BMW Serie 1 120d Urban: prova su strada

Piacere di guida, prestazioni sportive e consumi da citycar

Quando, nel corso dell’ormai lontano 2004, venne lanciata sul mercato la prima versione della Serie 1, lo slogan della pubblicità recitava “one like no one”: “one” come il nome della macchina, appunto, e “like no one” perché la Serie 1, che nel corso del 2011 è stata rinnovata in ogni suo bullone, era ed è tutt’oggi l’unica tra le berline compatte ad avere la “chicca” della trazione posteriore. Ovviamente, dato il grandissimo successo ottenuto dalla prima versione, in BMW, con il lancio del nuovo modello, si sono ben guardati dallo stravolgerne i connotati, mantenendo un’evidente continuità, sia di stile che di contenuti, con la precedente generazione.

Design e Interni:

Rating: ★★★★½ 

Stile: è sempre lei, ma è cambiata parecchio

Personalmente, quando escono sul mercato delle nuove BMW, da un po’ di anni a questa parte, mi capita sempre una cosa strana: all’inizio mi lasciano abbastanza perplesso, salvo poi piacermi sempre di più. Mi ricordo ancora che quando nel 2003 venne presentata la Serie 5 e60, quella disegnata da Bangle per capirci, dissi a mio padre: “in BMW sono impazziti, che cosa hanno combinato?”. Salvo poi arrivare addirittura ad amare la sua linea dopo qualche tempo, giusto quello necessario per farci l’occhio. Ed è esattamente quello che mi è successo con questa nuova Serie 1: all’inizio, quando sono circolate sul web le prime foto, ho subito pensato che la vecchia era decisamente meglio, salvo poi ricredermi puntualmente, dopo un po’ di tempo. Ma, tralasciando le mie considerazioni personali, vediamo un po’ com’è cambiata questa Serie 1. Abbiamo già detto che ha mantenuto una certa continuità stilistica con la vecchia. I tratti principali e più caratteristici sono quindi sempre gli stessi: il cofano lungo, l’abitacolo arretrato, lo sbalzo anteriore molto contenuto e le ruote ben distanti tra loro. Anche su questa nuova Serie 1 però, come in tutti i modelli BMW più recenti, è evidente la mano del nuovo capo del centro stile, Adrian van Hooydonk, che ha sostituito il tanto “ discusso” Chris Bangle: le linee adesso si son fatte meno cariche, e diremmo anche meno azzardate, ma non hanno perso nulla in termini aggressività e personalità.

Il frontale è la parte dove c’è stato un cambiamento maggiore: il “doppio rene” BMW adesso è più pronunciato ed è leggermente inclinato in avanti. Poi ci sono i due fari, piuttosto distanti tra loro, posizionati all’estremità della carrozzeria, che fanno apparire il muso più largo di quanto sia in realtà, conferendogli un aspetto davvero particolare. Ci sono poi i classici “quattro cerchietti” delle luci diurne, che sono diventati un po’ più squadrati e che la rendono immediatamente distinguibile non appena appare minacciosa nello specchietto retrovisore. La fiancata, come dicevamo, ha invece mantenuto i tratti “caratteristici”, e pertanto è la parte che è rimasta più simile alla precedente generazione, mentre la coda è caratterizzata dal nuovo disegno dei proiettori posteriori, che sono leggermente inclinati verso l’interno, dando l’impressione di “allargare” i fianchi della vettura e facendola apparire più muscolosa. Sono state poi introdotte le nuove “BMW Lines”(Urban e Sport),che hanno sostituito i vecchi allestimenti Eletta, Attiva e Futura. Nello specifico la Serie 1 che abbiamo potuto provare era in allestimento Urban, ovvero quello che predilige i dettagli più modaioli e stilosi rispetto alla sportività pura: caratteristici di questo allestimento sono gli inserti bianchi nella parte bassa del paraurti anteriore e posteriore e nelle calotte degli specchietti retrovisori, oltre alle grigliette della calandra cromate.

