Crisi auto: Mitsubishi vende stabilimento a 1 euro e salva 1500 posti di lavoro

Crisi auto: Mitsubishi vende stabilimento a 1 euro e salva 1500 posti di lavoro

La recessione del settore, però, continua a fare danni

La crisi dell'auto è tutt'altro che finita, come dimostrano i due provvedimenti presi da Mitsubishi e Peugeot, che però dal punto di vista dei dipendenti avranno senza dubbio un impatto profondamente diverso
Crisi auto: Mitsubishi vende stabilimento a 1 euro e salva 1500 posti di lavoro

Due modi diversi di affrontare la crisi. Senza dubbio ad una prima occhiata quello di Mitsubishi è quello più apprezzabile, in quanto la cessione dello stabilimento olandese per la cifra simbolica di 1 euro ha consentito di salvare ben 1.500 posti di lavoro. Una vera manna con i tempi che corrono. La casa giapponese ha infatti annunciato di aver ceduto la fabbrica alla VDL Groep, un gruppo olandese di autobus e mezzi industriali, a patto che questi conservi in toto i dipendenti che già lavorano per la fabbrica.

Totalmente diversa la situazione di Peugeot, che ha annunciato l’intenzione di chiudere entro il 2014 lo stabilimento di Aulnay, vicino a Parigi, e di ridurre il personale dello stabilimento di Rennes, nel nord-ovest della Francia. In totale saranno tagliati ben 8.000 posti di lavoro. Tremila saranno quelli derivati dalla chiusura di Aulnay, 1.400 verranno licenziati a Rennes e i rimanenti saranno distribuiti nelle strutture centrali del gruppo PSA Peugeot Citroën. Una decisione che ha trovato la fiera opposizione del neo-presidente François Hollande, il quale ha dichiarato di non voler accettare il piano presentato dalla casa transalpina. Tra l’altro Aulnay è sede di una delle banlieue più “difficili” dell’intera area parigina e ovviamente il capo dello stato francese è ben cosciente del pericolo che potrà costituire una simile condotta.

Nei primi due paragrafi abbiamo di fatto presentato i provvedimenti delle due case. Diametralmente opposti e, se ci limitassimo a questa esposizione dei fatti, verrebbe naturale schierarsi dalla parte di Mitsubishi. Noi non vogliamo difendere le parti di nessuno, ma ci limitiamo a specificare che Peugeot ha di fatto i suoi buoni motivi per procedere a questi tagli e che Mitsubishi, giustamente, ha un suo tornaconto nella cessione dello stabilimento olandese praticamente gratis.

Nei primi sei mesi del 2012 Peugeot ha visto crollare le sue vendite del 14% in Francia e del 20% in Italia. Gli impianti lavorerebbero al 76% della loro capacità, con una perdita costante dall’inizio dell’anno di 700 milioni di euro. In teoria, il piano di Peugeot punterebbe a riportare la situazione almeno in condizioni di parità entro il 2014, prima che possano finalmente vedersi gli aspetti positivi dell’alleanza con la General Motors. Difficile continuare con questo ritmo e non prendere provvedimenti potrebbe portare alla perdita di ben più di 8.000 posti di lavoro. Non abbiamo gli strumenti per valutare le azioni di PSA, ma speriamo che si possa giungere ad un accordo che possa almeno diminuire il numero dei tagli.

Mitsubishi, come detto, ha sicuramente compiuto un’ottima azione imponendo all’acquirente VDL Groep di mantenere i 1.500 contratti di lavoro dello stabilimento olandese, aperto nel 1991 insieme a Volvo e a conduzione solo giapponese dal 2001. La società asiatica, comunque, avrebbe registrato nel 2012 una perdita di ben 28 miliardi di yen, pari a circa 280 milioni di euro. La cessione, persino gratuita, dello stabilimento è stato giudicato preferibile al licenziamento in tronco dei dipendenti e allo smantellamento completo della struttura. La VDL Groep, dal canto suo, pare sia vicinissima ad un accordo con BMW per il riadattamento dello stabilimento, già specializzato nella produzione di city car e SUV, alla costruzione delle vetture a marchio MINI.

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