tre tasti attraverso cui selezionare le differenti modalità di guida: eco, normal, sport. Nel tunnel centrale troviamo un’ampia vaschetta dove riporre gli oggetti ed i tasti dei sedili riscaldati. Ovviamente, su una vettura così tecnologica, non potevano mancare neanche l’ingresso USB e l’ingresso AUX per l’ autoradio. A dare un certo tono all’abitacolo contribuisce l’elegante pelle beige, che però non viene utilizzata per rivestire i sedili posteriori, che sono in semplice tessuto, ad ulteriore conferma che, anche secondo chi ha progettato la vettura, quest’ultimi saranno più frequentemente ribaltati per aumentare lo spazio per i bagagli piuttosto che utilizzati per ospitare dei passeggeri. Il livello delle finiture e degli accoppiamenti è soddisfacente, ma le plastiche utilizzate per rivestire la plancia, pur piacevoli da vedere, sono rigide.

Posizione di guida

Una volta “calatisi” all’interno dell’abitacolo, data la ridotta altezza da terra, si viene accolti da un bel sedile sportivo, sufficientemente sagomato per riuscire a contenere per bene il corpo nelle curve. La seduta è piuttosto bassa e si guida con le gambe distese come sulle vetture più sportive. Il volante, piacevolmente piccolo, ha un’ottima impugnatura. Molto bella anche la pedaliera “corsaiola”.

Abitabilità e bagagliaio

All’anteriore lo spazio non manca. Pur trattandosi di un coupé sportivo non si ha mai la sensazione di stare in un abitacolo angusto e anche i più alti godono di sufficiente spazio per la testa. Un discordo diverso va fatto per i sedili posteriori, che è ottimistico definire di fortuna: vanno bene soltanto per due bambini in età da asilo o poco più, a causa del poco spazio in altezza. Per di più, se chi è alla guida è più alto di 1.80 cm, lo spazio a disposizione per le gambe si riduce a pochissimi centimetri. Il bagagliaio, invece, considerando che si tratta di una vettura sportiva e che l’alloggiamento delle batterie ha ovviamente rubato dello spazio, ha una capienza discreta, ma che può diventare ottima reclinando gli schienali posteriori: si va infatti dai 223 litri in configurazione standard ai 583 litri abbattendo gli schienali posteriori. Quindi, se consideriamo che questa CR-Z, all’atto pratico, è una vettura praticamente per due persone, quest’ultime godranno di un bagagliaio davvero molto capiente.

Comportamento su Strada:

Rating: ★★★★½ 

Già guardandola, con le sue linee così sportive ed aggressive, questa CR-Z crea delle grandi aspettative, che crescono ancora di più non appena ci si sistema all’interno dell’abitacolo, grazie alla seduta molto sportiva. Per partire bisogna, come da tradizione, girare la chiave per accendere il quadro, salvo poi premere il bottone rosso “start” per avviare il motore, il che fa molto “racing”. Una volta premuto però, sembra non succedere nulla, tanto è silenzioso il motore al minimo. Appena percorsi i primissimi chilometri siamo rimasti stupiti dal il livello di comfort davvero sorprendente: l’assetto è molto meno rigido di quanto ci si possa immaginare, tanto che anche il pavè del centro storico risulta perfettamente sopportabile. Nel traffico poi, date le dimensioni contenute, ci si muove sempre con agilità. Il vero problema è la visibilità posteriore a causa del lunotto “tagliato”, che rende veramente difficoltoso vedere ciò che sta dietro di noi. Nella marcia cittadina, specialmente in situazioni di traffico, suggeriamo di utilizzare la modalità “eco” del propulsore: sebbene le prestazioni siano limitate, il motore ha una risposta sempre molto docile e così si riesce ad avere una guida fluida e rilassante. Passando in sport, invece, la differenza di prestazioni è evidente ed il motore diventa molto reattivo nel rispondere ad ogni pressione sul pedale dell’acceleratore, tanto che in questa modalità risulta praticamente impossibile partire dal semaforo senza “sgasare” vistosamente.

Con la modalità sport inserita, dalla città ci trasferiamo ora sul percorso dove eravamo più curiosi di provare questa CR-Z: ovvero su una strada ricca di curve. Le sensazioni che proviamo sono subito positive: grazie al passo corto la CR-Z si inserisce con rapidità e una volta trovato l’appoggio sulle ruote esterne mantiene fedelmente la traiettoria impostata. L’agilità tra una curva e l’altra è buona, e di conseguenza lo è anche il divertimento. A causa dell’assetto non rigidissimo, questa CR-Z è anche risultata discretamente sensibile ai trasferimenti di carico, con la coda, gravata dal peso delle batterie, che tende ad allargare un pochino le curve: questo comportamento è sicuramente “divertente”, perché permette di “giocare” con i rilasci, ma allo stesso tempo per nulla preoccupante, perché si tratta pur sempre di reazioni molto composte. In ogni caso c’è sempre l’ESP a vigilare. Lo sterzo è pronto e diretto, e ha anche un bel carico, che varia a seconda della modalità di guida, ma per i palati fini, principalmente a causa della gommatura non proprio sportiva, manca un pochino di comunicatività con l’ asfalto. Il motore, che in città avevamo lodato per la sua silenziosità, in queste circostanze tira fuori una “voce” niente male, che si fa sempre più cattiva mano a mano che ci si avvicina alla zona rossa. Promosso a pieni voti il cambio: gli innesti sono cortissimi, veloci e ben contrastati, e non ci sono mai impuntamenti. La frizione, per di più, è piacevolmente morbida. I freni sono efficienti ed anche abbastanza resistenti allo sforzo prolungato, ma per ottenere delle decelerazioni degne di nota bisogna pestare con forza sul pedale.