Plancia e posizione di guida

Design moderno, sistema di infotainment eccellente

Il cockpit di questa nuova Serie 1 è un insieme di elementi tradizionali e di scelte innovative. Ovviamente la posizione di guida, come sulla precedente versione, è piuttosto bassa e arretrata, con il lungo muso che sovrasta lo sguardo di chi si siede volante. Grazie alle regolazioni elettriche dei sedili, dotati anche di memorie, trovare la posizione giusta è più facile che fare 2+2, ma il sedile ci sarebbe piaciuto un po’ più sagomato sui fianchi. È anche vero, però, che stiamo parlando della versione Urban: i sedili sportivi, quindi ben più fascianti, fanno parte della dotazione della Sport. Sono parte dell’allestimento Urban ,invece, i vari inserti bianco lucido sul tunnel centrale, sulla plancia e sui pannelli porta, che si vanno a richiamare a quelli presenti all’esterno sulla carrozzeria. Sulla console centrale, come tradizione comanda orientata verso il guidatore, ci sono davvero pochi tasti e nessun display: ci sono giusto i pulsanti necessari per regolare clima e radio, perché tutto il resto si comanda dall’ ormai classico manopolone sul tunnel centrale e dal bellissimo schermo posizionato in alto, al centro della plancia, che sembra quasi un tablet poggiato lì, tanto che viene voglia di provare a staccarlo per portarselo in giro.

Vogliamo parlarvi un po’ del fantastico sistema di infotainment e della miriade di funzioni a cui si può accedere attraverso delle schermate discretamente intuitive e dalla grafica piuttosto accattivante: si va dal sistema di navigazione 3D, al telefono, al meteo, alle notizie di cronaca, sport, politica, eccetera, tutte visualizzabili grazie alla funzione BMW online. Ma c’è anche la funzione di ricerca su Google, il libretto di uso e manutenzione e lo stato di usura di tutte le componenti meccaniche soggette a consumo, come ad esempio le pastiglie dei freni. Insomma, per capirci, il primo giorno che abbiamo avuto in prova la vettura stiamo stati una mezz’ora abbondante a divertirci a sperimentare tutte quante le funzioni. Sul tunnel centrale della vettura era presente poi il classico joystick BMW del cambio automatico, che è un gran bel pezzo di design, ma che sulle prime richiede un po’ di abitudine, specialmente per inserire la posizione “p”. Proprio accanto alla leva del cambio troviamo anche il tasto attraverso cui selezionare le differenti modalità di guida, che approfondiremo più avanti.

Abitabilità e bagagliaio

Lo spazio non era il pezzo forte della vecchia versione e non lo è neanche della nuova

Diciamocelo chiaramente: la vecchia Serie 1 non era certo una campionessa di abitabilità e gli 8 centimetri in più di lunghezza della nuova non hanno di certo stravolto la situazione. Dunque, se all’anteriore non ci si può lamentare, sui sedili posteriori lo spazio rimane sostanzialmente per due, anche se, ad occhio, c’è giusto qualche centimetro in più in altezza. Un eventuale terzo passeggero si ritroverebbe a stretto contatto con le spalle degli altri occupanti e dovrebbe fare i conti con l’ingombrante tunnel centrale, dovuto alla presenza dell’albero di trasmissione, data la trazione posteriore. Almeno ci si consola con la presenza delle bocchette posteriori del clima, che prima non erano disponibili neppure a richiesta. Anche il vano di carico non ha subito chissà che migliorie: la capienza è adesso di 316 litri, che sono soltanto 14 in più rispetto al vecchio modello. C’è però margine per una certa modulabilità, grazie allo schienale frazionato in tre pezzi, che può anche essere reclinato senza creare nessuno scalino nel piano di carico.

Comportamento su Strada:

Rating: ★★★★★ 

Estremamente appagante, con tutti i vantaggi della trazione posteriore, ma anche sicura

Parlando del comportamento su strada di questa 120d non si può che partire da quella che è la caratteristica che la rende unica tra le berline compatte: ovvero la trazione posteriore. Bisogna fare una premessa: in questo caso le ruote dietro “che spingono”, considerando la tipologia di vettura, ovviamente, non serviranno certo a fare dei burnout nei piazzali dei supermercati o dei gustosi traversi, che magari con l’asfalto scivoloso vi riusciranno anche a meraviglia, bensì a rendere la guida di ogni giorno decisamente appagante e godibile. Prendete ad esempio questa situazione: state guidando allegramente una turbodiesel a trazione anteriore con 380 Nm di coppia, accelerate un po’ più del dovuto in uscita di curva ed ecco arrivare puntuali, a mortificare il piacere di guida, sottosterzo, alleggerimento del carico e reazioni varie sul volante. Ora fate la stessa operazione alla guida della Serie 1: nessun sottosterzo, nessuna reazione sul volante. Al massimo otterrete giusto un accenno di scodata, che, detto tra noi, non dispiace proprio a nessuno, anzi tutt’altro.

