Fiat, Sergio Marchionne promette di voler restare in Italia

Fiat, Sergio Marchionne promette di voler restare in Italia

Tutti gli stabilimenti italiani salvi. Per ora

Il manager italo-canadese, al termine di un incontro con i sindacati, promette di voler rimanere nel Bel Paese e quindi assicura che Fiat S.p.A. non diventerà un'azienda statunitense (anche se alcune scelte fanno pensare tutto il contrario)
Fiat, Sergio Marchionne promette di voler restare in Italia

Dopo la decisione di bloccare la programmazione degli investimenti, almeno per alcuni mesi, e dopo quella di affidare lo stile di cinque progetti ai tecnici del Gruppo Chrysler e non a quelli del nostrano Centro Stile (tra cui il progetto di Alfa Romeo Giulia, importante pedina della rinascita del Biscione), è lecito avere un po’ di confusione e qualche dubbio sul futuro di Fiat S.p.A., in relazione soprattutto al periodo di forte crisi europea. La società italiana si trasferirà negli Stati Uniti? Sarà là che si scriverà un nuovo capitolo (se ci sarà) di una delle aziende simbolo dell’Italia che produce, lavora, suda?

No: risponde Sergio Marchionne. Al termine di un incontro con i sindacati, l’Amministratore Delegato di Fiat S.p.A., artefice del matrimonio con il Gruppo Chrysler e padre di alcune controverse decisioni, ha puntualizzato di non avere intenzione di lasciare il Bel Paese. Il manager italo-canadese ha spiegato di non voler abbandonare l’Italia e di voler continuare a lottare per far restare l’azienda dov’è nata. Per lui, quindi, questa non è ancora una battaglia persa, anche se i dati di vendita relativi al mercato europeo hanno un sapore molto amaro (ma a dare forza allo spirito del management del Lingotto ci sono i dati del Gruppo Chrysler e quelli di Fiat in Brasile: numeri che, mescolati insieme a quelli negativi, fanno una buona media ed una minestra che permette di tirare avanti. Ancora un po’).

Verranno chiusi altri impianti in Italia? Per il momento pare di no. Secondo quando specificato da Sergio Marchionne, lo stabilimento di Cassina non verrà accorpato a quello di Pomigliano d’Arco e non verrà chiuso. Ma in questo istante mancano certezze sul futuro più lontano, perché lo stesso Marchionne, con il suo team, ha deciso di non fare scelte sugli investimenti dei prossimi anni. Cosa verrà prodotto a Cassina? Non lo sappiamo.

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2 commenti

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  1. Mons

    6 Agosto 2012 at 15:27

    Che ipocrita. Dice una cose e fa esattamente il contrario.
    Finora tutto il cash e gli investimenti sono stati concentrati in America.
    Qua solo le briciole (anzi neanche quelle).
    Esattamente il contrario di quanto garantito con il progetto Fabbrica Italia (in realtà stava pensando a fabbrica America)

  2. ROBERTO

    6 Agosto 2012 at 16:53

    non mi piacciono gli imprenditori che sputano nel piatto dove fino a ieri hanno mangiato lautamente anche a causa di aiuti pubblici che sono usciti dalle tasche degli italiani e che hanno contribuito a fare grande la FIAT. Molti Italiani hanno comprato Fiat e molti sono stati gli artefici del successo made in Italy. Un poco di riconoscenza è chiedere troppo ?

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