Motore e prestazioni

Il propulsore ibrido è senza dubbio uno degli aspetti più affascinanti di questa Honda CR-Z. In particolare quest’ultimo, denominato IMA (Integrated Motor Assist), è un ibrido “parallelo”, ovvero il motore elettrico è montato tra il propulsore termico e la trasmissione e collabora con il motore termico, a seconda delle circostanze, al fine di ridurre i consumi o di offrire maggiori prestazioni, con una logica di funzionamento paragonabile a quella del KERS delle Formula 1. Il motore elettrico funge anche da motorino d’avviamento quando entra in funzione lo start&stop, che spegne la vettura già a partire da velocità inferiori ai 20km/h, ovviamente inserendo la folle. Tuttavia, a differenza di altre ibride come, ad esempio, la Prius, la CR-Z non si muove mai con il solo motore elettrico. Tutto ciò, a livello di prestazioni si sente eccome: il piccolo 1.5, grazie all’aiuto del motore elettrico, riesce a far raggiungere a questa CR-Z i 200km/h, e a farla accelerare da 0 a 100km/h in 9,9 sec. Quindi numeri che non sfigurerebbero neanche su un 2.0 turbodiesel. Per di più, grazie all’aiuto del motore elettrico, che è in grado di offrire istantaneamente il 100% della spinta disponibile, la ripresa è davvero sorprendente, specialmente se consideriamo che stiamo parlando pur sempre di un 1.5 aspirato.

Consumi e Costi:

Rating: ★★★★☆ 

La CR-Z, per essere una sportiva, consuma poco, anche se vi impegnate pochissimo: quando siamo riusciti ad ottenere i 5 alberelli di punteggio, ovviamente in modalità eco, dopo circa mezz’ora di guida accuratissima, evitando di accelerare inutilmente, e cercando di frenare il meno possibile, il computer di bordo segnava una media di 4,2 litri/100 km. Nelle circostanze normali invece, guidando in normal, ma anche in sport, le medie si assestano sui 6,5 litri/100 km, anche se si adotta una guida “allegra”. Il listino è una delle note dolenti di questa Honda CR-Z: se la versione base parte da un invitante prezzo di 22.000 €, per questa “GT Plus i-pilot, che è l’allestimento top di gamma, ci vogliono ben 28.300 €. A fronte di questo listino non proprio “popolare” si viene ripagati però da una dotazione davvero completa: persino i sedili riscaldati, i fari allo xeno,i cerchi in lega, il navigatore satellitare con comandi vocali e gli interni in pelle fanno tutti parte dell’allestimento di serie.

In conclusione

Dunque, questo nuovo concetto di “ibrida sportiva” funziona benone e può senza dubbio essere la strada giusta per il futuro: questa Honda CR-Z riesce infatti ad associare delle prestazioni notevoli, specialmente se paragonate alla cilindrata contenuta, a dei consumi degni di una citycar. In aggiunta alle buone prestazioni, c’è poi un comportamento su strada sicuro e divertente e una linea intrigante, che rendono questa vettura davvero appetibile. Peccato per il listino abbastanza “carico”, ma rinunciando alla dotazione da ammiraglia e scegliendo quindi l’ allestimento base si può risolvere il problema. Con cifre a partire da 22.000 €, quindi, ci si porta a casa tantissima tecnologia ed efficienza meccanica, potendosi vantare con gli amici di essersi fatti un “coupé sportivo”, avendo tuttavia dei costi di esercizio paragonabili a quelli di un’utilitaria (magari questo non ditelo agli amici però).

Pro e Contro

Ci PiaceNon Ci Piace
La tecnologia ibrida funziona eccome: le prestazioni sono buone ed i consumi contenuti, e la guida è molto piacevole in tutte le circostanze.La visibilità posteriore è davvero difficoltosa, ed il prezzo di questa versione “top” è un po’ impegnativo, ma la dotazione di serie è veramente completa.

Honda CR-Z: la Pagella di Motorionline

Motore:★★★★½ 
Ripresa:★★★★½ 
Cambio:★★★★½ 
Frenata:★★★½☆ 
Sterzo:★★★★☆ 
Tenuta di Strada:★★★★☆ 
Comfort:★★★★☆ 
Posizione di guida:★★★★½ 
Dotazione:★★★★★ 
Qualità/Prezzo:★★★★☆ 
Design:★★★★☆ 
Consumi:★★★★★ 

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