Ovviamente la Serie 1 non è soltanto questo. In particolare, grazie alle differenti modalità di guida (Eco Pro, Comfort, Sport e Sport+), riesce a trasformarsi a seconda dell’umore e dei desideri di chi si trova al volante. Dunque sa anche essere confortevole: la rumorosità infatti è sempre contenuta, e l’assetto, grazie anche alla gommatura non particolarmente sportiva, non è di quelli che spezzano la schiena e le cambiate avvengono sempre in maniera molto “soft”, quasi impercettibile. Selezionando però la modalità Sport, oppure la Sport+, che innalza la soglia di intervento degli aiuti elettronici, la situazione cambia di molto: il volante si fa più carico, diventando molto preciso e comunicativo, mentre le 8 marce del cambio automatico vengono “sparate” una dopo l’altra con una gran rapidità. Così settata la 120d, con il contributo del motore, di cui parleremo tra poco, non appena arrivano le curve permette di togliersi delle grandi soddisfazioni, offrendo una dinamica di guida che non sfigurerebbe neanche su una vettura ben più sportiva. C’è anche la possibilità di cambiare manualmente le marce, ma sulla vettura in prova non c’erano i paddle al volante e quindi il “giochino”, dopo un po’, diventa meno divertente. Il comportamento su strada è estremamente sicuro: la stabilità e i limiti di tenuta sono davvero notevoli e per scomporla un minimo bisogna davvero mettersi d’impegno. Anche con i controlli disinseriti, le correzioni richieste sono sempre semplici e intuitive.

Motore e prestazioni

Tiene il passo di vetture ben più sportive, e che coppia!!

Per rendere l’idea di quali siano le prestazioni di cui è capace il 2.0 turbodiesel da 184 Cv di questa Serie 1 ci sentiamo di dare un consiglio ai proprietari delle varie Golf GTI, Giulietta Qv, Audi TT 1.8 TFSI,Cooper S e così via: se mai vi dovesse affiancare al semaforo una 120d, potrebbe non essere consigliabile fare troppo gli “sboroni”. Con uno 0-100 che viene coperto in soli 7,2 secondi questa 120d tiene infatti il passo delle vetture che abbiamo appena elencato. Anche la velocità di punta è davvero notevole: ben 228 km/h. Ma al di là delle prestazioni pure, che dati i numeri in ballo è assolutamente consigliabile mettere alla prova soltanto su circuito, ciò che rende estremamente appagante la guida della vettura è la coppia di 380 Nm, disponibile a partire da 1750 giri/min e che si mantiene costante fino alla zona rossa. Sì, avete letto bene: pur essendo un diesel, questo 2.0 allunga con decisione e senza diventare ruvido anche ai più alti regimi di rotazione. Il cambio automatico ad otto rapporti, perfettamente “accordato” con il propulsore, permette per di più di sfruttare al meglio la gran coppia, garantendo una ripresa sempre decisa e corposa grazie a delle scalate rapide e puntuali. L’accoppiata funziona talmente bene che non optare per l’automatico sarebbe un vero e proprio peccato.

Consumi e Costi:

Rating: ★★★½☆ 

Consumi da citycar, listino da “Serie 5”

Abbiamo parlato a lungo delle prestazioni davvero notevoli del propulsore. Beh, a questo punto può lasciare letteralmente “sbalorditi” sapere che questa 120d consuma davvero poco, anzi pochissimo, considerando le prestazioni. Durante la nostra prova abbiamo infatti realizzato consumi medi di 16km/l, ma utilizzando la modalità “eco pro” lungo un tratto di strada statale il CdB è arrivato ad indicare incredibilmente medie di 4,6 litri/100km. Miracoli dell’EfficientDynamics. Se a questo punto pensate di aver trovato la quadratura del cerchio, trovandovi di fronte ad una vettura che va come una sportiva e che consuma come una Smart, e che quindi vi permetterà allo stesso tempo di risparmiare sui consumi divertendovi alla guida, sappiate che, per portarvela in garage, servono tanti soldi, oppure tantissimi se ci si lascia prendere la mano dagli optional, che in un attimo fanno lievitare il prezzo verso cifre tanto sbalorditive quanto lo è l’efficienza della meccanica. Vi diciamo solo che il prezzo della vettura in prova, così accessoriata, è molto vicino alla soglia dei 50.000 €, che sono per l’appunto una cifra degna di una Serie 5. Certo, senza i sedili elettrici, senza il cambio automatico, senza il tetto apribile, senza la telecamera posteriore, senza il BMW apps, senza il BMW online, senza i fari allo xeno, senza il navigatore BMW Professional e molti altri accessori che non stiamo qui ad elencare, la vettura non sarebbe stata così “appagante”, ma sarebbe anche stata molto più vicina ai 32.000 € necessari per portarsi a casa una 120d “base”, che non sono certo pochi, ma che sicuramente sono molto più “umani” rispetto ai quasi 50.000 € della vettura in prova. Considerando il listino a dir poco consistente, fa poi rabbia vedere che bisogna pagare, ad esempio, 60 € per avere i poggiatesta posteriori reclinabili e 50 € per il “sistema disattivazione airbag anteriore destro”.

In conclusione

Dal punto di vista della dinamica di guida questa Serie 1 ha confermato appieno le aspettative, risultando molto divertente, piacevole e anche abbastanza confortevole. Ma è l’efficienza della meccanica che ci ha letteralmente stupito, innalzando, e di molto, gli standard della categoria: il rapporto prestazioni/consumi è a dir poco stupefacente. Proprio per questo ci sentiamo di dire che il 2.0 da 184 Cv è attualmente, secondo noi, il migliore due litri turbodiesel in circolazione. Insieme ai miglioramenti sono però rimasti i difetti di sempre della Serie 1: l’abitabilità non certo eccelsa e il listino molto impegnativo, che la rende una tra le berline compatte più esclusive. Ma proprio questi difetti, dato il successo della precedente versione, sembrano del tutto ininfluenti per chi decide di acquistare una Serie 1, e scommettiamo che, alla lunga, questa nuova non potrà far altro che replicare i consensi ottenuti dalla vecchia.

[review pros=”Efficienza meccanica straordinaria: prestazioni da sportiva, consumi da utilitaria. Comportamento su strada divertente e appagante in ogni circostanza.” cons=”Listino per una vettura accessoriata a dir poco esorbitante. Abitabilità posteriore un po’ sacrificata, ma è il prezzo da pagare per una linea così sportiva.”]

BMW Serie 1 120d Urban: la Pagella di Motorionline

Motore:★★★★★ 
Ripresa:★★★★★ 
Cambio:★★★★½ 
Frenata:★★★★½ 
Sterzo:★★★★★ 
Tenuta di Strada:★★★★★ 
Comfort:★★★★☆ 
Posizione di guida:★★★★☆ 
Dotazione:★★★½☆ 
Qualità/Prezzo:★★★★☆ 
Design:★★★★☆ 
Consumi:★★★★★ 

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    5 commenti

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    • MARTINA ha detto:

      Sapete darmi qualche info sulla 116d?
      Questa è bella ma troppo cara (e non mi interessano tutti questi cavalli)?

    • asx ha detto:

      Bellissima! Ci farò un pensierino.

    • Ale65 ha detto:

      Bellissima?per me di davanti é strabica..di dietro è una polo

    • tigerfisch ha detto:

      Ale65 una visita dall oculista…???

    • Gus77 ha detto:

      NON COPRATELA È FUMO NEGLI OCCHI. A ME È ARRIVATA DA 2 GIORNI E SONO DISPERATO PERCHE NON MI PIACE. PREMESSO CHE PROVDNGO DA UNA SERIE 1 E87 ED HO ANCHE UNA MINI COOPER S. QUESTO MODELLO (IO HO PRESO IL 120D MSPORT) È LO SPECCHIETTO X LE ALLODOLE. TANTE COSE E FUNZIONI CHE NON SWRVONO A NIENTE E MANCA LA SOSTANZA. Guidabilita ed emozioni 0!!!
      è talmente morbida di sospensioni che in curva sembra un peschereccio. Vanificando pertanto i vantaggi della traziine posteriore. Nulla a che vedere con la serie 1 e87 che era incollata alla strada. Se yno pensa di cimprare un auto brillante e sportiva sbaglia di grosso. È come la definisco io un pulmino. E per me automobile=piacere di guida!!! Il contrario di questa f21. Vero è rifinita un gran bene e da fuori è bella ma a guidarla è iscena per cui. Sono dell idea che le auto devono essere concrete senza mille sfrinzoli inutili. Ho appena ritirato due giorni fa una serie 1 120d M Sport. A costo di rimetterci la mangio fuori.

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